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“Poveri” italiani!

L’occasione è stata l’incontro in Vaticano tra il Santo Padre e il sindaco della città di Roma Veltroni, durante l’udienza generale, ma migliaia, forse milioni, di semplici cittadini italiani, si sono rivisti nella lucida e reale situazione descritta da Benedetto 16°: ” la povertà aumenta soprattutto nelle grandi periferie urbane, ma comincia ad essere presente anche in altri contesti e situazioni, che sembravano esserne al riparo. Bisogna garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa”. Attorno allo spauracchio della povertà, illustri commentatori hanno costruito castelli, spesso da demagoghi, eppure l’altra società, quella che sta bene, che evade le tasse e che si arricchisce progressivamente, sembra ignorare questo fenomeno. Per molti non è stata una sorpresa l’indagine del Corriere della Sera, che ha intervistato alcuni parroci della periferia romana, sullo stato di povertà in cui versa la gran parte della popolazione. Prima alla mensa dei poveri della Caritas c’erano soltanto extracomunitari, adesso ci sono intere famiglie romane, elettricisti, meccanici, pensionati che non riescono neppure a pagare l’affitto. I giovani non hanno nulla.. molti com’è naturale finiscono in brutti giri. Eccoli dunque i nuovi poveri. e le pubbliche amministrazioni dove sono?? Il Papa ha ribadito che “oggi è quanto mai necessario che le pubbliche amministrazioni non assecondino simili tendenze negative, ma al contrario offrano alle famiglie un sostegno convinto e concreto, nella certezza di operare così per il bene comune”. “Vediamo ogni giorno, purtroppo, quanto siano insistenti e minacciosi gli attacchi e le incomprensioni nei confronti di questa fondamentale realtà umana e sociale”, ha detto il pontefice parlando della famiglia. Volendo spostare la lente sul nostro territorio, ci chiediamo quante nuove famiglie hanno toccato, negli ultimi anni, la soglia di povertà? Situazioni borderline, ai confini con la stessa sopravvivenza. E poi la dignità di molti pensionati che si vergognano di chiedere aiuto, assistenza. Perché tanta indifferenza in chi ha tutti gli strumenti per poterli aiutare e non lo fa? E’ facile riconoscere i nuovi poveri.. gente che ha perso il lavoro o magari c’e l’ha, ma ha la necessità di fare dell’altro per fare quadrare i conti. E allora forse ha un senso rivedere i nostri gesti quotidiani e sapere riconoscere nel debole una risorsa.

Di Ivan Scinardo

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