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Cinema

I film inseriti nella Biennale college

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Biennale College – Cinema e  Biennale College Cinema – Immersive

 

Biennale College – Cinema

 

Alla 82. Mostra di Venezia saranno proiettati 4 lungometraggi selezionati, sviluppati e prodotti nella tredicesima edizione (2024/2025) di Biennale College – Cinema, laboratorio di alta formazione aperto a filmmaker di tutto il mondo per la produzione di film a basso costo, lanciato dalla Biennale alla Mostra del Cinema del 2012. I quattro lungometraggi a micro budget sono stati realizzati con il grant della Biennale di 200mila euro ciascuno. I quattro film sono:

 

AGNUS DEI

di MASSIMILIANO CAMAITI, produttrice: Giovanna Nicolai

con le monache benedettine del monastero di Santa Cecilia in Trastevere / Italia / 73’

 

ONE WOMAN ONE BRA

di VINCHO NCHOGU, produttore: Josh Olaoluwa

con Sarah Karei, Norng’aruani Kipuker, Amos Leuka, Irungu Mutu, Nick Reding, Bonifae Saitabau / Kenya, Nigeria / 78’

 

CHIET CHEA MANUSA (BECOMING HUMAN)

di POLEN LY, produttore: Daniel Mattes

con Savorn Serak, Piseth Chhun / Cambogia, USA / 99’

 

SECRET OF A MOUNTAIN SERPENT

di NIDHI SAXENA, produttore: Vimukthi Jayasundara

con Adil Hussail, Trimala Adhikari, Pushpendre Singh / India, Sri Lanka / 103’

 

Biennale College Cinema, realizzato dalla Biennale di Venezia, ha il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e il sostegno aggiuntivo di Chanel.  La regista Audrey Diwan (Leone d’oro per il film “Happening” alla Mostra del Cinema di Venezia del 2021) affiancherà quest’anno i team dei quattro film di Biennale College Cinema nel corso delle attività previste dalla loro prima esperienza veneziana in qualità di mentore.

Biennale College Cinema si avvale inoltre della collaborazione accademica di Gotham Film & Media Institute e del TorinoFilmLab. Le attività formative sono realizzate grazie al programma Creative Europe – Media. Direttore è Alberto Barbera, Head of Programme Savina Neirotti.

 

 

 

 

Biennale College Cinema – Immersive   

 

 

Il progetto della nona edizione (2024/2025) di Biennale College Cinema – Immersive che ha ottenuto, come contributo alla produzione, il grant di €75.000 della Biennale di Venezia e che sarà presentato nella sezione Venice Immersive della 82. Mostra è:

 

RI-LANCIA LUIGI BROGLIO (RE-LAUNCHING LUIGI BROGLIO)

di VINCENZO CAVALLO, produttrice: Silvia Gioiello

Italia / 33’/ XR installation

 

Biennale College Cinema – Immersive riceve il sostegno del Ministero della Cultura. Le attività formative di Biennale College Cinema – Immersive ottengono un importante finanziamento dal Programma MEDIA – Europa Creativa della Commissione europea – Direzione Generale Connect. Tale contributo si aggiunge al sostegno che il Programma MEDIA ha dato allo sviluppo del Venice Production Bridge.

 

Nella medesima sezione saranno inoltre presentati 4 progetti che hanno partecipato ai laboratori di sviluppo previsti dal programma in passate edizioni e che, poi, sono stati prodotti in maniera indipendente.

 

FIRST VIRTUAL SUIT

di KAZUKI YUHARA

Giappone / 35’ / XR installation

 

HAPPY SHADOW

di PEI-YING LIN, TING-RUEI SU

Taipei / 25’ / XR installation

 

MNEMOSYNE

di WUER

Cina / 35’ / XR installation

 

OUT OF NOWHERE

di KRIS HOFMANN, ANDREAS WUTHE

Austria, Germania / 10’ / virtual reality

 

Tutti i team sono stati supportati nel loro avanzamento per ciò che riguarda il processo creativo e produttivo, l’individuazione del pubblico di riferimento e l’analisi dell’aspetto finanziario

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Cinema

Cinema, il bilancio dei primi 6 mesi

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Il primo semestre del 2026 ha dimostrato che il cinema in sala è vivo, ma il pubblico non concede più fiducia preventiva: ogni film deve conquistarsela.

Il primo semestre del 2026 è stato, per il cinema, un periodo di crescita e consolidamento, caratterizzato da dinamismo e varietà. Da gennaio a oggi sono emersi segnali importanti sulla direzione che sta prendendo l’industria cinematografica, soprattutto in Europa. Dopo anni complessi si iniziano finalmente a registrare dati incoraggianti rispetto al recente passato, accompagnati da un progressivo ritorno del pubblico nelle sale. Il vero tema di questi primi sei mesi, però, è un altro: la crescente selettività degli spettatori.

Il pubblico

sembra aver cambiato atteggiamento, scegliendo con maggiore attenzione cosa vedere e premiando soprattutto quei film che possiedono una forte identità autoriale e un concept capace di incuriosire. Questo semestre è stato segnato da diversi titoli che hanno monopolizzato il dibattito per settimane e catalizzato l’interesse degli spettatori. Tra i film più popolari e discussi spicca sicuramente Project Hail Mary di Phil Lord e Christopher Miller, capace di rilanciare la fantascienza “high concept” e, allo stesso tempo, di mettere d’accordo critica e pubblico, diventando uno dei fenomeni cinematografici della primavera. Il film ha riportato al centro una fantascienza costruita sul racconto e sui personaggi, dimostrando che gli effetti speciali, da soli, non bastano.

Michael

Tra i titoli che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è anche Michael, il biopic dedicato a Michael Jackson e diretto da Antoine Fuqua. Attesissimo già prima dell’uscita, il film ha continuato a far parlare di sé grazie agli straordinari risultati ottenuti al botteghino, affermandosi come uno dei grandi eventi cinematografici dell’anno e andando ben oltre il pubblico dei fan dell’artista.

Obsession

Infine, merita una menzione Obsession, probabilmente la sorpresa più significativa dell’intero semestre. Diretto dal giovanissimo Curry Barker, questo horror originale, realizzato con un budget estremamente contenuto, è riuscito in poco tempo a trasformarsi in un fenomeno mondiale. Il suo successo dimostra come il pubblico continui a premiare le idee originali quando vengono sviluppate con convinzione.

La grazia

Sul fronte italiano spicca senza dubbio La grazia di Paolo Sorrentino, vero film-evento del semestre. Il regista ha nuovamente catalizzato l’attenzione della critica, alimentando un acceso confronto sul suo stile e sul significato dell’opera. Il film si è imposto come uno dei principali riferimenti del cinema italiano di questi primi sei mesi.

Cena di classe

Tra i titoli italiani che hanno trovato forza soprattutto grazie al passaparola va ricordato anche Cena di classe, diretto da Francesco Mandelli. I temi affrontati e il modo in cui racconta una generazione hanno contribuito a mantenerlo al centro del dibattito per diverse settimane. Infine, Le cose non dette di Gabriele Muccino ha attirato fin da subito l’attenzione per il suo sguardo sulle dinamiche familiari ed emotive, suscitando reazioni contrastanti tra critica e pubblico.

Nel complesso, da questo primo semestre emergono due tendenze piuttosto evidenti. La prima riguarda la rinnovata attenzione verso film capaci di distinguersi per identità e originalità, indipendentemente dal genere. Che si tratti di opere d’autore, horror, drammi o fantascienza, i titoli che hanno lasciato il segno sono quelli che hanno saputo offrire qualcosa di riconoscibile e personale. La seconda riguarda il ruolo dei festival, che continuano a orientare il dibattito culturale, mentre è il pubblico a decretare il vero successo commerciale di un film. Critica e botteghino sembrano dialogare più di quanto accadesse negli ultimi anni, pur continuando a seguire logiche non sempre coincidenti.

Cosa aspettarsi?

Cosa aspettarsi dal prossimo semestre? Molto dipenderà dalla capacità dell’industria di dare continuità ai segnali positivi emersi in questi primi sei mesi. La sfida non riguarda soltanto gli incassi, ma anche la capacità del cinema di continuare a sorprendere il pubblico. Se il primo semestre ha insegnato qualcosa, è che oggi gli spettatori premiano sempre di più la qualità percepita, l’originalità e il valore dell’esperienza in sala. Chi saprà intercettare queste aspettative avrà maggiori possibilità di trasformare un’uscita in un vero evento, indipendentemente dal budget o dalla forza del marchio. Ed è probabilmente questa la chiave di lettura più interessante, anche in vista della seconda metà del 2026.

Andrea Arnone

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Cinema

“Avemmaria”

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“Avemmaria” è il film d’esordio alla regia dell’attore napoletano Fortunato Cerlino. Uscito nei cinema italiani il 25 giugno, è tratto dal suo romanzo autobiografico Se vuoi vivere felice. Il film racconta con sguardo intimo e poetico la Napoli degli anni ’80 vista attraverso gli occhi di un bambino.

La storia

Felice vive in due stanze buie col padre Raffaele, che ha appena perso il lavoro, sua madre Antonietta, con pochi anni, troppi figli e un lutto da elaborare, nonna Filomena, una donna perennemente vestita di nero e soffocata dal rancore, tre fratelli e un quinto in arrivo. A Pianura, come in tutte le province del mondo, soprattutto quando sei povero, essere bambini o sognatori è uno stigma. Da quelle parti, “Chi è nato tondo nun pò murí quadrato”. Con queste premesse un ragazzino dell’età di Felice ha due destini possibili: essere sopraffatto dalle logiche della miseria e la violenza o avere fede nei suoi sogni

. Come afferma lo stesso regista: «Esiste un’uscita dall’inferno, ma quella porta la si può vedere solo ad occhi chiusi». Realistico e poetico, lontano da Gomorra, il film ci dice che il passato può essere illuminato e che il destino non è mai già scritto.

Nel 2018 scrive “Se vuoi vivere felice”, il suo primo romanzo edito da Einaudi

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Cinema

Il regista Edoardo De Angelis si racconta

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Ha tenuto una masterclass al Baaria film festival era uno degli ospiti più attesi, il regista Edoardo de Angelis, nel decennale della sua uscita, ha presentato a Villa Cattolica il suo film Indivisibili. Gli organizzatori del BAAFF hanno celebrato così, insieme al regista, uno dei film più significativi e premiati del cinema italiano contemporaneo, un’opera che conserva intatta la sua forza narrativa e la sua capacità di interrogare il pubblico sui temi dell’identità, dell’appartenenza e della libertà. Nell’intervista si parla anche del film Comandante con Pierfrancesco Favino che ha aperto in prima mondiale il festival di Venezia 2023

 

 

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