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Il virus arriva al Sud. Il primo caso a Palermo

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È una turista bergamasca già isolata. I contagiati sono 230

Il premier: pronti a interventi sui poteri dei governatori. Dopo il tonfo di Milano che ha perso quasi 6%, anche Wall Street e Tokyo in profondo rosso. 

 

È risultata positiva al test la turista di Bergamo da ieri in osservazione all’ospedale Cervello di Palermo. Era giunta nel capoluogo siciliano insieme ad alcune amici e aveva accusato sintomi influenzali. Alloggiava in un hotel in città. La donna e il gruppo che viaggiava con lei sono stati isolati.

Nella serata di lunedi è stata registrata la settima vititma: un 62enne di Castiglione d’Adda. In Lombardia i morti sono 6, tutti anziani o con gravi patologie. Nella Regione 173 casi, 33 in Veneto, 18 in Emilia, 3 in Piemonte. Medico italiano positivo al test a Tenerife.

La paura di una pandemia manda a picco i mercati ma volano i bond con gli investitori che scommettono sul taglio dei tassi. Affondano le Borse in Europa, con Milano che perde quasi il 6%, New York e Nikkei in profondo rosso, giù di oltre il 3%. L’oro vola ai massimi da 7 anni. Petrolio in calo del 5%. Economisti: l’Italia rischia un calo del Pil fino all’1%.

Il premier: pronti a interventi sui poteri dei governatori. Il capogruppo del Carroccio alla Camera Molinari: meglio che si riposi un po’. Levata di scudi anche da Fontana: ipotesi irricevibile e offensiva. Oggi riunione ministri-governatori.

Il mondo inizia ad alzare le frontiere. A Parigi niente scuola o università per chi torna dal Nord Italia, gli studenti dovranno osservare una periodo di isolamento di 14 giorni. Pullman da Milano fermato a Lione, ricoverati autista e passeggero. A Mauritius respinti 40 turisti, “un incubo”. Israele sconsiglia i viaggi. E la Paramount ferma le riprese di “Mission impossible 7” a Venezia.
L’Oms: il mondo si prepari a una potenziale pandemiaTrump chiede fondi d’emergenza al congresso. Oltre 2000 contagi in 28 Paesi oltre alla Cina, l’epidemia arriva in Afghanistan, Iraq, Bahrein e Kuwait. Il presidente americano: servono 2,5 miliardi di dollari in più, di cui uno per sviluppare vaccino. Quarto decesso sulla Diamond Princess.

Circolazione ferroviaria in tilt con attese fino a 140 minuti per tutta la giornata. Previste riduzioni di treni anche oggi. Domenica a porte chiuse Juve-Inter e le altre partite al Nord

Positiva al tampone turista di Bergamo a Palermo

È risultata positiva al test la turista di Bergamo da ieri in osservazione all’ospedale Cervello di Palermo. Era giunta nel capoluogo siciliano insieme ad alcune amici e aveva accusato sintomi influenzali. Alloggiava in un hotel in città.

“Abbiamo un sospetto caso positivo che è risultato tale dall’esame del tampone faringeo. Si tratta di una donna di origine bergamasca, presente in Sicilia assieme ad una comitiva turistica, arrivata a Palermo prima dell’inizio della emergenza in Lombardia”, conferma il presidente della Regione, Nello Musumeci, in stretto contatto dalla notte col sindaco Leoluca Orlando e con il prefetto Antonella De Miro

 

Ristoratore italiano a Mauritus: “Mi guardano male”

“Io vivo a Mauritius da dieci anni e manco dall’Italia da due anni. Eppure il mio ristorante di cucina italiana nel sud di Mauritius sta perdendo tantissimi clienti negli ultimi giorni. Molti clienti mi fanno battute brutte perché sono italiano, mi chiedono se mi sono lavato le mani o cose del genere. Il razzismo c’è in Italia contro i cinesi, ma c’è anche qui contro gli italiani”.

Fa riflettere lo sfogo di Giuseppe, ristoratore italiano che da dieci anni vive a Mauritius e che questa notte ha chiamato i Lunatici di Rai Radio2, in diretta ogni notte dal lunedi’ al venerdi’ dalla mezzanotte e trenta alle sei del mattino. Giuseppe si è sfogato: “Che c’entro io con il Coronavirus? Sono due anni che non vengo in Italia”, ha ripetuto. “La clientela del mio ristorante in questi giorni è molto diminuita e quelli che vengono quasi mi guardano male”.

(Fonte:AGI)

Cinema

La stranezza è il film dell’anno

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Un film oltre i generi, di raffinata eleganza e di assoluto divertimento. Dai Giornalisti Cinematografici Italiani i Nastri d’Argento per il regista Roberto Andò, per gli sceneggiatori Massimo Gaudioso e Ugo Chiti, per i produttori Angelo Barbagallo (Bibi Film) e Attilio De Razza (Tramp LTD), con Giampaolo Letta (Medusa) e con Paolo Del Brocco (Rai Cinema) e per un trio di interpreti eccezionali com Salvo Ficarra, Valentino Picone e Toni Servillo

Uno speciale apprezzamento ‘collettivo’ andrà anche alla squadra artistica e tecnica di altissima qualità di un film che ha siglato un grande ritorno in sala del cinema italiano parlando di cultura e di grande teatro in un racconto originale e colto che ha aperto alla commedia la strada di una creatività inedita

La notizia dà ufficialmente il via ai Nastri d’Argento 2023 che annunciano martedì prossimo 31 Gennaio le prime scelte per i Documentari e, dopo i premi ai cortometraggi, si concluderanno a Giugno con la consegna dei Nastri d’Argento per il Cinema anticipati dalla terza edizione dedicata alle Grandi Serie.

Roma, 27 Gennaio –   a e di novità oltre il verdetto che annualmente premia i migliori film usciti in sala attraverso il voto di oltre cento giornalisti che selezionano i film, i protagonisti e più grandi talenti artistici e tecnici.

È un Premio di eccellenza che va oltre le candidature e segnala quest’anno il film che ha segnato una vera e propria svolta non solo nel rapporto col pubblico ma anche con la sua inedita creatività, premiando il regista Roberto Andò anche sceneggiatore con Massimo Gaudioso e Ugo Chiti, i produttori Angelo Barbagallo (Bibi Film) e Attilio De Razza (Tramp LTD) con Giampaolo Letta (Medusa) e Paolo Del Brocco (Rai Cinema). Con loro, naturalmente, Nastri d’Argento per i tre eccezionali interpreti molto amati dal pubblico come Salvo Ficarra, Valentino Picone e Toni Servillo, un trio sorprendente che ha davvero conquistato l’affetto e gli applausi delle platee cinematografiche oltre ogni previsione.  

La consegna dei Nastri d’Argento è prevista, come ogni anno, alla fine di Giugno quando sarà premiata con un riconoscimento speciale anche la creatività della squadra di talento che ha lavorato, nel segno della qualità, per un grande risultato collettivo.

Come si legge nella  motivazione  del Direttivo Nazionale dei Nastri d’ArgentoLa stranezza è un film che, giocando con intelligenza sui tasti dell’intrattenimento popolare e della cultura più alta, ha saputo aprire una nuova strada anche alla commedia, da sempre regina del box office, ma finalmente capace di conquistare il pubblico con la rilettura cinematografica di un metateatro squisitamente pirandelliano in cui irrompe con eleganza la spontaneità di una comicità irresistibile”.

E aggiunge a nome del Direttivo la Presidente, Laura Delli Colli  “Un premio che sottolinea anche la brillante capacità del cinema italiano che ha lavorato in sinergia superando ogni concorrenza nella formula produttiva nell’unione di Bibi Film e Tramp LTD con Medusa Film e Rai Cinema, in collaborazione con Prime Video. Un progetto forte che ha finalmente richiamato il grande pubblico in sala segnando una svolta, non solo nella commedia, con un’idea colta e straordinariamente originale”.

I NASTRI d’ARGENTO

Premio di interesse culturale nazionale alla 77.ma edizione,

sono una produzione del SNGCI Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani

realizzata con il sostegno del MiC  Ministero della Cultura – Direzione Generale per il Cinema

e con il supporto di partner istituzionali e sponsor privati 

Ufficio Stampa

Giulia Martinez – Antonio Naselli

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Cinema

Tra le onde, il film di Marco Amenta

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Tra le onde, un film introspettivo, riflessione moderna di tragedie umane

Definirlo un road movie il film: “Tra le onde”, l’ultimo lavoro del regista palermitano Marco Amenta, è riduttivo; è un viaggio un pò onirico e un pò surreale;  è stato molto apprezzato dal pubblico della 44^ edizione del festival internazionale di narrativa e cinema Efebo D’oro.

Il regista era stato annunciato in sala, ma sta girando in Sardegna “Anna”, una storia che parla di una donna forte che lotta per la sua terra. Il progetto ha vinto i bandi Eurimages e Media Single project. Incontriamo Marco Amenta su skype e ci facciamo raccontare il suo 2° lungometraggio di finzione; è uno dei quei film che purtroppo, a causa della pandemia, non sono potuti andare in sala ma che è stato in concorso al Bif&st – Bari International FF e al RIFF.

I protagonisti Vincenzo Amato, lo abbiamo apprezzato in passato in Respiro e Nuovomondo di Crialese e Sveva Alviti la rivelazione di Dalidà, il biopic di Lisa Azuelos del 2016 , che l’ha resa famosa.

Sono loro ad attraversare terra e mare, con due isole in mezzo, e compiere un complesso lavoro introspettivo alla ricerca di se stessi. Al festival di Bari i critici hanno ingabbiato il film nel genere “noir – melò”, ma Amenta ama definirlo una favola nera. Il buio è una costante del viaggio che si snoda sempre di notte, con i due personaggi, a volte misteriosi a volte nostalgici di un passato che non potrà mai più tornare.  Amato è Salvo, un ex pescatore che un giorno trova in mare il corpo di un migrante annegato; decide così di comunicare la notizia alla moglie, iniziando un viaggio con Lea (Sveva Alviti), suo grande amore del passato.  La cifra stilistica del film la racconta Marco Amenta nella sua sinossi:

Tra le onde è un racconto enigmatico che si muove, tra atmosfere sospese, su diverse linee temporali. Un viaggio che porterà i due protagonisti a dover affrontare, una volta per tutte, i fantasmi del loro passato. Un film profondamente umano, dove tutto sembra rinviare a qualcosa di non detto e di allucinatorio. Così nel corso della storia siamo portati a chiederci cosa sia reale e cosa sia un inganno dell’inconscio, alternando thriller e love story in una notte che sembra non avere fine”. Gli esordi da freelance come fotoreporter, poi i documentari, strada maestra per giungere ai film di finzione, con al centro sempre storie vere.

Tra le onde ha permesso ad Amenta di raccontare attraverso il cinema, il mondo interiore delle persone. “Quello che Salvo compie è un gesto di pietas, di umanità. In fondo è ciò che vuole fare Antigone nella tragedia greca: seppellire il fratello. Tutti noi abbiamo un dovere morale: dare sepoltura a questi uomini e donne che muoiono nel Mediterraneo e che quasi sempre non possono essere pianti dai loro cari o addirittura non vengono mai ritrovati perché dispersi in mare”.

Il regista ha voluto così raccontare due storie d’amore parallele, quello dei protagonisti e quello del migrante che muore fra le braccia del pescatore a cui consegna un biglietto da portare alla moglie. Amenta ci tiene a precisa che non è un film di denuncia o dalla forte impronta sociale. La fotografia nel film è da capolavoro; lo conferma lo stesso regista che ha voluto costruire ambientazioni e atmosfere surreali che solo il grande schermo può restituire alla visione. Grande sostenitore dei film in sala e non in tv, Amenta ha puntato molto anche alla colonna sonora. Il cinema è immagine e suono.

 

 

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Cultura

Follia e arte al Bramante di Roma

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Esposizione artistica innovativa :follia e arte si fondono nell’antico chiostro del Bramante a Roma

In questo momento storico in cui non si  arresta il conflitto nel cuore dell’Europa tra Ucraina e Russia e molte crepe si avvertono in tutto il globo,  è il caso di ripensare     alla  nostra umanità, costituita  anche da arte e  persino  follia.

L’arte può raccontarci la follia e la follia diventa arte.

E ciò e’ quanto si avverte entrando nel Chiostro del Bramante a Roma seguendo e  ammirando  l’itinerario della mostra Crazy, La follia nell’arte contemporanea. 

 Opere concepite per essere attraversate, anzi ‘abitate’, come ha dichiarato il curatore Danilo Eccher, il quale ha spiegato che  il concetto di “pazzia”  nasce nel momento in cui ci si confronta con le follie degli altri e si esprimono anche le proprie follie. “La sfida è invitare il pubblico a diventare parte dell’opera e vivere la follia dell’artista”. Ora, con Crazy, la mostra ha davvero plasmato  i luoghi del Chiostro, divenendone parte integrante.

Il percorso espositivo parte dalle ricostruzioni di due opere di artisti visionari del Novecento: Ambiente Spaziale del 1968 di Lucio Fontana, e Topoestesia del 1965-1970 di Gianni Colombo.

Nel primo artista si coglie  l’idea di uno spazio minimale, segnato da un apparente vuoto sensoriale e percettivo; mentre nel secondo si manifesta uno spazio dinamico all’interno di un gioco ottico-percettivo.

Spiccano, nel labirinto sensoriale della mostra, diversi lavori quali l’installazione del duo Fallen Fruit, già presentata in Italia durante l’edizione del 2018 della biennale Manifesta, organizzata a Palermo,e la visione del crollo di un soffitto di Thomas Hirschhorn, le luminarie sul pavimento di Massimo Bartolini,  i giardini sospesi e gli spiragli cosmici di Petah Coyn.

Questo modo di raccontare la follia attraverso l’arte contemporanea ci consente di riflettere sulla mancanza di equilibrio, sulla confusione cosmica, in cui  i visitatori divengono protagonisti travolti da un’ordinaria  follia.    Il percorso esperienziale di Crazy sembra  ricordare l’’esistenza aleatoria, il crollo di ogni certezza e una sorta di disorientamento percettivo,come prodotto di vertigini. Infatti  sia l’arte sia la follia creano delle vertigini che ci inducono a  guardare all’ interno di  noi stessi per conoscerci meglio e conoscere gli altri.

Laura Bisso

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In Tendenza