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Si specula su vita, lavoro e famiglia

“Si specula sui poveri e sui migranti; si specula sui giovani e sul loro futuro. Tutto sembra ridursi a cifre lasciando, per altro verso, che la vita quotidiana di tante famiglie si tinga di precarietà e di insicurezza. Mentre il dolore bussa a molte porte, mentre in tanti giovani cresce l’insoddisfazione per mancanza di reali opportunità, la speculazione abbonda ovunque”. Le parole del papa pronunciate durante la visita nell’arcidiocesi milanese, tuonano come fulmini a cielo sereno e sono un duro monito per chi paradossalmente accelera per costruire – in teoria – una società migliore; alla fine però ci si rende conto che non si ha tempo per niente e per nessuno. “Così – dice il papa, si perde il tempo per la famiglia, per la comunità, perdiamo il tempo per l’amicizia, per la solidarietà e per la memoria”. Ci sono passaggi forti nel discorso pronunciato al parco di Monza, che vale la pena riportare: “Questi sono tempi in cui tutto sembra ridursi a cifre, lasciando che la vita di tante famiglie si tinga di precarietà”. Il Papa pensa – si rivolge – allora alle donne e agli uomini di ogni luogo è tempo, perché «al pari di Maria, anche noi possiamo essere presi dallo smarrimento. E si chiede come avverrà questo in tempi così pieni di speculazione? Certamente, il ritmo vertiginoso a cui siamo sottoposti sembrerebbe rubarci la speranza e la gioia. Il Papa ha espresso la sua esortazione dicendo: “Se continuano ad essere possibili la gioia e la speranza cristiana non possiamo, non vogliamo rimanere davanti a tante situazioni dolorose come meri spettatori che guardano il cielo aspettando che “smetta di piovere”. Tutto quello che avviene esige da noi che guardiamo al presente con audacia, con l’audacia di chi sa che la gioia della salvezza prende forma nella vita quotidiana della casa di una giovane di Nazareth”. E se dalla chiesa risuonano forti i messaggi contro la speculazione “umana”, dalla società civile si leva forte un grido di dolore, in questo periodo di Pasqua, per la crescente crisi economica che investe tanti giovani che non riescono a trovare un lavoro per realizzare il primo dei progetti di vita, che è la famiglia. Il quadro tracciato da papa Francesco è davvero disarmante, quando parla di famiglie che vivono nella precarietà che non riescono ad affrontare gli imprevisti di natura economica che potrebbero accadere in una società che punta sempre di più alla tassazione, alle multe, alla riscossione dei crediti. Aumentano quindi le famiglie insolventi nei confronti delle banche e delle finanziarie per avere accesso a delle linee di finanziamento che non riescono più a mantenere. Si può parlare a pieno titolo di “Passione” dolorosa.

Di Ivan Scinardo

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