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Omaggio a Henry Dunant: bello in bello”

A 107 anni dalla nascita del ginevrino Henry Dunant, universalmente riconosciuto come il fondatore della più grande organizzazione umanitaria, l’8 maggio è la Giornata Mondiale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, un appuntamento che viene dedicato ai 17 milioni di volontari in tutto il mondo. Palermo ha aperto i 3 giorni di festeggiamenti con un importante convegno, nella prestigiosa sala “Mattarella” di Palazzo dei Normanni, con un titolo d’effetto: “Omaggio a Henry Dunant:  bello in bello”. L’apertura dei lavori con la lettura da parte dei volontari e degli studenti dei 7 principi che garantiscono e guidano tutte le azioni del Movimento Internazionale di Croce Rossa, ma anche della C.R.I. e di ogni suo volontario e aderente: Umanità, Imparzialità, Neutralità, Indipendenza, Volontariato, Unità e Universalità. Il 24 giugno 1859, durante la 2° guerra di indipendenza italiana, si consumò, sulle colline a sud del Lago di Garda, a San Martino e Solferino, una delle battaglie più sanguinose del 1800. Trecentomila soldati di tre eserciti (Francese, Sardo-Piemontese e Austriaco) si scontrarono lasciando sul terreno circa centomila fra morti, feriti e dispersi. Castiglione delle Stiviere è il paese più vicino, 6 chilometri da Solferino, dove esisteva già un ospedale e la possibilità di accedere all’acqua, elemento fondamentale nel soccorso improvvisato ai novemila feriti che, nei primi 3 giorni, vennero appunto trasportati a Castiglione. Lì si trovava un giovane svizzero, Jean Henry Dunant, venuto ad incontrare per i suoi affari Napoleone III. Si trovò coinvolto nel terribile scenario di morte, aggravato dall’ “inesistenza” della sanità militare, e descrisse il tutto mirabilmente nel suo testo fondamentale: Un Souvenir de Solferino, tradotto in più di 20 lingue. Dall’orribile spettacolo nacque in H.Dunant l’idea di creare una squadra di infermieri volontari preparati la cui opera potesse dare un apporto fondamentale alla sanità militare: la Croce Rossa. Dalla storia di Dunant e di Solferino ha preso spunto il presidente del comitato cri di Palermo Fabio D’Agostino, impegnato in prima linea in tanti servizi emergenziali, in particolare negli sbarchi che avvengono numerosi al porto di Palermo. “Abbiamo delle nuove Solferino, ha detto D’Agostino durante il suo intervento; gli sbarchi, i senza fissa dimora. Nel suo breve ma intenso intervento ha concluso con la frase che per salvare vite umane, dobbiamo rimanere anche noi umani”. A seguire il vice presidente dell’Assemblea regionale siciliana Giuseppe Lupo, che ha evidenziato il ruolo della Croce rossa in tante azioni umanitarie a Palermo, sottolineando come il volontariato abbia radici profonde. L’accorato intervento del sindaco di Palermo Leoluca Orlando, è stato applaudito più volte dai numerosi volontari in tuta rossa e dalla corposa rappresentanza di infermiere volontarie, tra queste Rosanna Giardina che ha introdotto i diversi saluti istituzionali. Orlando è partito dagli effetti della rivoluzione francese che di fatto misero in mora gli stati europei con i principi di uguaglianza e fraternità. “E’ il secolo dei migranti, e “la battaglia di Solferino” oggi si combatte salvando vite umane. C’è un filo che lega l’opera di Henry Dunant, con quella di sacerdoti coraggiosi come padre Messina o il beato Cusmano, i quali affermavano che il diritto dei diritti è la pace. L’omaggio alla Croce Rossa, secondo Orlando si inserisce in un quadro più ampio nell’ambito di Palermo Capitale della Cultura e Manifesta, eventi internazionali previsti per il prossimo anno. « Mi piacerebbe che non si radunassero soltanto rappresentanti della cultura artistica in senso lato ma anche le associazioni e le organizzazioni come la Croce Rossa » ha detto Orlando. L’intervento si è concluso con un invito all’autostima esteso a tutti i palermitani e non solo indicando la Croce Rossa come un « sano invito all’autostima ». Parole cariche di umanità anche nell’intervento del componente della commissione affari costituzionali della presidenza del consiglio Teresa Piccione. Al termine dei saluti istituzionali, il timone della conduzione della conferenza è passato al vice presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro che ha introdotto il primo dei relatori, il sociologo dell’Università Luiss di Roma, Antonio La Spina, che ha parlato di protezione dei diritti umani, dialogo interculturale, cittadinanzan globale. A seguire la professionale esposizione in slide della Cappella Palatina di Palermo come esempio unico di tolleranza e cosmopolitismo da parte dello storico dell’arte Giovan Battista Scaduto. Intrevento che è stato declinato su aspetti internazionali legati anche al patrimonio Unesco da parte del magnifico rettore dell’università Kore di Enna Giovanni Puglisi. Il titolo da lui scelto: «  Che ciascuno preghi il Dio ch’egli adora ». Palermo, L’Unesco e il valore dell’accoglienza. Ha concluso il responsabile nazionale dei programmi Principi e valori umanitari Cri, l’ingegnere Marcello Sgroi. Il suo è stato un commento alle immagini sul campo di interventi della croce rossa nel mondo. Ha molto colpito, per la profondità del messaggio, una slide da lui scelta e proiettata in sala dal titolo : «La Cultura dell’incontro» scritta dal filosofo Emmanuel Levinas :“Nel semplice incontro di un uomo con l’altro si gioca l’essenziale, l’assoluto ; nella manifestazione del volto dell’altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’altro. E l’assoluto che si gioca nella prossimità, alla portata del mio sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto“.

 

 

Di Ivan Scinardo

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