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SARA’ “BUONA SCUOLA” ?

Ad un anno dall’ approvazione della legge 107 si può tracciare un resoconto: la legge 107 /2015 ha modificato l’ assetto della scuola , da luogo di formazione e istruzione ad “impresa”.

Basti pensare all’imminente chiamata diretta dei docenti da parte del dirigente scolastico, che in un sol colpo avrà sia l’onere di scegliere i candidati docenti più congeniali sia di dar loro il benservito dopo tre anni e inoltre ha il potere di assegnare un bonus  per un numero esiguo di docenti “meritevoli” o che hanno realizzato diversi progetti o ampliato l’ offerta formativa della scuola- azienda .

Di contro a questo bonus ,gli stipendi dei docenti non sono stati aggiornati rispetto agli aumenti dei costi della vita   e  certamente i redditi dei docenti italiani sono lontani anni luce da quelli europei ( francesi , tedeschi …) .

Dobbiamo prendere lezione dai Paesi a noi più vicini, come la Francia, dove gli insegnanti guadagnano più dei nostri dirigenti scolastici ed invece nel nostro paese per effetto della legge 107 ( riforma della buona scuola) i presidi dal 2017 si vedranno rimpinguare i loro redditi con un aumento all’ incirca maggiore di mille euro.

Ma il Governo afferma di voler investire nell’Istruzione, ma l’ opinione pubblica concorda nel sostenere che nei fatti si dimostra il contrario.

Le penalizzazioni riguarderanno pure gli studenti, visto che i fondi per il miglioramento dell’offerta formativa continuano ad essere ridotti e le scuole sono costrette a chiedere ai genitori dei loro allievi i contributi che “sanno poco di volontario”.

Inoltre , dagli ultimi dati degli U.s.r , emerge che diversi docenti , entrati di ruolo l’ anno scorso , dopo anni di lunghe attese , si dovranno spostare da Sud a Nord per non perdere la cattedra tanto agognata.

Per otto milioni di studenti è già finito l’anno scolastico, ma la scuola italiana rimane sommersa di problemi. Perché la riforma, approvata a luglio dell’ anno scorso , ha dato l’ illusione di poterli risolvere. Anzi, in diversi casi, li ha addirittura acuiti e sono emersi “ in toto”.

Inoltre , numerose istituzioni scolastiche vanno avanti con le reggenze per mancanza di dirigenti scolastici.

A questo proposito però dobbiamo ricordare che a settembre dell’ anno scorso sono entrati di ruolo dei dirigenti scolastici , dopo aver frequentato un corso intensivo di 80 ore nel mese di agosto e aver superato il relativo esame , secondo quanto previsto dai commi 87- 89 dell’ art. 1 della legge 107.

Questa “chance” è stata offerta a coloro che non avevano superato il concorso di dirigenti scolastici degli anni 2004 e 2006 e che avevano ricorsi pendenti , escludendo i colleghi del concorso D. S. 2011, i quali ,dal momento che si trovavano nella medesima condizione giuridica dei ricorrenti del 2004 e del 2006, hanno adito le vie legali per ottenere la stessa parità di trattamento degli altri .

In conclusione , occorre sottolineare che la scuola non è un’ azienda , non è solo luogo di produzione di conoscenze e di competenze , ma è il luogo designato a elaborare e diffondere i valori umani , l’ umanesimo integrale , che deve contraddistinguere ogni persona.

Infine, la scuola si configura come investimento in quanto è in grado di accrescere la produttività del paese , basandosi sul capitale umano e sulle innumerevoli risorse umane che ha a disposizione.

Laura Bisso

Di Ivan Scinardo

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