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Editoriali Famiglia Giovani

Il demonio non è un gioco!

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Lucifero non scherza, fa sul serio e quando le notizie di cronaca riportano le frasi: “Era una persona tranquilla, una brava famiglia, non avrei mai immaginato” dobbiamo sempre dubitare che le persone apparentemente normali facciano cose che si rivelano pericolose e sbagliate. Per molti giovani è considerato “un gioco”, si chiama “Charlie Charlie Challenge”, è di importazione messicana, e non è altro che una seduta spiritica semplificata. Apparentemente sembra semplice, due matite su un foglio, ma si tratta di una vera e propria evocazione del male. Come tutte le mode, “Charlie Charlie Challenge” è diventato virale fra gli adolescenti che si riuniscono a scuola o a casa ad evocare spiriti; lo fanno per goliardia e perché comunque tutto ciò che è mistero li attira. Gli esperti avvertono i genitori che non si tratta di un gioco ma di magia nera. Uno dei più famosi esorcisti, Padre Gabriel Amorth, sostiene di aver avuto a che fare con persone che dopo aver praticato spiritismo, hanno iniziato a sentire delle strane voci, confuse nella mente, che suggerivano di uccidere o spingersi al suicidio. “Non è sempre facile liberare queste persone attraverso gli esorcismi, dice padre Amorth, a volte ci vogliono anni e anni di preghiere e di notti insonni”. Il computo dei danni provocati da questo “pseudo gioco” consiste, per ora, in ragazzi adolescenti ricoverati per gravi crisi isteriche. I medici dichiarano che i giovani vittime di questa seduta spiritica, camuffata in gioco con le matite, mostrano un forte disorientamento. La diagnosi è di isteria psicotica. Per molti è un incoscienza giovanile, per altri è semplicemente stupidità. La prevenzione non è mai troppa, il consiglio che va ai genitori è quello di stare attenti e farsi raccontare dai figli esperienze varie e in particolare se si sono imbattuti in “Charlie Charlie Challenge”. Purtroppo il fenomeno ha assunto i caratteri di una leggenda metropolitana che si rifà alla macabra storia dello spirito di un bambino messicano morto suicida, in realtà è una vergognosa mistificazione che va allontanata. E più se ne parla,in famiglia e a scuola più si fa prevenzione verso l’ultima idiozia che rischia di fare ancora vittime della solitudine, i giovani, sempre più annoiati, svuotati di valori morali, e in cerca di nuove emozioni. Ma con il male non si scherza, come non si scherza con il fuoco, si rischia di rimanere ustionati!

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