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Il bluff dell’ideologia gender

Papa Francesco nel suo recente viaggio a Napoli è stato una vera e propria miniera di notizie. Ci sono tanti spunti di riflessione ma uno in particolare riguarda il pensiero dilagante della teoria gender che il pontefice ha definito “sbaglio della mente umana”. Gli ha fatto eco il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, aprendo i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana. Nel chiedere “un risveglio della coscienza individuale e collettiva”, Bagnasco ha sottolineato che “il gender si nasconde dietro a valori veri come parità, equità, autonomia, lotta al bullismo e alla violenza, promozione, non discriminazione – avverte il cardinale Bagnasco – ma, in realtà, pone la scure alla radice stessa. Il presidente della Cei ha puntato il dito contro chi intende costruire delle persone fluide, che pretendano che ogni loro desiderio si trasformi in bisogno e quindi diventi diritto: individui fluidi per una società fluida e debole. Una manipolazione da laboratorio – denuncia Bagnasco – dove inventori e manipolatori fanno parte di quella governance mondiale che va oltre i governi eletti e che spesso rimanda ad organizzazioni non governative che, come tali, non esprimono nessuna volontà popolare”. “Vogliamo questo per i nostri bambini, ragazzi, giovani? Genitori che ascoltate – prosegue il cardinale – volete questo per i vostri figli? Che a scuola, fin dall’infanzia, ascoltino e imparino queste cose, così come avviene in altri Paesi d’Europa?” La diffusione dell’ideologia gender nelle scuole, secondo ProVita onlus, l’Associazione italiana genitori, l’Associazione genitori delle scuole cattoliche, Giuristi per la vita e Movimento per la Vita, è una vera emergenza educativa. Perché in sostanza, dietro al mito della lotta alla discriminazione, in realtà spesso si nasconde “l’equiparazione di ogni forma di unione e di famiglia e la normalizzazione di quasi ogni comportamento sessuale”. Tanto che, nello spot che ProVita ha realizzato per promuovere la petizione contro l’educazione al genere, una voce fuori campo chiede “Vuoi questo per i tuoi figli?”. Monsignor Tony Anatrella ha scritto un libro dal titolo: “La teoria del gender e l’origine dell’omosessualità”, ci mette in guarda da questa fantomatica teoria, tanto pericolosa quanto oppressiva (più del marxismo), che si presenta sotto le mentite spoglie di un discorso di liberazione e di uguaglianza e vuole inculcarci l’idea che, prima d’essere uomini o donne, siamo tutti esseri umani e che la mascolinità e la femminilità non sono che costruzioni sociali, dipendenti dal contesto storico e culturale. Un’ideologia che pretende che i mestieri non abbiano sesso e che l’amore non dipenda dall’attrazione tra uomini e donne. Bagnasco sottolinea che “reagire è doveroso e possibile; basta essere vigili, senza lasciarsi intimidire da nessuno, perché il diritto di educare i figli nessuna autorità scolastica, legge o istituzione politica può pretendere di usurparlo. È necessario un risveglio della coscienza individuale e collettiva, della ragione dal sonno indotto a cui è stata via via costretta”.

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Di Ivan Scinardo

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