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G, come giungla!

“La notte comunque si allunga, le regole sono saltate, le favole sono dimenticate”. La canzone di Ligabue, uno degli idoli non solo dell’ultima generazione è emblematica.   In realtà tra i giovani e nelle famiglie è cambiato tutto. Proviamo a prendere in esame due generazioni: quella dei nati fino agli anni ’50 hanno avuto genitori formati sulle regole che hanno consentito loro di costruire una identità forte. Certo non tutte le regole erano giuste e corrispondevano alle aspettative di vita dei giovani che furono, fino a quando non arrivò il ‘68, in cui proprio le stesse regole che tanto avevano blindato le coscienze, vengono a saltare. I giovani di quei tempi diventarono trasgressivi e anticonformisti.  Quei giovani sono i genitori di oggi. Certo non si può fare di tutta un’erba un fascio, ma la maggior parte tende a non dare regole ai propri figli, forti di un retaggio passato. La conseguenza è che i figli di oggi sono giovani senza alcuna regola, soli, privati di una rete di sicurezza, spesso senza obiettivi. Si parla quindi di vera e propria emergenza educativa, che in realtà non è un’emergenza giovani, ma è un’emergenza genitori, un’emergenza famiglia. Ma c’è anche un’emergenza educativa delle agenzie sociali incaricate di fare ciò: la scuola dove gli insegnanti, oltre a dare le nozioni, il più delle volte non sono educatori (dal latino educare significa trarre, condurre, in generale promuovere con l’insegnamento e l’esempio lo sviluppo delle facoltà intellettuali e le qualità morali di una persona), le parrocchie e gli oratori giovanili, dove i sacerdoti spesso sono sempre meno educatori. E anche nello sport, molti allenatori dovrebbero costruire atleti e sportivi con dei principi, rispettando sempre le regole. Ci si chiede quindi cosa fanno oggi i genitori? Tendono a metter a riparo i figli, evitando loro ogni forma di sacrificio e dolore che possa derivare da un problema che i genitori quasisempre risolvono, anche se spetta ai figli.  Ne deriva che questi ultimi ricorrono spesso ai grandi diventando incapaci ad affrontare e risolvere problemi. E se da un lato ho aperto con la canzone di Ligabue, vorrei chiudere con Vasco Rossi, che scrive:… “voglio trovare un senso a questa vita, anche se questa vita un senso non ce l’ha…domani arriverà“. Non mi rassegnerò mai a questo pensiero!

 

Di Ivan Scinardo