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“I siciliani” di Francesco Lama

Pubblico selezionato al cinema Rouge et Noir di Palermo per la proiezione del film documentario del regista Francesco Lama: “I Siciliani”. Madrina d’eccezione l’attrice messinese Maria Grazia Cucinotta, accolta in piazza Verdi al suo arrivo dai suoi fans della prima ora. Protagonisti Antonio Emanuele e Tony Sperandeo che fanno da apripista a una serie di cammei della stessa Cucinotta, dell’attore catanese Leo Gullotta, del direttore artistico del teatro Vittorio Emanuele di Messina, Ninni Bruschetta, del giornalista e scrittore Pietrangelo Buttafuoco.  La sceneggiatura è una sorta di autobiografia del regista che nel finale, a ridosso dei titoli di coda,   rivela al suo “attore-viaggiatore” il sogno di girare a piedi la Sicilia per sentire le voci, gli odori della campagna e ammirare lo straordinario patrimonio storico – architettonico, illuminato, alla macchina,  dai filtri utilizzati bene dal direttore della fotografia Davide Cuscunà. Lama, assieme all’aiuto regista, il cinefilo Beppe Manno, ha incontrato il pubblico nel foyer del cinema, prima della proiezione, assieme alla brava e giovanissima attrice mussomelese Adriana Tuzzeo, Giulia Giuffrè, di chiara impronta teatrale e Filippo Glorioso, speaker e doppiatore che nel film impersona un onorevole in campagna elettorale, perfetto clichè della politica siciliana. Le musiche sono di Joe Castellano. Lama ha voluto raccontare la genesi di questo lavoro che, per la lunghezza dei piani temporali, ha richiesto almeno 8 – 10 mesi di riprese. Trascorrono tutte le stagioni in questo documento filmico, che sa raccogliere bene le voci autorevoli degli artisti ma soprattutto dei tanti siciliani, anziani e giovani, soprattutto dei piccoli paesi dell’entroterra e della costa che vivono gran parte delle loro giornate al bar.  Mentre guardi il film, ti viene una gran voglia di bere assieme al protagonista un bicchiere di vino e sederti a mangiare pane e salame. Un Sicilia vera raccontata dal punto di vista di chi la vive con le sue contraddizioni. Non mancano le citazioni colte prese e recitate dai grandi scrittori: Verga, Pirandello, Bufalino, Sciascia; ma su tutti, metaforicamente si sente ancora l’odore di inchiostro delle pagine dei libri di Vincenzo Consolo. La certezza è che l’autore del film si sia fatto stregare  dalla frase che campeggia  sul profilo biografico dello scrittore di Sant’agata Militello: “Io non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all’interno, sostare in città e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta di addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca”. I siciliani di Francesco Lama  è tutto questo.

Di Vincenzo Aronica

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