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Allarme dispersione

Suona la campanella è tempo d’estate, le scuole si chiudono eccetto quelle degli esami di maturità e come di consueto si tracciano i primi bilanci. La somma tra abbandono, non frequenza e ripetenza  equivale alla dispersione scolastica. Sono infatti quasi tre milioni (2.900.000) i ragazzi che, negli ultimi 15 anni, non hanno portato a termine la scuola secondaria di secondo grado ed è per questo che il Ministero dell’Università e della ricerca e l’Unione europea guardano al fenomeno con grande preoccupazione tanto da considerarlo come causa di povertà e di disuguaglianza.  E’ possibile contrastare e ridurre il grave fenomeno della dispersione scolastica (la somma tra abbandono, non frequenza e ripetenza) che, in Italia, ha assunto dimensioni drammatiche. Il solo abbandono interessa infatti il 17,6% dei nostri giovani (circa 750.000 ragazzi) contro una media europea del 12,8%. Attraverso percorsi e strumenti didattici innovativi che agiscono sulla prevenzione e sulla stretta collaborazione tra docenti ed allievi si può ridurre quella che è oggi considerata una vera e propria emergenza sociale. Lo ha dimostrato il primo anno di sperimentazione del progetto, unico in Italia, ‘OrientaDropOut’ ideato e promosso all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze in collaborazione con partner qualificati come ISFOL (l’Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori), l’Università di Perugia, le associazioni aretine Pratika e Nausika che hanno una particolare competenza in questo campo. Molti strumenti di ricerca e indagine possono essere scaricati dal sito internet: scaricabili gratuitamente dal sito www.dispersione.it. Da alcune ricerche condotte in Toscana è stato dimostrato come un rigoroso controllo sperimentale e l’individuazione di percorsi e strumenti utili e funzionanti possano favorire la diminuzione della dispersione scolastica attraverso politiche di prevenzione.  Il progetto, che è pluriennale, è riuscito a modellizzare percorsi e strumenti d’intervento dalla scuola primaria alla formazione professionale, attua un rigoroso controllo dei risultati e ha, tra i suoi punti di forza, proprio la fattiva collaborazione tra insegnanti e allievi. Gli esperti hanno infatti accompagnato (in tutte le classi sperimentali, dalla scuola primaria fino ai dropout) i docenti per 70 ore complessive in ogni classe (125 per i dropout), focalizzandosi sul potenziamento e sul recupero delle competenze di base degli assi matematico e linguistico e sull’orientamento narrativo. Quasi un terzo delle ore è stato dedicato ad un training di lettura in cui agli studenti è stata semplicemente offerta l’opportunità di ascoltare letture ad alta voce di testi di narrativa selezionati, con lo scopo di rafforzare trasversalmente le dimensioni cognitive e gli apprendimenti acquisiti. Gli esperti hanno realizzato la didattica proposta attraverso giochi, attività e compiti complessi di realtà, proponendo la realizzazione di libri di classe composti da storie e filastrocche scritte dai ragazzi, favorendo la partecipazione ad un contest nazionale di lettura (www.booksound.it). Un progetto che potrebbe essere realizzato anche nelle scuole siciliane.

 

 

Di Ivan Scinardo

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