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L’università.. dell’ignoranza

La spazzatura e il papa;  non è blasfemo pensare come siamo diventati famosi nel mondo in pochi giorni per due fatti di attualità che ci fanno vergognare di essere italiani. Il primo si commenta da sé; neanche l’intervento dell’esercito fino ad ora è riuscito ad eliminare l’odore acre dell’immondizia per farci sperare nella disinfestazione delle strade e far tornare i bambini a giocare. Riguardo la rinuncia del papa ad inaugurare l’anno accademico all’Università La Sapienza di Roma, non potevamo non dire la nostra e rivolgerci soprattutto alle famiglie. Vogliamo ripartire da qui e scrivere simbolicamente ai genitori di quel manipolo di giovani universitari che hanno sottoscritto l’appello dei professori dissidenti, quelli cioè che avevano paura di ascoltare il discorso del Professor Ratzingher. “L’annullamento è vittoria della laicità”, hanno detto questi inqualificabili contestatori che vivono alle spalle delle famiglie, figli della società del benessere, per nulla abituati a sudarsi il denaro. Studenti a 30 – 35 anni parcheggiati nei corridoi dell’università a confezionare slogan anticlericali, e occupare aule in segno di protesta. Siamo indignati, non possiamo nasconderlo. Non è l’università della sapienza ma dell’ignoranza. Da giornalista mi vergogno quasi a riprendere la notizia della rinuncia del Santo Padre ad un preciso invito del Rettore dell’università La
Sapienza, centrale di cultura finanziata con i soldi pubblici. Una Italia che permette ad un manipolo di intellettuali, pseudo scienziati e giovani con rigurgiti sessantottini di porre un veto al Vescovo di Roma oltre che capo di Stato, oltre che pastore della nostra Santa Chiesa. E’ proprio lei ancora una volta a darci una lezione di umiltà e diplomazia rispetto ad una situazione che, sì ha avuto la condanna unanime di tutte le forze politiche,ma crediamo che sia solo un modo per alcuni per non perdere la faccia e diventare impopolari.. dovrebbero avere il coraggio di mostrarsi apertamente e dire la verità. Qualunque altra Universita’, in qualunque altro Paese, sarebbe stata onorata di poter ospitare il Papa, di ascoltare l’intervento di una delle figure spirituali, morali e culturali piu’ autorevoli del mondo. Essere costretti a rinunciare a questa opportunita’ e’ il segno di un declino culturale ben piu’ grave del tanto paventato declino economico. Ad onore di cronaca bisogna ricordare che il 15 gennaio di 40 anni fa, si ebbe il primo «segnale» del Sessantotto con un volantinaggio non violento in piazza San Pietro da parte degli studenti dell’università Cattolica. Sarà casuale?

Di Ivan Scinardo

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