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Sempre ultimi! Perché?

Non poteva esserci chiusura d’anno “migliore”. E’ ironica ovviamente la battuta! Ancora una volta la nostra terra fa registrare un record negativo; l’annuale fotografia del prestigioso quotidiano economico “Il Sole 24 ore” conferma che agli ultimi posti, per qualità della vita, ci sono le città e le province meridionali e siciliane in particolare. Agrigento è l’ultima in raduatoria. A centocinquanta anni dall’unità d’Italia, sicuramente possiamo affermare con rabbia che ci troviamo di fronte due “Italie”, di conseguenza sono diverse, per qualità della vita, le famiglie del nord rispetto a quelle del sud. Ma perché la nostra terra “speciale” deve sempre risultare agli ultimi posti? Ce lo chiediamo perchè la nostra classe politica, di destra, di sinistra o di centro, possa riflettere e magari arrossire di fronte a questo divario, che probabilmente non è degno di un paese, che si professa civile. L’istituto di statistica ha analizzato alcuni indicatori quali i problemi della zona di residenza, l’accesso ad Asl, Pronto Soccorso, asilo nido e scuola materna. Ne esce un quadro desolante per le famiglie siciliane ma ciò che più colpisce è il dato che emerge sulla diffidenza a bere l’acqua di rubinetto. L’irregolarita’ nell’erogazione dell’acqua e’ considerata un problema dal 35 per cento delle famiglie siciliane, che preferiscono spendere, parte dei loro bilanci, in acqua minerale in bottiglie. Non voglio affrontare la questione da economista, non ne avrei le competenze, ma mi fa riflettere molto il concetto del piangersi addosso, come se qualcuno all’improvviso arrivi da fuori con la bacchetta magica a risolvere ogni sorta di problema. Molti amministratori pubblici si sono resi responsabili negli anni di lanciare allarmi sociali, riguardanti presunti dissesti finanziari, riuscendo talvolta, con artifizi contabili, a “ritoccare” notizie di catastrofi imminenti. Amministrare l’ente pubblico non è come giocare a Monopoli. Qui i soldi sono veri e la gente, ma soprattutto le famiglie attendono risposte per uscire dalla crisi con dignità. E allora ci piace rilanciare il messaggio dei giorni scorsi del sindaco di Agrigento, Marco Zambuto che ha invitato il quotidiano che ha pubblicato l’indagine, a continuare a seguire la città più disastrata d’Italia, con attenzione “per potere cogliere con i cittadini la ripresa di una comunità, che ha il diritto sacrosanto di riconquistare un livello ed una qualità di vita degni della sua storia e che la ripaghino della speranza che la sta animando”.

Di Ivan Scinardo

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