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”Povero” 5 x 1000!

Qualche giorno fa un noto quotidiano, titolava a 4 colonne ”I dimenticati del 5 per mille”, con un sottotitolo ”Molti comuni trascurati persino dal sindaco”. Quanti non conoscessero ancora il meccanismo del 5 per mille, ricordiamo che era nato per sostenere, senza alcun aggravio per il contribuente, enti di ricerca, associazioni di volontariato, comuni e associazioni in genere. Se si considera che l’iscrizione poteva avvenire on line sul sito dell’agenzia delle entrate: www.agenziaentrate.it, c’è stata una corsa alla registrazione, che non ha precedenti nella storia dell’Ente. Se qualcuno volesse trascorrere qualche ora a sbirciare questi elenchi c’è di tutto; ma la vera novità sta nella pubblicazione delle graduatorie, con tanto di numeri che rappresentano la scelta fatta dai contribuenti. Il merito ”in negativo” va a sette comuni d’Italia che non hanno ottenuto neanche un versamento. Significa che neanche il sindaco ha deciso di destinare il suo 5 per mille della dichiarazione dei redditi al comune che lo tiene in carica. Inutile ogni commento, forse i cittadini pensavano al momento di decidere a chi donare il contributo, che già le tasse comunali erano sufficienti. Ma noi, che in questa rubrica, siamo profondi assertori della famiglia e dell’educazione dei figli in generale, abbiano scoperto che in Italia esiste l’Invalsi, l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e formazione. L’acronimo è già abbastanza esauriente, se questo è un ente che da i voti agli altri non può certo vantare un lungo elenco di donatori. Una sola persona in Italia ha deciso di destinare il suo 5 per mille. Fra i corridoi della splendida villa Frascati a Roma, sede di questo istituto, è scattata la caccia di questo generoso contribuente. E’ andata molto meglio agli enti di ricerca sanitaria. Qui il ministero è stato più attento nello scremare gli elenchi e nel non ammettere enti che di fatto non fanno ricerca. La palma va all’Istituto europeo di oncologia, diretto dal professor Umberto Veronesi. Più di 100.000 persone hanno manifestato la volontà di donare il 5 per mille. Vogliamo, per il momento, concludere questa breve riflessione del 5 per mille con le parole di Gianni Selleri, presidente dell’ Associazione Nazionale per la Promozione e la Difesa dei Diritti Civili e Sociali degli Handicappati: ”la corsa al 5 per mille sembra più una operazione di marketing piuttosto che a un incentivo alla solidarietà. Infatti, non solo vengono poste in concorrenza migliaia di organizzazioni e di associazioni, ma si richiede una sfida comunicativa per invitare i cittadini a manifestare la loro preferenza per uno specifico soggetto. La sfida sarà vinta due volte dalle grandi organizzazioni, una prima volta perché hanno maggiori possibilità e strumenti di propaganda e di fidelizzazione, una seconda volta perché godranno della ripartizione esclusiva di tutti i ”contributi generici”

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Numero pagina: 58/1.185

Di Ivan Scinardo

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