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La famiglia vista da un laico

Occupandomi ormai da diverso tempo di questa rubrica che, personalmente considero un focus sulle tematiche che ruotano attorno alla famiglia, sto cominciando a riempire la mia libreria di casa di volumi a tema non solo da un punto di vista religioso ma laico. In questi giorni ho acquisto un volume scritto da Nando dalla Chiesa, dal titolo “Album di famiglia”, per i tipi di Einaudi. Trentacinque colloqui immaginari che attraversano oltre un secolo, con nonni, zii, sorelle, nipoti e genitori. Fatto il giusto riferimento come fonte di informazione vorrei riprendere alcuni passi dopo avere visto in tv l’intervista al neo segretario nazionale del partito democratico Pierluigi Bersani. Alla domanda come sarà il suo Pd? Bersani a risposto: “un partito popolare che si rivolge ai lavoratori, alle piccole imprese, alle famiglie, alle nuove generazioni”. Il neo leader ha puntato dritto alla famiglia e nonostante le critiche dei giorni scorsi sollevate dall’onorevole Binetti e le diverse prese di posizione, sembra che parlare di famiglia sia di moda. Non voglio aggiungere alcun altro commento. Ecco cosa scrive Dalla Chiesa: “per me la famiglia è un flusso infinito di affetti, di emozioni, di insegnamenti ricevuti e offerti. E’ passato e futuro, molto più che presente. E’ il luogo nel quale si compie il miracolo della parola. Dove si incomincia a conoscere la vita. E non da soli. Ma guidati, accompagnati dall’amore di altre persone, di più generazioni. E forse è questa la vera, più grande ragione che la rende fonte di una solidarietà indistruttibile, che solo quella tra compagni di scuola e di grandi battaglie ideali può provare a imitare. Per questo può essere rifugio nei momenti di difficoltà e di amarezza, ma anche la trincea dalla quale partire all’attacco per le grandi sfide della vita. E’ un grembo capace, in fondo, è la culla della prima forma di identità collettiva”. Ecco un altro passaggio del libro quando si parla ai bambini: “Ai bambini di oggi auguro di potere vivere sentendosi addosso un amore grande, sconfinato, che proprio per questo non conceda loro i vizi che nascono dall’irresponsabilità degli adulti. Che ricevano attenzioni, parole, aiuti morali più che soldi. Che sentano pronunciare anche loro qualche “ no”, giusto per capire che ci sono momenti della vita in cui si è chiamati a rispettare principi indiscutibili. Auguro loro di vivere la dimensione del sogno e della magia e del mistero, perché l’infanzia così è più ricca e prepara meglio alle grandi scoperte della vita. Perché è la stessa ragione che ha bisogno della fantasia. Auguro loro di avere la possibilità di temprarsi, e di non avere genitori che li assistano come avvocati e sindacalisti in servizio permanente effettivo. Che imparino il rispetto, soprattutto nei confronti di chiunque. e che possano vivere in una casa dove si racconta il passato come una favola, dove si percepisce, sin da piccoli, di stare dentro una lunga storia”.

info@scinardo.it

Di Ivan Scinardo

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