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Editoriali

Sapere, saper fare, saper essere. L’opinione dei giovani

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I giovani sempre più al centro del dibattito pubblico, pochi opinionisti però conoscono le loro reali esigenze e orientamenti. Si rende dunque sempre più necessario il possesso di strumenti, capaci di potere decodificare i bisogni delle nuove generazioni. Ogni anno l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore dell’Università Cattolica, realizza il “Rapporto Giovani”, la più estesa ricerca disponibile nel nostro Paese sull’universo giovanile, fornendo dati comparabili a livello internazionale. L’attenzione è stata focalizzata sugli studenti liceali, vogliono: “sapere, saper fare, saper essere” e soprattutto imparare a stare nel mondo che cambia, diventando soggetti attivi di una società in costante mutamento. Piero Angela, ha recentemente affermato che: “…il nostro tempo è caratterizzato da un incessante e incalzante sviluppo tecnologico, che sta trasformando in alta velocità ogni aspetto della nostra vita: il lavoro, il sistema di competenze, le telecomunicazioni, l’informazione, l’occupazione, l’intermediazione, la realtà economica di interi continenti. Un cambiamento mai visto prima”. Il nuovo modello dell’informazione è orizzontale, i contenuti sono diffusi attraverso una pluralità di canali. Internet è la fonte primaria di informazione per il 65% dei giovani universitari, che passano in rete diverse ore al giorno, con un effetto preoccupante: si predilige l’aggiornamento in tempo reale a scapito dell’approfondimento, si autoselezionano le notizie anziché inserirle in una corretta contestualizzazione e gerarchizzazione. In pratica, ci si costruisce la propria visione del mondo attraverso un proprio personale “piano editoriale” basato sugli algoritmi dei motori di ricerca, feed e link. Ma ci si chiede: con quale attendibilità e capacità di discernimento si riceve questa enorme massa di notizie? E soprattutto che strumenti hanno i giovani nella ricerca delle fonti per avvicinarsi il più possibile alla verità? Recentemente ho partecipato ad un interessante convegno sulle fake news, ossia le notizie false; un professore universitario Francesco Pira, ha fornito alcuni dati di ricerche specifiche dalle quali è emerso che i giovani non posseggono la capacità di discernimento, quasi nessuno è portato alla verifica che notizie, con il rischio e la conseguenza che spesso credono a news false, messe in piedi e diffuse strategicamente con l’obiettivo di diventare virali. Se da un lato dunque si assiste a una accelerazione tecnologica dall’altro sarebbe più opportuno intensificare corsi di formazione specifici nelle scuole su come maneggiare le notizie e soprattutto adottare strumenti concreti per verificarle.

 

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