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Gli anziani… la nostra risorsa!

Santa Maria della Croce dedicò quasi tutta la sua vita all’assistenza degli anziani. Il papa l’ha fatta santa nei giorni scorsi e noi vogliamo prendere spunto da questo gesto per affrontare lo spinoso quanto attuale problema della solitudine degli anziani, spesso abbandonati dalle loro famiglie. “Le nostre società – ha detto il Papa – devono riscoprire il posto e l’apporto unico di questo periodo della vita, seguendo il «faro» di santa Maria della Croce, al secolo Juanne Jugan, che si prese cura non solo delle piaghe e delle sofferenze degli anziani, ma soprattutto della dignità dei suoi fratelli e delle sue sorelle in umanità resi vulnerabili dall’età, riconoscendo in loro la persona stessa di Cristo. Un rispetto che sarebbe dovuto da tutti, ma che santa Maria della Croce portò con gioia alle estreme conseguenze. Questo sguardo compassionevole sulle persone anziane, attinto dalla sua profonda comunione con Dio, – ha sottolineato il pontefice – Jeanne Jugan l’ha portato nel suo servizio gioioso e disinteressato, svolto con dolcezza e umiltà di cuore, facendosi povera tra i poveri, accettando serenamente il nascondimento e la spoliazione fino alla morte». Secondo voi qual’è il commento a queste parole? Nessuno,  possiamo solo fermare la nostra attenzione su questo fenomeno: la solitudine degli anziani, che rischia di assumere caratteri preoccupanti, considerato il decremento delle nascite negli ultimi anni. Dobbiamo quindi fare i conti con una popolazione  sempre più costituita,  in larga maggioranza,  da persone della terza età. Se da un lato i progressi della scienza hanno portato al miglioramento della qualità della vita e al conseguente allungamento della stessa, dall’altro la società e peggio la famiglia sembrano “scaricarsi” di un peso che talvolta sembra “insostenibile” . Voglio portare il mio ragionamento sulla frenesia della vita quotidiana, in una famiglia dove spesso a mancare è proprio il dialogo nel rapporto genitori – figli (ce ne siamo occupati tantissime volte) e dove purtroppo i problemi della vita diventano sempre urgenti e pressanti fino a compromettere la stessa unità familiare. E allora chi ne fa le spese? La risposta è: gli anziani;  spesso emarginati anche “a causa di una mentalità che pone al primo posto l’utilità immediata e la produttività dell’uomo. Per via di tale atteggiamento, la cosiddetta terza o quarta età è spesso deprezzata, e gli anziani stessi sono indotti a domandarsi se la loro esistenza sia ancora utile.” Sono virgolettate queste frasi pronunciate nella “Lettera n. 9” di Giovanni Paolo II agli anziani. Parole forti e toccanti, quelle del predicessero di Benedetto sedicesimo, che mettono in risalto l’individualismo e l’egoismo imperanti nella società contemporanea che lasciano ben poco spazio a quanti, per vecchiaia o per malattia, non possono dare molto, in termini di produttività, alla collettività.
Grave errore tanto più se si pensi che la società sarebbe più povera senza il consiglio e l’apporto degli anziani, dal momento che gli anziani possono “guardare alle vicende terrene con più saggezza” ed essere capaci di “proporre ai giovani consigli e ammaestramenti preziosi.”  Vorrei concludere questo articolo pensando al ruolo del nonno in famiglia; sono sempre più convinto che l’educazione e la formazione dei nipoti oggi diventa indispensabile.

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Di Ivan Scinardo

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