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Pietre angolari?

Come scritto nel primo articolo, in questa rubrica viaggeremo nel mondo delle persone che portano in sé una disabilità. E’ un mondo oggetto di molte attenzioni, basti pensare al fatto che il nuovo Governo vi ha dedicato un Ministero, affiancandolo a quello della famiglia. In Italia, le leggi che lo riguardano sono tra le più avanzate in Europa, ben distanti, ad esempio da quelle della Germania, che prevedono che gli studenti portatori di un handicap vivano la loro esperienza scolastica in classi speciali. Per non parlare degli incentivi rivolti alle imprese che assumano un persona disabile. E di recente è stata emanata la riforma del “Terzo settore”, che tanto a che vedere con la disabilità per il fatto che moltissime enti no-profit ne fanno quotidianamente oggetto del loro operato.

Parleremo anche di questi aspetti, importanti perché possono essere fondamento per la costruzione di una società più giusta, che metta al centro chi si trovi in condizione di maggiore fragilità. “Hand in cap” racconterà molte storie di persone e di famiglie che hanno accolto una persona disabile. E di quanta forza esista nel nostro territorio, espressa da giovani, uomini e donne di gruppi e associazioni che hanno deciso di spendere parte della loro vita, da volontari, per condividere da vicino la condizione della disabilità di persone a loro vicine. Sono storie che non lasciano indifferenti, e questo si può anche immaginare soprattutto se il lettore è attento, sensibile e naturalmente predisposto ad aprirsi a chi si trovi in una condizione svantaggiata.

Ma c’è dell’altro, che ha in sé il senso dello stupore. Nel conoscere da vicino i nostri figli e le molte persone che vivono la loro disabilità o quella dei propri cari, spesso risuona la parola “diversità”. Su di essa è giusto fare una riflessione che è al tempo stesso sarà una delle nostre chiavi di lettura. E’ proprio la diversità che accomuna ogni essere umano, perché ognuno frutto di una Creazione che non prevede nessuno uguale all’altro. Siamo simili e “naturalmente” prossimi gli uni agli altri proprio perché siamo diversi. Ecco allora che le apparenze di corpi inusuali, di espressioni che i luoghi comuni ci hanno insegnato a leggere come strane, diventano forma e sostanza di un messaggio nuovo, che interroga ciascuno di noi nel profondo, offrendoci la possibilità di svelarci l’infinito valore dell’incontro con la diversità perché incontro, anzitutto, con la parte più vera di noi stessi e di chi ho innanzi: la disabilità è dono, risorsa, chance di crescita per i singoli e per le comunità.

Con questa pagina vorremmo contribuire ad un cambiamento di mentalità, che porta a dare giusto valore a chi spesso non è considerato o spesso, scartato a causa dei propri limiti: “loro” possono essere pietre angolari per le quali e sulle quali si può costruire una civiltà che può andare bene per tutti

Marco Milazzo ass.vita21enna@gmail.com

Di Marco Milazzo

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