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Adolescenti fragili

Molti ragazzi di età compresa fra i 13 e i 18 anni, vivono la loro fase di passaggio da bambini a adulto in maniera controversa e a volte distorta. I segnali  spesso vengono raccolti dai genitori che si ritrovano figli adolescenti sempre più in preda all’0ura e alla rabbia. Diventano scontrosi e polemici verso tutto e tutti. E se la famiglia è la centrale educativa per eccellenza e ha il compito di osservare e porre rimedio anche la scuola e gli insegnanti devono fare la loro parte. Gli adolescenti spesso non si aprono; eppure il tema di italiano potrebbe essere la chiave giusta per decriptare i loro malesseri. In loro l’inquietudine delle scelte, dei modi di pensare e di comportarsi prende il sopravvento mettendo seriamente in difficoltà il ruolo di genitori. “Le fragilità degli adolescenti di oggi? Sono le stesse di sempre. Quel che è cambiato è che c’è maggiore confusione nel rapporto tra genitori e figli, c’è minore capacità di dire un no ai ragazzi. E quindi ci sono meno regole.” Lo afferma il professor Sergio Berardi docente di diritto e economia politica al Russel Newton di Scandicci. “ Al Corriere  fiorentino ha dichiarato: “inutile banalizzare; tra i 13 e i 18 anni la fragilità nei ragazzi c’è sempre stata, è il periodo della trasformazione del corpo, della formazione di un’identità. Mi sembra però che oggi, rispetto al passato, molti genitori si pongano come amici dei propri figli. Non sono per un’educazione oppressiva, ma un no, un no ragionato che permetta nel ragazzo la costruzione di un complesso di regole, serve. Oggi invece i genitori spalleggiano i figli, c’è un continuo intervento a scuola per giustificare qualsiasi mancanza dei ragazzi, per contestare un voto. Bisogna stare attenti a non creare fratture con i docenti. Gli adolescenti con cui parliamo hanno quasi tutti lo stesso problema: accettarsi. Vengono da noi perché hanno dubbi sul corpo che cambia, sulla sfera affettiva, sulle amicizie, nel rapporto con le famiglie. Temono di essere inadeguati e esclusi. Nello stesso tempo, quella è l’età in cui si sperimenta il rischio, in cui si scoprono i propri limiti. Purtroppo a volte con l’alcol e le sostanze stupefacenti”.

Di Ivan Scinardo

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