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Le persecuzioni cristiane

Lo aveva profetizzato papa Giovanni Paolo Secondo, durante il Grande Giubileo, quando aprì la riflessione sul Novecento, definendolo come ”il secolo del martirio”. Dinanzi ad alcuni casi drammatici, come la morte di don Andrea Santoro in Turchia, il rapimento di padre Giancarlo Bossi nelle Filippine, la crisi della comunità cristiana in Irak, e ultima, una intera famiglia indiana che si getta sotto un treno. Ci chiediamo quanto sono sicuri i cristiani nel mondo? Ci sono dunque Paesi dove sono perseguitati o la loro libertà viene negata o ridotta. Molti problemi sono negli Stati musulmani. Ma non solo. Anche in Cina e in India. È il problema della libertà religiosa da riproporre in tutte le sedi internazionali. Alla nunziatura di Baghdad ritengono che in tutto i cattolici siano 200?300mila rispetto al milione precedente il 2003, durante il regime di Saddam. La maggioranza dei cristiani che non è fuggita all’estero, si è trasferita in Kurdistan. Nella stessa Terra santa i cristiani sono in via di estinzione. In territorio israeliano, in Galilea nel mirino sono gli stessi conventi insidiati dalla speculazione immobiliare ebraica. Assediati dagli arabi a Nazareth dove si consente di costruire una moschea a ridosso della chiesa dell’Annunciazione. Per non parlare del Pakistan dove essere cristiani equivale a «essere maledetti in nome della legge», coranica. Qualcuno ha ipotizzato la creazione di una task force che coinvolga la politica, la società civile, l’associazionismo cattolico e tutti coloro che hanno a cuore i cristiani che vivono in situazione di pericolo permanente. Anche per tutelare la posizione dei nostri missionari nel mondo”. Il problema quindi è ancor più grave e più specifico. ”I missionari ci dicono che è difficile operare nei cosiddetti paesi a rischio, quando si hanno gli occhi puntati addosso. E allora ci associamo ai numerosi appelli per fermare questo. Una fuga simile si ebbe solo quando furono cacciati gli ebreisefarditi che prima della nascita dello Stato di Israele, da un milione si ridussero a 5 mila.

Di Ivan Scinardo

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