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Essere dono per gli altri. La famiglia al centro

“La famiglia ha il primato educativo di generare i figli non solo alla vita, ma alla vita in pienezza, che consiste nell’essere dono per gli altri. La famiglia è la prima palestra di socialità tra fratelli, ma anche tra generazioni differenti. Quando questo scambio generazionale funziona, di solito c’è anche un’apertura della famiglia verso l’esterno, soprattutto verso i più piccoli, deboli, poveri: lì la missionarietà è fatta carne, si mangia insieme al pane quotidiano. In altre parole gli appartamenti non sono più ‘appartati’, ma diventano una terrazza sul mondo. Da qui nasce la percezione che c’è bisogno di aprirsi all’intero mondo, ai confini grandi della fraternità universale, alla grande famiglia di famiglie che è l’umanità”. Avere estratto una parte del discorso che Don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia, ha fatto al convegno nazionale di “Missio Ragazzi”, l’organismo pastorale della Conferenza episcopale italiana che promuove la dimensione missionaria nelle realtà ecclesiali impegnate nell’educazione alla fede, significa riflettere sul ruolo educativo della famiglia oggi. Don Paolo ha paragonato gli educatori alla fede come a dei cercatori di perle, capaci di essere custodi di bambini, ragazzi, adolescenti. “Avete una cristalleria tra le mani” ha detto. Il rappresentante della pastorale per la famiglia ha anche ricordato   la statistica secondo la quale in una Regione italiana, la Toscana, solo un bambino su due viene battezzato.  Probabilmente sono gli effetti di una società fortemente scolarizzata, o forse c’è una progressiva disaffezione verso la religione cattolica, in presenza di molte comunità straniere di diverse etnie religiose. Eppure quando i genitori scelgono il battesimo, ossia il primo rito d’iniziazione cristiana, in molti casi non completano il percorso della comunione e della cresima. Succede anche che le  famiglie di “fatto” (genitori non sposati, conviventi o coniugati solo civilmente), decidono di sposarsi proprio in seguito alla nascita di un figlio e di celebrare matrimonio e battesimo nello stesso giorno. In questo caso è sempre e comunque opportuno richiamare la frase che don Paolo ha utilizzato: “Avete una cristalleria tra le mani” e, aggiungiamo noi, bisogna maneggiare con cura! Il riferimento è chiaro ai figli

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Di Ivan Scinardo

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