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Mario Incudine al Ditirammu fa volare il pubblico

Quel piccolo teatro di via Torremuzza a Palermo, continua a regalare momenti di magia mista a energia pura. Il Ditirammu non è soltanto “un santuario” per gli artisti veri, quelli che si sono formati sulla strada sull’onda di quelle tradizioni popolari ormai perdute; è qualcosa di più. Il cartellone di spettacoli varato dagli eredi del fondatore del Ditirammu, Elisa e Giovanni Parrinello, prevedeva ieri sera “Beddu Garibaldi” del poliedrico artista e visionario Mario Incudine, ma il geniale cambio programma di questa produzione, dedicata all’eroe simbolo del Risorgimento, con “Mimì – Quando Modugno non era ancora Mister Volare”, ha lasciato, il selezionato pubblico, all’inizio incuriosito ma all’uscita euforico. Uno spettacolo di una potenza incredibile, con due musicisti polistrumentisti, Antono Vasta e Antonio Putzu, che accompagnano Incudine, creando atmosfere oniriche; Mario ormai è talento artistico di caratura internazionale che non si è mai montato la testa, neanche quando, qualche giorno fa, il video “Mio fratello” di Biagio Antonacci ha superato il milione di visualizzazioni. Chissà cosa ha provato questo “sempre giovane” Mario Incudine, fortemente radicato nella sua Enna,  quando si è  ritrovato seduto a tavola, al centro di un antico baglio,  con Antonacci e i due fratelli Beppe e Rosario Fiorello,  sul set cinematografico di Gabriele Muccino? Eppure ieri sera era lì, sul piccolo e angusto palco di Vito e Rosa Parrinello, a restituirci frammenti di musica, folklore, teatro, musical, canzone leggera. I registi Moni Ovadia e Giuseppe Cutino, in tutte le interviste che hanno rilasciato, hanno sempre detto che se Modugno vedesse Incudine  cantare e recitare, direbbe che è lui. I testi sono bellissimi, scritti da Sabrina Petyx. E’ un viaggio nel tempo attraverso canzoni come “‘U pisci spada”, “La donna riccia”, “Cavaddu cecu de la minera”, “Lu sciccareddu m’briacu”, “Amara terra mia” e molti altri capolavori purtroppo ancora da scoprire. Lo stile originalissimo di Incudine fa di questo spettacolo un perla rara, con la straordinaria capacità di fare diventare i testi e le musiche di Modugno “teatro – canzone”. In tutte le sue performance artistiche non manca mai il pieno coinvolgimento del pubblico, che si diverte, canta, ride a crepapelle ma sa anche commuoversi quando nel finale, Incudine canta volare senza una sola nota musicale; ed è poesia pura!

Il video sulla riflessione che Mario Incudine fa del Teatro Ditirammu. A seguire un ampio servizio di Tv 2000 sullo spettacolo: “Mimì – Quando Modugno non era ancora Mister Volare”

Di Ivan Scinardo

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