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Niente mensa scolastica!

Un istituto su due non ha la mensa scolastica e purtroppo maglia nera fra le regioni è ancora una volta la Sicilia assieme a Campania, Calabria e Puglia. Tutti quegli alunni che non hanno il “privilegio” di mangiare a scuola, perché non fanno il tempo pieno e quindi non usufruiscono della mensa, vanno a ingrossare le percentuali più alte di dispersione scolastica. I dati emergono da un monitoraggio realizzato da Save the Children da titolo: “(Non) Tutti a Mensa!” da cui si evidenzia che in Italia il 40% degli istituti non è provvisto di una mensa. Le condizioni dei minori stanno peggiorando sempre di più per le famiglie di fascia economica bassa. L’organizzazione ha diffuso un rapporto che focalizza i servizi per i bambini, a partire proprio dalle mense scolastiche; Save the children pone nel suo monitoraggio il problema che un bambino su 2 in otto regioni italiane non ha la possibilità di usufruire del servizio ristorazione e dunque dell’opportunità che essa richiama in termini non solo nutrizionali, ma anche educativi. Sono da considerare prassi negative quelle di quei comuni, e tra questi Palermo, che escludono dal servizio i bambini figli di genitori morosi dal servizio mensa. Il Report fa una serie di raccomandazioni e “disegna” a grandi linee le caratteristiche di un servizio inclusivo, che preveda un accesso gratuito ai minori in condizioni di povertà come livello essenziale delle prestazioni sociali per l’infanzia e un investimento nelle pari opportunità di accesso alla mensa in tutto il territorio italiano per contrastare la povertà alimentare. In linea generale, poi, ai Comuni si chiede di garantire tariffe uniformi da applicare alle famiglie, residenti e non, secondo il principio della contribuzione progressiva, sulla base del livello economico fotografato dall’Isee. Lo dichiara Raffaela Milano, Direttore dei Programmi Italia-Europa di Save the Children: “se pensiamo che un bambino su 20 non consuma neppure un pasto proteico adeguato al giorno, è facile comprendere quanto sia fondamentale che il servizio mensa a scuola venga garantito a tutti e che sia offerto in modo gratuito alle fasce più disagiate, per le quali è spesso l’unico pasto completo”. La spia che segnala un’anomalia nel sistema è dunque il servizio mensa,  che fa riferimento a quei 30 mila minori sottratti in Italia a famiglie povere. Più della metà di essi è ospite presso strutture di accoglienza e servizi residenziali, con la prospettiva di rimanerci anche a lungo. Infatti il 48% dei minori fuori famiglia lo è da più di 2 anni. Ricordiamo che sono 1 milione e 131 mila i minori che in Italia vivono in condizioni di povertà estrema, dati diffusi dalla Fondazione L’Albero della vita Onlus, impegnata da quasi 20 anni nella tutela dell’infanzia in condizioni di emarginazione e disagio sociale, che ha lanciato  in questi giorni la campagna “Nessun bambino escluso”.

Di Ivan Scinardo

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