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Candidati alle europee: non dimenticate i poveri!

Anche questa campagna elettorale volge al termine e come ormai avviene negli ultimi anni, il partito del non voto continua ad accogliere una quota di Italiani superiore al 40%, con gli astenuti in crescita oltre il 26% e gli indecisi che diminuiscono passando dal 18,2 al 17,4%. La partecipazione alle Europee del 2009 fu del 66%, e la società di sondaggi Ixè oggi prevede che a 5 anni di distanza si scenderà al 58%. In effetti i candidati questo lo sanno ed ecco che gli investimenti in materiale promo – pubblicitario sono sempre più contenuti, spariscono le cene elettorali con le grandi abbuffate probabilmente perché ormai nessuno può promettere nulla. Scegliere però di non andare a votare allineandosi al pensiero comune e totalizzante è un errore. Lo hanno detto e scritto i vescovi irlandesi sostenendo che è vitale partecipare alle elezioni, per garantire che l’Unione europea continui ad evolversi in modo democratico. Promuovere la pace e la riconciliazione è fondamentale per la missione e la responsabilità di ogni cristiano chiamato a esprimersi, con il diritto di voto, con grande libertà e responsabilità. Vanno dunque incoraggiati tutti coloro che, in spirito di servizio, lavorano con integrità ed impegno al bene comune. Le imminenti elezioni dovranno quindi offrire ai candidati l’opportunità di lavorare per assicurare che i bisogni dei poveri e dei più vulnerabili della società siano una priorità, in nome della promozione della giustizia, dell’inclusione sociale e dell’attenzione all’indigenza. Lo ha ricordato recentemente ad un convegno della Caritas anche il Vescovo di Mazara del Vallo, Mons. Domenico Mogavero, delegato Cesi per la Carità, che secondo il quale è necessario in questo tempo di crisi riscoprire una pedagogia nuova fondata sulla centralità del Vangelo e sulla centralità del povero, esortando le Caritas regionali a “vincere le logiche dell’assistenzialismo e dell’essere professionisti della carità, per una pastorale integrata che parta dal basso”. In questa Italia in cui si cerca di fuggire dalla crisi aumenta il numero dei poveri e degli esclusi sociali con un peggioramento pesante delle condizioni dei minori e delle famiglie con più figli. E così, quando si arriva con le spalle al muro, in tanti – non abitudinari dell’assistenza ma persone che avevano un lavoro, pensionati, gente che mai avrebbe ipotizzato di doverlo fare – si rivolgono alla Caritas.

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Di Ivan Scinardo

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