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Allarme spinello!

Ci sono due dati preoccupanti che emergono dalla relazione sulle tossicodipendenze 2014 del Dipartimento politiche antidroga inviata al Parlamento: l’aumento di droghe leggere e del gioco d’azzardo. La notizia si commenta da sé e probabilmente se i ragazzi e molto spesso gli adolescenti hanno consumato la cannabis una o più volte negli ultimi 12 mesi, il 23,46% di essi è in età compresa tra i 15 e i 19 anni. Due punti in più rispetto all’anno prima. Diminuisce, invece, il consumo di cocaina. Sostanzialmente stabili eroina e stimolanti (amfetamine e ecstasy), fermi gli allucinogeni. Almeno venti ragazzi su cento fanno regolarmente un mix di sostanze. Nel rapporto si legge anche l’indagine dell’Istituto Mario Negri di Milano che ha analizzato le acque di scarico di 17 città da Nord a Sud: confermata la presenza di residui di sostanze stupefacenti, in particolare la marijuana. Continua a calare il numero di morti per droga (344 nel 2013, erano mille nel 1999).

 Infine, il gioco d’azzardo, che può diventare anch’esso dipendenza vera e propria e che vede crescere nell’ultimo anno le sue vittime: se nel 2012 erano 5.800 le persone in cura per gioco compulsivo, nel 2013 sono diventate 6.800. Gli esperti continuano a sostenere che è colpa della crisi, colpisce tutti in un modo o nell’altro in particolare i soggetti più deboli. Gli psicologi hanno osservato una serie di reazioni a catena: come l’aumento di stati d’ansia, depressione, ossessioni, paure varie tra le quali quella non di farcela a mantenere se stessi e la propria famiglia e questo comporta inevitabilmente a “cedere” verso quelle tentazioni rappresentante dal gioco d’azzardo e dalle sue forme, che portano all’interno di un tunnel la cui uscita è difficilissima. Questo per quanto riguarda gli adulti e non solo, per gli adolescenti la via di fuga è anche rappresentata dalle droghe leggere. C’è dunque una relazione tra droghe e gioco d’azzardo; quest’ultimo chiamato da qualcuno anche “dipendenza senza Droghe”, provoca divorzio da familiari e perdita della vita sociale, alta probabilità di sviluppo di dipendenze da alcool e droghe, perdita del lavoro o studio trascurato. Nei casi più gravi i soggetti affetti da ludopatia provano istinti al suicidio in modo frequente. In periodi di disoccupazione e stress il gioco d’azzardo diventa una necessità incontrollabile proprio perché non si riesce a uscire dalla morsa della crisi. Lamentano sintomi di astinenza da gioco, in quanto non riescono a smettere di giocare. Quasi tutti hanno problemi finanziari e molti debiti per il fatto che hanno buttato nel gioco migliaia di euro “bruciando” i propri risparmi. È più facile ,e pure dimostrato, che sono i giovani a soffrirne di più rispetto agli adulti. Sarà un segnale da leggere?

 

 

Di Ivan Scinardo

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