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Scuola: ai nastri di partenza figli, insegnanti e famiglie

Ci siamo, tutto è pronto per il classico suono della campanella, inizia l’anno scolastico 2008 / 2009. I giornali hanno riempito le loro pagine con le ultime disposizioni del Ministro Gelmini, prima fra tutte il ripristino del voto in condotta. Ma chi lo ha detto che questa voce è sparita dall’elenco in pagella? C’è sempre stata, ma forse i docenti l’hanno saltata a piè pari, come si suol dire. Il nuovo ministro della pubblica istruzione manda dunque un messaggio chiaro agli studendi: sarà un anno con tolleranza zero, sul fronte del fenomeno bullismo. Ma ci chiediamo: il voto in condotta servirà a dare lustro e autorevolezza ai docenti e alla istituzione scolastica? Forse non sarebbe opportuno fare una attenta riflessione sul ruolo della scuola stessa come centrale educativa? Mi ha particolarmente colpito nei giorni scorsi un editoriale apparso sul Corriere della Sera a firma di Galli Della Loggia che sostanzialmente denunciava l’indifferenza della nostra classe dirigente, a cominciare da quella politica, nei confronti del sistema d?istruzione. Per l’editorialista dovrebbe cambiare il posto che la scuola occupa nella considerazione dei governanti e dell’opinione pubblica. A questo articolo ha fatto eco, il noto professor Giuseppe Savagnone, docente di filosofia in un liceo di Palermo, che sulle colonne del Giornale di Sicilia ha scritto: “è necessaria una presa di coscienza diffusa; la nostra scuola è oggi lo specchio di una crisi radicale di valori che rischia di desertificare la nostra società; le speranze della scuola sono quelle di non restare asfissiata dal nichilismo, speranze in buona misura legate alla capacità delle nuove generazioni di ritrovare, nelle nostre grandi tradizioni culturali, quelle che la scuola ogni giorno cerca di trasmettere ai giovani, i semi di prospettive nuove e più costruttive. Per Savagnone, la realizzazione di questo sogno passa necessariamente attraverso un solido patto di alleanza tra famiglie e insegnanti. Non sono i ministri o i governanti che possono generare questa simbiotica alleanza, deve necessariamente fiorire all’interno della scuola e delle nuove generazioni. Condivido l’analisi di Savagnone quando conclude dicendo che ognuno si prenda le proprie responsabilità senza scaricarle sul ministro di turno!

Di Ivan Scinardo

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