Report, Strategie della comunicazione - Agenzia di stampa
 
 
 
Una famiglia che non educa, non ha futuro! (20/06/2010)
Una famiglia che non educa, non ha futuro! "L'educazione delle giovani generazioni è fondamentale, altrimenti non ci sono persone adulte, mature, complete e capaci di affrontare la vita in tutti i suoi aspetti, con gli strumenti giusti; questo dal punto di vista umano, ma anche religioso e della fede''. Questa frase pronunciata dal presidente della Conferenza Episcopale italiana, Angelo Bagnasco, al termine della sua relazione al Convegno nazionale dei direttori degli Uffici catechistici diocesani a Bologna, apparentemente può sembrare retorica ma di fatto segna un importante svolta storica nel rapporto tra credenti e non nel campo dell'educazione. Si è parlato tanto di emergenza educativa, non intesa come slogan di una qualsiasi campagna di comunicazione istituzionale ma come impegno serio e responsabile da parte di tutte le centrali educative. La chiesa dunque sembra essere pronta a studiare nuove forme di collaborazione con professionalità e strutture laiche non direttamente collegate con il mondo religioso. Il convegno di Bologna si inserisce dunque nel solco di una rinnovata esigenza di svecchiare certi tipi di protocolli educativi, attingendo a esperienze concrete e assolutamente innovative che arrivano proprio dalla società civile. "Questo decennio ? ha detto Bagnasco in conferenza stampa - sarà un'occasione per avviare sempre meglio il comune interesse per le giovani generazioni. Tra non credenti e cattolici c'è veramente un grande consenso, una grande preoccupazione da parte di tutti, quindi vedremo anche in questo dialogo nelle diverse diocesi, nelle parrocchie, se ci possono essere forme di ulteriore collaborazione al fine educativo. Ci sono già, ci sono sempre state, vediamo se è possibile intensificarle". ''La società italiana - ha spiegato Bagnasco - ha bisogno di figure autorevoli di genitori, docenti, catechisti, laici, capaci di porsi come punto di riferimento nel difficile compito educativo». In particolare, il presidente dei vescovi si è detto «preoccupato» del «legame stesso dei genitori con i loro figli». Ha ricordato come «molte famiglie, spesso silenziosamente, domandano oggi un sostegno educativo». A riguardo, ha domandato retoricamente se «oggi sia superato oppure no lo slogan distruttivo e falsamente libertario del ''vietato vietare'' che andava negli anni ?70. L'arcivescovo di Genova ha spiegato con un esempio. La frase di un padre che dice «io sono il migliore amico di mio figlio», secondo Bagnasco, è dovuta alla «mancata percezione dell'asimmetria propria di un rapporto educativo, che gli stessi ragazzi invece ricercano». Di figure autorevoli, quindi, e «preparate e appassionate è palpabile l'attesa», ha detto, e ha sottolineato che anche il pontefice Benedetto XVI «non ha avuto paura di utilizzare la parola autorità» come bisogno dell'uomo «nella maturazione delle sue relazioni più importanti». Ecco perché l'alto prelato ha voluto fortemente mettere in parallelo la società, il gruppo e la famiglia che non educano indicando purtroppo una via nefasta cioè senza futuro.

info@scinardo.it

  Scarica allegato
  stampa <<indietro