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Giovani, non abbiate paura!Parola di Lorefice

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La festa della patrona della città di Palermo, Santa Rosalia, verrà ricordata da molti segni ma soprattutto dalle parole pronunciate dall’arcivescovo Corrado Lorefice, in Piazza Marina. Il pastore delle chiese di Sicilia ha voluto leggere un biglietto, scritto da un giovane e lasciato in cattedrale durante la veglia: “Ho paura della paura”.  Il vescovo ha risposto: “Non è della paura che dobbiamo avere paura; non sono la paura e l’angoscia che dobbiamo negare, facendo finta che non ci siano. È vero, siamo impauriti qui, in questa nostra patria meravigliosa, perché il lavoro manca, drammaticamente e, a volte, tragicamente; perché i nostri giovani perdono la speranza e si sentono costretti a partire, privandoci della loro presenza, della loro giovinezza forte e creativa; perché nelle nostre periferie cresce il disagio, aumentano i poveri. Ma è così difficile dare voce alle periferie. Il giogo della mafia e di tutte le mafie – penso alla malavita, alla mentalità mafiosa – stringe il nostro territorio, penetra nelle nostre case, inquina la vita sociale, si incunea nella politica, persino in alcuni ambienti ecclesiali, con una tracotanza che ci lascia attoniti. È vero, abbiamo paura, ma dobbiamo dircelo insieme, perché le paure non vissute assieme provocano frammentazione e aggressività. Guardiamo in faccia la paura, poiché il vero grande pericolo non è la paura, ma è la rabbia, è la rassegnazione, è l’evasione. Se infatti assumiamo da adulti le nostre paure, potremo assieme costruire qualcosa, anzitutto riconoscendo chi punta a cavalcarla questa paura, ad approfittarne per il suo misero successo personale. E sono tanti! Pronti a fare dei reali bisogni della nostra terra un uso interessato, ideologico, al fine di creare il nemico da combattere, al fine di condurre battaglie inesistenti per ergersi a capi e a paladini. Cari Amici, non lasciamo in mano a nessuno il nostro destino, non lasciamoci manipolare, prendiamo in mano la nostra vita, la vita e il futuro della nostra Città! Chiunque ha a cuore tutto questo non cerchi risposte semplici, salvatori di comodo, cesari di passaggio”. Quello riportato è soltanto un frammento di un lungo discorso che ha incollato migliaia di persone all’ascolto, nonostante le terribili temperature afose. Il discorso di Lorefice ha scosso molte coscienze, soprattutto di quei giovani che finita la maturità inseguono il sogno di andare all’estero a cercare un lavoro che non ha nulla a che fare con il loro percorso di studi e che servirà soltanto a pagare esosi affitti e ingrassare proprietari di immobili senza scrupoli. Il vescovo ha parlato di rabbia, rassegnazione ed evasione;  tre mali presenti nei giovani e nelle famiglie in preda ad una crisi economica che non ha precedenti.  E allora combattiamo insieme questa paura, senza avere paura!

 

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