Report, Strategie della comunicazione - Agenzia di stampa
 
 
 
Basta con queste unioni di fatto! (04/07/2010)
Basta con queste unioni di fatto! Adesso voglio prendere posizione netta, chiara e limpida e assumere la consapevolezza di esser criticato per le cose che sto per scrivere; in nome dell'evoluzione dei tempi non si può sempre avere un atteggiamento buonista o accondiscendente, vivendo con la paura di esser considerato bigotto o peggio arretrato. Andiamo ai fatti: il consiglio comunale di Torino, ha approvato, durante l'ultima seduta, probabilmente spinto dalla potente lobby degli omosessuali (il termine lobby, secondo Wikipedia, viene usato per indicare un certo numero di gruppi, organizzazioni, individui, legati tra loro dal comune interesse di incidere sulle istituzioni legislative), una delibera, di iniziativa popolare, che dice sì alle unioni civili. ''La delibera comunale sulle unioni di fatto ci lascia molto perplessi e amareggiati anche perchè qualcuno l'ha salutata come un traguardo di civiltà da accogliere con orgoglio quasi che la città di Torino debba presentarsi come campione che fa da apripista per una battaglia iniziata da anni e finalizzata ad emarginare passo dopo passo il nucleo essenziale della società qual' è la famiglia fondata sul matrimonio'', così scrive la curia in una nota stampa. D'altronde in questo modo si enfatizzano vincoli alternativi influendo così su una formazione di mentalità libertaria dove ognuno vorrebbe che ogni sua scelta di vita ottenesse comunque una legittimazione di copertura giuridica. In questo modo il Comune diventa uno strumento di scelte ideologiche. La paura è che si possa scatenare una sorta di effetto domino e che altre amministrazioni comunali possano seguire questo modello, per noi assolutamente sbagliato. Piuttosto perché non fare una battaglia civile per spingere sempre più il legislatore a promuovere e difendere la famiglia così come fa da sempre la chiesa? Vogliamo dunque associarsi alla presa di posizione della Curia torinese che pur non intendendo mancare di rispetto a chi sceglie altre forme di legami affettivi, ha ribadito la propria contrarietà al provvedimento in quanto va nella direzione di azioni tendenti a svalutare l'istituto della famiglia. Infatti è proprio il vincolo matrimoniale la garanzia dell'unione degli sposi e l'equilibrio affettivo ed educativo dei figli. La chiesa torinese ha inoltre dichiarato: ''Siamo un paese in grave crisi demografica e una delle ragioni di questa situazione è certamente l'annosa carenza legislativa a favore della famiglia sia a livello nazionale che locale; si intende quindi ribadire il massimo rispetto nei confronti delle persone e delle loro scelte di vita''. Perché allora uniformarsi al pensiero comune del lascia fare o del lascia vivere, se solo si prendessero in considerazione i destinatari di queste unioni di fatto, i bambini. Mi sono sempre chiesto: due genitori dello stesso sesso che condividono ogni azione quotidiana da ''pseudo ? famiglia'', che modelli possono dare a un bambino o a un adolescente che deve ancora formarsi una coscienza e soprattutto una identità sessuale? info@scinardo.it
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