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Affrontiamo la <>

Molte famiglie ignorano il consumo di droga leggera; sembra che il problema non li riguardi direttamente o pensano ai loro figli come vittime o potenziali tali. Niente di più sbagliato. Spesso chi fuma lo spinello?. pardon, mi correggono i più giovani, si dice ”canna”? spinello vent’anni fa, è portato a spacciare, vendere materialmente la droga. Sovente si verifica che chi vende ha l’apparenza di un bravo ragazzo, insospettabile e di buona famiglia. Fumare viene considerato un modo alternativo di vivere e stare con gli altri. Ma alternativo a che cosa? L’alterazione degli stati d’animo prodotti dall’uso della cannabis rende più disinibiti, con la falsa sensazione di una maggiore rapidità nei riflessi e nella percezione in generale. Il rischio diventa allarme se alla canna si associa anche l’alcool e ci si mette alla guida. Non sto qui a sciorinare i numeri sul consumo di droghe leggere, ve li risparmio, ma sono, ve l’assicuro, da allarme sociale. E’ un problema che riguarda oltre il 40 per cento delle famiglie italiane. E’ facile pensare che le famiglie non sono d’accordo che i figli fumino le canne, ma spesso non hanno alcun strumento per dissuaderli.
Bisogna comunque dire che nulla avviene e per caso, le mode, le tendenze, il sentirsi branco e non tirarsi fuori da esso, magari dissociandosi o prendendo le distanze. In Italia un grammo di cannabis costa in media 3 euro. Un prezzo è abbordabile per tutti. Ma in questo articolo vorrei fare riflettere su alcune questioni che riguardano in particolare i genitori. Il gruppo, da un punto di vista sociologico e psicologico, è determinante nell’uso delle droghe leggere. I giovani sentono il bisogno di appartenenza e non hanno assolutamente voglia di escludersi da una compagnia, che non di rado l’orgoglio dei genitori, per i cosiddetti rampolli, figli di gente ben posizionata nel mondo del lavoro, che concede tutto ai figli. La scelta di fumare però diventa personale, a volte si è spinti dalla curiosità, di non apparire stupidi, di dimostrare e dunque apparire. Quando scoppia un problema del genere la famiglia può misurarsi solo nel momento in cui i genitori la gestiscono quasi come un’azienda partecipativa; nessuno può fregarsene dell’altro e tutti si devono dare una mano. Questo è un valore da mostrare concretamente ad ogni componente. Occuparsi dei figli dunque significa offrire mezzi, opportunità, aiuti. I ragazzi, se vogliono, possono smetterla con le ”canne” nella misura in cui si sentono ascoltati, percepiti da un punto di vista emotivo, considerati da chi, dice di amarli, ma in realtà compra con il denaro il loro momentaneo benessere psichico.

Di Ivan Scinardo

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