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Allarme famiglie separate

La situazione delle famiglie separate in Italia, è in costante peggioramento; lo dicono i dati di numerose ricerche raccolte dall’associazione Famiglie Separate Cristiane, fondata nel 1998 da Ernesto Emanuele. Obiettivo primario è quello di offrire un aiuto concreto e spirituale che colma il vuoto lasciato negli anni dalle istituzioni ecclesiastiche, organizzando  gruppi di preghiera aperti a tutti. Secondo Emanuele, infatti: “la Chiesa negli anni non si è preoccupata dello stato in cui si trovavano tante persone divorziate, si è limitata a parlare tanto ma non è mai passata ai fatti”. E richiama poi la recente esortazione apostolica di Papa Francesco con lo sguardo di chi è ferito, in prima persona, dal dramma della separazione”. L’attenzione dunque si concentra sempre più sulle persone che hanno subito il dolore di un divorzio. Nei giorni scorsi spulciando la rassegna stampa delle agenzie di estrazione cattolica mi sono imbattuto sul messaggio natalizio del vescovo di Oppido Mamertina – Palmi, mons. Francesco Milito, che ha scritto alle famiglie della diocesi con uno sguardo a tutte le realtà che la coinvolgono. Rivolgendosi in particolare alle coppie che hanno interrotto la loro relazione ha detto: “Mi riferisco e mi rivolgo agli uomini e alle donne che, avviata un tempo l’esperienza di coppia e familiare, l’hanno interrotta, forse perché già precaria in partenza o divenuta in seguito insostenibile. Le nuove situazioni createsi, con forti disagi e condizionamenti, li ha fatti e li fa sentire ‘irregolari’ rispetto alla ordinarietà. Sappiamo che la Chiesa, senza rinnegare i principi di fede che fondano il matrimonio cristiano, intende farsi a loro vicinissima”. Il testo si allunga in altri temi ma credo che avere estratto questo brano rivolto alle coppie in crisi, significhi aprire una speranza verso un mondo, quello dei sperati, in crescente aumento e rispetto al quale probabilmente la chiesa intende essere più vicina.

 

Di Ivan Scinardo

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