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L’anoressia generata dal ”male”

Chissà quante adolescenti si sono fermate a guardare il manifesto dell’orrore come, lo definisce qualcuno, un po’ per curiosità, un po’ per disgusto, un po’ per pietà. Qualche genitore ha indicato la modella di Toscani come l’esempio da non seguire mai, qualche altro ha cercato di evitare il problema a se e alle sue figlie. L’ultima campagna shock dell’eclettico fotografo Oliviero Toscani, non poteva che spingerci a fare alcune riflessioni. Il male si chiama anoressia e in molti sono convinti che è la peggior nemica della bellezza. Ma questo è vero in parte?La psicologia parla di rifiuto del proprio corpo”, talvolta di rifiuto di una figura genitoriale. E noi che in questa rubrica che ci occupiamo di famiglia non potevamo ignorare questo fenomeno in continua crescita. Rimane sotto i nostri occhi un corpo prosciugato, mortificato nella sua essenza e bellezza originaria. Anoressia e Bulimia continuano ad essere il grande male delle adolescenti. Lo specchio diventa un giudice inesorabile, il riflesso di una falsa proiezione mentale che spinge le giovanissime sempre più ad apparire che essere. Molte mamme non si accorgono neppure del problema, nella sua fase iniziale, corrono ai ripari quando il corpo ormai è sotto assedio e rifiuta ogni forma di cibo o ne ingerisce talmente tanto da provocare la saturazione. Rinunciano a tutto e non accettano il cibo come sostituto di un amore di cui hanno sovente un bisogno assoluto. Ci si interroga allora perché le giovanissime decidono di ancorarsi ad un fenomeno che non vedono assolutamente come problema? Il male è un bastone con il quale sorreggersi e tentano di fare ordine dentro di sé ed intorno a sé eliminando tutto ciò che è in più. E ci chiediamo ancora: ma se un’anoressica non può controllare il mondo intorno a se, con tute le sue emozioni, perché si concentra sul controllo del peso, del corpo e del cibo? Fabiola De Clercq, presidente dell’Aba, (Associazione per lo Studio e la Ricerca sull’anoressia) osservando la modella del manifesto di Toscani ha commentato: ”Una ragazza in quelle condizioni dovrebbe essere in terapia, in ospedale; ci sono molte di loro che non sono in ospedale, ma tra le mura delle proprie case perché le cliniche private possono curare solo chi può sganciare molti soldi. E tante di loro sapete dove sono chiuse? Nel cesso delle loro abitazioni, a combattere con i mostri che si portano dentro”. Genitori dunque attenti ai bisogni dei vostri figli, non trascurate nulla, neanche il più piccolo segnale di aiuto.

Di Ivan Scinardo

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