Home / Editoriali / Casalinghe “manager”

Casalinghe “manager”

Chi lo ha detto che la donna è solo l’angelo del focolare? Dopo l’ultima sentenza della Cassazione si può a pieno titolo chiamarla: “manager della famiglia”. Sembra un termine abusato e preso in prestito dalla grande impresa, ma la casalinga del 2008 ha un nuovo status, maggiore dignità nel lavoro che svolge. La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha accolto il ricorso incidentale di una donna separata che, nonostante le sue lunghe vicissitudini nel trovare un posto di lavoro stabile, dopo una forte depressione causata dal licenziamento, aveva chiesto di ricalcolare l’assegno di mantenimento, quantificato dalla Corte d’appello di Roma. Adesso provo a rivolgermi a coloro che hanno superato i 30 anni; vi ricordate quale era il ruolo di vostra madre quando eravate bambini? Non aveva diritto ad uno stipendio, niente pensione, niente ferie e soprattutto nessuna copertura assicurativa contro gli infortuni. Per molte donne del sud ancora oggi è così, ma forse in questo caso gioca un ruolo determinate l’informazione che manca da parte delle istituzioni. La domanda è perentoria: una donna che bada alla casa e ai figli perché non considerarla come una impiegata o più in genere una lavoratrice, con gli stessi diritti delle sue colleghe che lavorano fuori dalle mura di casa? Perché questo mestiere viene riconosciuto soltanto alle domestiche e quindi a persone esterne alla famiglia? Ad onor di cronaca vogliamo ricordare le battaglie vinte dal movimento delle casalinghe come la legge 335 del 1995 che istituisce il fondo di previdenza specifico; oppure la legge 493 del 1999 che prevede la copertura assicurativa contro gli infortuni domestici; legge diventataobbligatoria il primo marzo del 2001. Purtroppo però la percentuale di casalinghe assicurate e bassissima. ” E’ fondamentale dare il giusto valore al lavoro di tante mamme casalinghe, per un mestiere rischioso, delicato e duro”. Lo ha gridato forte, anche in campagna elettorale a tutti i candidati alla presidenza del consiglio, Federica Gasparrini, presidente nazionale della Federcasalinghe. Due leggi dunque che hanno letteralmente cambiato lo status della casalinga e noi che in questa rubrica ci occupiamo di famiglia, abbiamo voluto dedicare questo articolo alla “regina della casa” la mamma. Un noto avvocato ha commentato il parere della Cassazione come un vero e proprio riscatto della casalinga, che non è più solo madre e/o moglie che si dedica anima e corpo alla famiglia, ma può essere paragonata ad una sorta di operatrice sociale che svolge attività simili a quelle che incontriamo quotidianamente e che sono ben inserite nel tessuto sociale.

Di Ivan Scinardo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *