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Il “nuovo” nome della rosa di Umberto Eco

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Una sfida vinta a giudicare dalla prima puntata della serie evento “Il nome della rosa“, tratta dall’omonimo bestseller di Umberto Eco, presentata in anteprima mondiale alla stampa. Un romanzo già trasposto nel film di successo del 1986 interpretato da Sean Connery, Christian Slater e Ron Perlman.

Due “ostacoli” quindi da superare per la serie diretta da Giacomo Battiato sceneggiata dallo stesso regista, John Turturro, Andrea Porporati e Nigel Williams. La storia è quella di Frate Guglielmo da Baskerville e Adso, giovane novizio benedettino che ha scelto il frate come guida spirituale. I due arrivano in nell’isolata abbazia benedettina sulle Alpi. Luogo inquietante e misterioso che li accoglie con un misterioso omicidio, quello del monaco Adelmo che innescherà una serie di eventi di sangue sui quali Guglielmo dovrà indagare.

La narrazione in prima persona di Adso introduce la prima puntata che si apre con una scena di battaglia: siamo in Italia nel 1327 e infuoca la guerra tra il Papa e l’Imperatore. Imponenti le scenografie, alcune riprodotte interamene a Cinecittà, atmosfere epiche che rimandano a importanti produzioni internazionali come “Il Trono di Spade”. 

Un cast di altissimo livello: le star internazionali John Turturro, che non sfigura nel paragone con Sean Connery, e Rupert Everett convincente nei panni del freddo e temibile inquisitore Bernardo Gui, gli italiani Stefano Fresi nel ruolo del monaco deforme Salvatore, Fabrizio Bentivoglio controverso monaco dell’abbazia e la giovane e intensa Antonia Fotaras che interpreta la misteriosa ragazza occitana della quale si innamora Adso. 

Raffinata e imponente produzione italo – tedesca (26 milioni di euro), venduta alla BBC quando ancora in fase di sviluppo, che si scommette sarà una nuovo importante tassello nel cambiamento di rotta della serialità Rai che, dopo “L’amica geniale“, si avvia verso prodotti sempre più competitivi a livello internazionale. (fonte: cinemaitaliano.info)

 
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