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Editoriali

Le valigie di cartone; nasce un nuovo movimento

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Da pochi giorni è nato un nuovo movimento, si chiama: “Valigie di cartone”, e lo ha pensato un sacerdote di frontiera palermitano, padre Antonio Garau. La sua parrocchia è in una delle borgate più povere della città, la chiesa di San Paolo Apostolo a Borgo Nuovo. Il 30 aprile, la vigilia della festa dei lavoratori,  lui e un centinaio di parroci assieme a molte famiglie, si ritroveranno nella piazza antistante il parlamento regionale a Palermo, con una valigia in mano, per sensibilizzare i politici e di conseguenza l’opinione pubblica al fenomeno della disoccupazione e al dilagante numero di giovani che scelgono la strada dell’emigrazione per cercare lavoro.  “Troppi ragazzi stanno andando via e i nostri paesi si spopolano”, ha detto a Repubblica il parroco; chi rimane è condannato al lavoro nero e allo sfruttamento”. A leggere gli ultimi dati Istat sulla disoccupazione siamo ancora una volta da allarme sociale: Agrigento è la provincia che fa registrare le percentuali più alte: il 53,9 per cento dei ragazzi di età compresa fra i 15 e i 29 anni non lavora. Alla protesta di padre Garau gli ha fatto eco un altro parroco di frontiera padre Cosimo Scordato, rettore della chiesa di San Saverio all’Albergheria e padre Franco Romano della parrocchia di Altarello. I due hanno messo nero su bianco il loro appello scrivendo: “Il primo maggio è destinato alla festa dei lavoratori che sono la struttura portante di un popolo. È certamente un momento importante per ribadire la dignità di chi lavora e per rilanciare i diritti acquisiti. Ma c’è un momento dell’anno in cui viene sottolineato il diritto al lavoro? La costituzione italiana nel suo primo articolo lo afferma con un piglio che non ammette alcun equivoco. Il primo diritto rivendicato è proprio quello del lavoro. Che situazione vive una persona senza lavoro? – scrivono i parroci – Che non può assicurare a sé o alla propria famiglia condizioni minime di sicurezza e di progettualità? C’è tanta gente che ha rinunciato a cercarlo”. Alla vigilia delle elezioni europee c’è unaria surreale, sembra proprio che la popolazione sia completamente estranea ai partiti, ai candidati, in Italia si voterà domenica 26 maggio. Gli italiani andranno a votare per eleggere i deputati che andranno a comporre il Parlamento europeo per i prossimi cinque anni e rappresenteranno gli interessi dei cittadini dell’Unione europea. Per legge ogni Stato membro può eleggere al massimo 96 europarlamentari e come minimo 6.

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