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Cultura

Il 25 aprile a Linguaglossa  

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Tre Donne catanesi nell’albo dell’Ordine al Merito della Repubblica

La ricorrenza del 25 aprile, ricordando l’80° anniversario della Liberazione ,  è stata celebrata con solennità nel comune di Linguaglossa.

Dopo la deposizione della corona al Monumento ai Caduti in piazza Municipio, la cerimonia si è svolta nella centrale piazza dei Vespri Siciliani,  con la partecipazione delle Autorità civili, militari e religiose della provincia e i rappresentanti dell’ANPI.

ll Prefetto di Catania, Maria Carmela Librizzi, nel corso del suo mandato ha voluto celebrare le solennità nazionali nei comuni della Provincia  e nell’occasione ha consegnato una medaglia al caporale maggiore dell’esercito italiano Carmelo Morales, riconosciuto come vittima del terrorismo e nove onorificenze agli Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica,

I ragazzi sindaci di Linguaglossa e San Pietro Clarenza, Diego Pennisi e Sara Palmieri hanno letto il messaggio  inviato dal Ministro Guido Crosetto  per la celebrazione del 25 Aprile, che quest’anno si è svolta in maniera sobria e con la bandiera a mezz’asta, per la morte di Papa Francesco.

  Il Sindaco Luca Stagnitta ha dato il saluto alle Autorità, ricordando anche un eroe della resistenza del comune di Linguaglossa  e dopo l’intervento sul significato del 25 aprile, il Prefetto ha consegnato le onorificenze.

Con il titolo di Commendatore della Repubblica sono state nominate la direttrice delle Biblioteche Riunite “Civica e A. Ursino Recupero” di Catania, Angela Rita Carbonaro, e il Procuratore aggiunto presso il tribunale di Catania Marisa Scavo.

Il titolo di “Cavaliere della Repubblica” è stato consegnato alla preside Agata Pappalardo, già dirigente dell’Istituto “Malerba” di Picanello e responsabile dell’Ufficio per la dispersione scolastica della diocesi di Catania in collaborazione con la Prefettura per i piani di riscatto sociale delle periferie.

Hanno ricevuto il diploma di “Cavaliere della Repubblica”: il Direttore della Banca d’Italia, filiale di Catania, Gennaro Gigante; l’Imprenditore Salvatore Trovato; Andrea Finocchiaro, Docen  te di enogastronomia presso istituti di formazione regionali e statali;  i Militari: Fabio Di Giovan Paolo – Primo luogotenente, dell’Aeronautica militare; Achille Cilli Rusci – Luogotenente con cariche speciali   e il Brigadiere capo della Guardia di Finanza Giovanni Vincenzo Scalia.

Hanno consegnato i diplomi i ragazzi sindaci di Linguaglossa, San Pietro Clarenza, Nicolosi, Mascalucia, S. Agata Li Battiati, Mascali, Calatabiano, Piedimonte e Catania (Cavour) insieme ai Consiglieri del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Linguaglossa.

Giuseppe Adernò

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Arte

“Il Segno dei 3” Buttitta, Guttuso, Maggio

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«Per essere poeta bisogna amare tutto della vita»: è una delle frasi più intense e significative di Ignazio Buttitta, poeta siciliano.

Un pensiero che sembra attraversare idealmente Il segno dei tre, mostra che non è solo un’esposizione, ma un racconto di relazioni, influenze e affetti, in cui pittura, poesia e scultura si intrecciano sotto un’unica identità: la Sicilia.

La mostra a Palazzo Riso di Palermo

Al centro della mostra non ci sono soltanto tre grandi personalità del Novecento, ma soprattutto il filo invisibile che le unisce: un sistema di influenze reciproche e di sodalizi intellettuali e affettivi che affondano le radici a Bagheria, luogo simbolico e generativo. Una città capace di dare i natali e un’identità profonda a figure come Ignazio Buttitta, Renato Guttuso e Nino Maggio e, più in generale, a quella costellazione culturale che comprende anche Giuseppe Tornatore e Ferdinando Scianna. Un microcosmo creativo in cui le arti non si separano, ma si contaminano e dialogano costantemente.

A partire da Renato Guttuso che, fin dagli anni giovanili, manifesta una naturale tensione verso linguaggi diversi, i quaderni liceali, esposti per la prima volta, delineano un segno ancora incerto, ma già attraversato da un’urgenza narrativa e civile destinata a caratterizzare tutta la sua opera.

Allo stesso modo, le poesie di Ignazio Buttitta presentate in mostra, con cancellature, varianti e annotazioni, rivelano un processo creativo che dialoga con il gesto visivo: la parola come materia da incidere e modellare, non distante dalla pratica della pittura o della scultura. È in questo spazio di confine tra linguaggio verbale e linguaggio visivo che il progetto curatoriale trova una delle sue chiavi di lettura più efficaci, facendo emergere il “dettaglio” come indizio, secondo il paradigma investigativo di Umberto Eco e Thomas Sebeok da cui la mostra prende il titolo.

In questo intreccio si inserisce lo scultore Nino Maggio, con le sue opere sospese tra memoria contadina e sperimentazione contemporanea, tra legno e automatismi, una perfetta sintesi che esalta la genuinità dei tre artisti.

 Il segno dei tre restituisce così l’immagine di un Novecento siciliano vissuto come trama di relazioni profonde: una grande famiglia di maestri che si sono osservati, influenzati e sostenuti a vicenda, condividendo una stessa responsabilità nei confronti della realtà e della storia. A Palazzo Belmonte Riso, questo dialogo torna a farsi visibile come atto collettivo, in una terra che si fa poetica perché capace, ancora, di amare tutto della vita.

Il progetto espositivo curato da Nara Bernardi, Evelina De Castro e Salvatore D’Onofrio, è aperto al pubblico fino al 4 Gennaio 2025 al Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Belmonte Riso di Palermo.

Arianna Scinardo

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Cultura

La scuola diffonde musica e armonia

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L’’Orchestra da Camera degli Allievi e docenti del Liceo Musicale Statale “G. Turrisi Colonna” di Catania, diretta dalla bacchetta decisa e sicura del Maestro Fabio Raciti, docente di Violino e Musica da Camera, in occasione del Santo Natale,  ha diffuso armonia e messaggi di serenità, di pace e  di benessere nelle sedi istituzionali e negli ospedali della Città.

Un organico strumentale di venti elementi tra archi, legni, ottoni e percussioni, si è  esibito nel salone dei ricevimenti della Prefettura di Catania alla presenza delle massime Autorità Civili, Militari e Religiosi, della Città; il Prefetto Pietro Signoriello, ha molto apprezzato il nutrito repertorio tradizionale Natalizio.

Dono generoso degli studenti del Liceo Musicale “Turrisi Colonna”

La Dirigente del Liceo “Turrisi Colonna”, Emanuela Gutkowski, si è complimentata anche per l’ ottima esecuzione in occasione della quinta edizione del “Concerto del Finanziere” in servizio e in congedo e dei loro familiari, organizzato dal Generale di Brigata Marco Filipponi, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catania.

Sinfonie Natalizie di Anderson, Gruber, Berlin, Strauss e tanti altri hanno echeggiato nella splendida cornice della Chiesa Regina Apostolorum del Seminario Arcivescovile dei Cherici, creando un’atmosfera magica e tradizionale e poi ancora presso l’ Azienda ospedaliera Universitaria del Policlinico ” Gaspare Rodolico”, alla presenza di tanti ospiti del reparto di Ematologia, dei loro familiari, di medici e operatori sanitari diretti dal Professore Francesco Di Raimondo.

Gli ospiti di Casa Santella

Presenti anche gli ospiti di “Casa Santella” della Fondazione Fon.ca.ne.sa, insieme alla presidente Rosalba Massimino e presso l’ ARNAS Garibaldi di Nesima, dove non sono mancati gli auguri musicali nel pronto soccorso Pediatrico e nell’ Auditorium della Clinica di Endocrinologia dell’ Università di Catania.

Tra i presenti il Professore Giuseppe Ettore, Primario di Ginecologia e Direttore del Dipartimento Materno – Infantile ed il  Provveditore agli studi , Dirigente dell’ Ambito Territoriale di Catania.

Ai concerti hanno preso parte il conduttore Salvo La Rosa, i Soprani Giulia Presti e Lusinè Tishinian e Carmen Salamone, il baritono Salvo Todaro e i Tenori Davide Benigno e Federico Parisi.

Musicalmente insieme…note di Vita è stato un ambizioso progetto che ha coinvolto la Rete dei quindici licei musicali della Sicilia, grazie alla collaborazione tra Ufficio Scolastico Regionale, Assessorati alla Salute e Istruzione della Regione Siciliana, portando solidarietà nei reparti degli Ospedali Siciliani.

Giuseppe Adernò

 

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Cultura

Gran concerto nella chiesa di Cristo Re

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 L’evento, promosso dal “Gruppo Culturale Padre Gaetano Zito” e sostenuto dalla dottoressa Maria Carmela Librizzi, già Prefetto di Catania, ha saputo unire l’eccellenza musicale a un profondo momento di riflessione civica..

La serata si è aperta con l’intervento di Carmelo Rizzo, presidente del Gruppo Culturale, che ha rivolto un sentito appello ai presenti affinché siano “artigiani di giustizia e pace”, richiamando la missione del Gruppo che, nato nel 2023, si impegna nella promozione della cultura e della legalità in risposta all’invito di Papa Francesco ai giovani a “fare rumore”.

Il momento culturale è proseguito con la lettura del celebre discorso di Pericle agli Ateniesi, declamato dalla dottoressa Maria Carmela Librizzi. La scelta di questo testo storico, che esalta i valori della democrazia, della giustizia e della partecipazione civica, ha fornito un ponte ideale tra la grande tradizione classica e l’impegno contemporaneo.

L’Orchestra da Camera Catanese, diretta magistralmente dal Maestro Fabio Raciti, ha animato il concerto che nell’articolato programma ha percorso un viaggio ricco, elegante e coinvolgente attraverso alcune delle pagine più belle della musica classica e lirica. Sono stati eseguiti capolavori di maestri come Mozart, Verdi, Puccini, Bellini e Charpentier, con l’esibizione del baritono Salvo Todaro, dei soprani Angela Curiale e Carmen Salamone, e del tenore Davide Benign

Sotto la direzione del Maestro Fabio Raciti, il pubblico si è emozionato sulle note di arie indimenticabili come la Casta diva dalla Norma di Bellini, O mio Babbino caro da Gianni Schicchi di Puccini e il celeberrimo Nessun dorma da Turandot.,

Il parroco della Chiesa Cristo Re, Padre Roberto Rosario Catalano , ha evidenziato che il concerto non è stato solo un momento di cultura e bellezza, ma anche un prezioso dono di serenità e di pace per tutti i presenti, a dimostrazione che l’arte e la musica possano essere non solo veicolo di riflessione sociale e spirituale, ma anche un efficace strumento per avvicinare chi è lontano dalla fede.

Giuseppe Adernò

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