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Serviranno i nuovi divieti sull’alcool?

Il Senato ha approvato in via definitiva il decreto legge in materia di sicurezza stradale. Un provvedimento, varato d’urgenza dal Governo il 3 agosto scorso, tornato a palazzo Madama, dopo le modifiche apportate dalla Camera la scorsa settimana. Il lungo e angosciante bollettino di guerra dei giovani stroncati nella loro vita, per guida in stato di ubriachezza, si spera così possa ridursi nel numero. Vietato servire alcool nei locali notturni dopo le due di notte, multe più severe per chi supera i limiti di velocità o guida sotto l’effetto di alcolici e sostanze stupefacenti. Fino ad ora, per un tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 1,5 grammi per litro, il codice ha applicato un’unica sanzione. La novità è l’introduzione di un limite intermedio di 0,8 e di tre differenti ammende. Da 500 a 2.000 euro e arresto fino ad un mese per il tasso compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro; da 800 a 3.200 e arresto fino a 3 mesi tra 0,8 e 1,5. Per il livello superiore a 1,5 grammi per litro, si va dai 1500 ai 6mila euro e arresto fino a 6 mesi. C’ è una importante novità, questa sicuramente di importazione americana: oltre alle pene più severe per chi guida ubriaco, vengono imposti dei veri e propri programmi di recupero, come lo svolgimento di servizi sociali in istituti dove sono ricoverate vittime di incidenti stradali. Certo i divieti e le misure severe spaventano il legislatore forse perché rischia di perdere consensi. Sicuramente non sarà piaciuto ai gestori delle discoteche e dei locali notturni in genere, l’articolo che impone di interrompere la somministrazione di bevande alcoliche dopo le 2 di notte. Non solo, viene suggerito loro di accertarsi che i clienti, una volta usciti dal locale, possano sottoporsi (volontariamente) ad un alcool-test. Non serve scrivere sulle etichette delle bottiglie di alcolici le frasi tetre e minacciose già utilizzate sui pacchetti di sigarette. Diventa dunque più utile la certezza della pena per chi viene colto in flagranza, cioè con una alcolemia elevata. E se sul fronte della tecnologia si stanno progettando autovetture dotate di sensori capaci di rilevare il tasso alcolico dall’alito del conducente, in America si fa largo uso di un braccialetto, posto alla caviglia, monitorizza la traspirazione e rileva la presenza anche di piccole quantità di sostanze alcoliche. Al di là di tutti gli accorgimenti utili ad arginare questo triste fenomeno diventano adesso degli imperativi: limitare, restringere e punire chi fa uso di alcool e si mette alla guida. Non è possibile che i nostri giovani si sentano autorizzato a fare ciò che vogliono, mettendo in pericoloso la loro vita e quella degli altri.

Di Ivan Scinardo

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