Home / Cinema / Ddl Franceschini, come cambia l’industria del cinema italiano

Ddl Franceschini, come cambia l’industria del cinema italiano

Nuovo Fondo di 400 milioni di euro a fronte degli attuali 260 e abolizione delle commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti. Buone le premesse su carta, speriamo vengano mantenute

Lo scorso 8 ottobre, giorno in cui veniva presentato al mondo il nuovo film di Ron Howard Inferno, a Firenze è stato presentato ufficialmente il nuovo disegno di legge del Ministro dei beni e delle attività culturali Franceschini, che promette novità nel panorama dei finanziamenti per produzioni cinematografiche e audiovisive.

Approvato in prima lettura al Senato, il ddl prevede la creazione di un fondo autonomo per il sostegno dell’industria cinematografica e audiovisiva. L’aumento di circa 150 milioni l’anno per il fondo di finanziamento porta la quota a 400 milioni, un risultato che rappresenta una novità importante se consideriamo che alle erogazioni saranno affiancati strumenti automatici di finanziamento con incentivi per i giovani autori e per nuovi esercenti che decidono di aprire sale cinematografiche.

Questo provvedimento – ha dichiarato il ministro Franceschiniinterviene in modo sistemico sulla disciplina del settore cinematografico e della produzione audiovisiva, razionalizzando e introducendo un nuovo meccanismo di attribuzione degli incentivi statali con ingenti risorse in più.

Un intervento di riforma da lungo tempo atteso che riconosce il ruolo strategico dell’industria cinematografica come veicolo formidabile di formazione culturale e di promozione del paese all’estero”.

Il Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e l’audiovisivo, dunque, permetterà di sostenere gli interventi per il cinema e l’audiovisivo attraverso incentivi fiscali e contributi automatici che unificano quelli del Fus Cinema e del Tax Credit. Il modello viene preso in prestito dalla Francia a partire dal 2017, e prevede una percentuale fissa (11%) del gettito Ires e Iva di alcuni settori dello spettacolo producendo un meccanismo di “autofinanziamento” della filiera produttiva. Un ottimo incentivo a investire e innovare. 

Renzi ha tenuto ha precisare, durante la conferenza stampa tenutasi a Palazzo Vecchio, che verranno abolite finalmente anche le commissioni ministeriali per l’attribuzione dei finanziamenti che venivano concesse in base al cosiddetto ‘interesse culturale’, un sistema che lasciava non pochi dubbi rispetto ai meccanismi di finanziamento. Il premier ha dichiarato che questo sistema andrà a fermare le agevolazioni fatte ad “amici di amici” a favore di un sistema di incentivi che tiene conto dei risultati economici, artistici e di diffusione.

Dal punto di vista di “addetto ai lavori” posso certamente dire che se quanto detto sarà applicato, ciò permetterà davvero a tante nuove proposte di accedere ai finanziamenti, destinati spesso e volentieri a una ristretta cerchia di produzioni.

La novità più interessante introdotta dal nuovo ddl Franceschini è, a mio avviso, l’intervento a sostegno dei nuovi operatori del cinema. Difatti, il nuovo Fondo dedicherà ogni anno un massimo del 18% della quota a opere prime e seconde, giovani autori, start-up, piccole sale, contributi a favore dei festival, contributi per le attività di Biennale di Venezia, Istituto Luce Cinecittà e Centro sperimentale di cinematografia. Considerando l’alto numero di player nel mercato cinematografico viene da pensare se una quota dei fondi pari ad un massimo di 72 milioni l’anno riesca a soddisfare la domanda.

Se oggi penso a cosa significa fare cinema mi vengono in mente tre cose: innovazione tecnologica, educazione alla visione, storytelling transmediale.

Se facciamo l’esempio di festival come il Giffoni Experience che ogni anno ospita migliaia di ragazzi che imparano a conoscere e a fare del cinema la loro esperienza di vita, ci rendiamo conto di come sia importante finanziare quelle attività di divulgazione e di conoscenza della settima arte che permettono un processo educativo basato sul confronto con la nostra e altre culture dal mondo.

Per questo motivo, il disegno di legge ha previsto un’altra importante rivoluzione nel settore educativo: il 3% del fondo sarà riservato ad azioni di potenziamento delle competenze cinematografiche ed audiovisive degli studenti, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e della ricerca scientifica. Se sono diventato un film maker è proprio perché a scuola ho avuto la possibilità di vedere film come Il Sorpasso di Dino Risi che hanno cambiato il mio modo di vedere il mondo.

Se vogliamo davvero fare grande il cinema italiano dobbiamo renderci conto di una cosa: non abbiamo l’industria, ma abbiamo le idee. Se lo Stato vuole aiutare la settima arte deve farlo con provvedimenti che portino a togliere l’alone di polvere su un vecchio modo di produrre contenuti. Oggi il cinema necessita di creare non soltanto il prodotto che vediamo in sala, ma una serie di prodotti collaterali atti a creare interesse nello spettatore. Aiutare le produzioni significa metterli nella condizione di entrare finalmente nella nuova generazione cinematografica, fatta di storie trasversali, second screen e approfondimenti online.

Quattrocento milioni l’anno sono tanti, la speranza è che vengano spesi nel modo giusto. (Livio Ascione)

Fonte: http://www.wired.it/play/cinema/2016/10/11/ddl-franceschini-cinema-400-mlioni-fondo-innovazione/

dario-franceschini-633x350
Dario Franceschini (ministro)

Di Ivan Scinardo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *