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Cultura

Milo e la contea di Mascali

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Dal Priorato all’autonomia Di Paolo Sessa

Con l’originale copertina che riproduce la foto dell’anziano e storico parroco di Milo, Mons. Concetto Fichera ed il primo sindaco di Milo, l’ing. Sebastiano Inserra, che rievoca l’immagine di “Don Camillo e Peppone” di Guareschi, il prof. Paolo Sessa, cultore e ricercatore della storia della cittadina etnea,  in preparazione al 70° anniversario, ha dato vita al sesto volume che racconta il passaggio “dal priorato all’autonomia” del comune di Milo, conseguita nel 1955.

Nelle preziose pagine, frutto di intense e approfondite ricerche, l’autore compie un viaggio nella storia del borgo montano di Milo, che nel XIV secolo faceva parte del Priorato  dell’Acqua di lu Milu” descrivendo l’evoluzione del territorio e della vita dei suoi abitanti, attorno alla Chiesa, al monastero e alla torre.

 Le origini bizantine  del comune di Milo e le antiche carte topografiche riportano le date dal 1340 al 1392 e la  torre che fece edificare  Giovanni d’Aragona,  rivivono tra le pagine del volume  ed il prof. Paolo Sessa, storico per amore , facendo  quasi , dopo vent’anni,  una riedizione del volume  del 2005 :“Milo, Viaggio nella storia di una comunità “ , accompagna il lettore in un cammino di osservazione e di risposte a tante silenziose domande sui luoghi e le trasformazioni del paese di Milo  nel corso degli anni.

Le testimonianze degli ultimi anziani di Milo e la scoperta di nuovi documenti ha fatto riscoprire la storia della teleferica di Don Puddu da nivi  e le numerose trazzere che collegavano Milo ai vicini centri montani.

La presenza nel territorio di Milo di Filippo Tommaso Marinetti nel 1925, e poi ancora degli scrittori: Federico De Roberto,  Angelo Musco,  Rosina Anselmi ,Ercole Patti, Vitaliano Brancati, Giuseppe Patanè;  del pittore Roberto Rimini; del fotografo  tedesco Wilhelm von Gloeden,  dell’antropologo Fosco Maraini, del compositore Giacomo Puccini, del tenore Beniamino Gigli,del musicista Giuseppe La rosa  e Rosario Torrisi,  di Natale Scalia, del barone Carmelo Nicolosi di Villagrande,  del prof. Salvatore Citelli, del prof. Maganuco che ha coniato il motto  dello stemma comunale “ In memore milensi salus”  di Natale Scalia,e poi ancora di tanti uomini politici,  senatori, onorevoli, vescovi, monsignori, arricchisce l’album storico del  borgo etneo, località turistica scelta da tanti catanesi  per il clima e il paesaggio.

L’eruzione del 1928, che minacciò Sant’Alfio, Milo, e cancellò la Contea di Mascali,   l’avvento della fillossera che rallentò l’economia, il lavoro dei vigneti e segnò l’avvio del fenomeno migratorio verso gli Stati Uniti, l’Argentina, il Brasile e l’Australia, sono raccontati nel volume con la ricchezza di nomi, aneddoti e documentazione fotografica.

Le giornate di luglio e agosto del 1943, la presenza dei soldati tedeschi e inglesi, i bombardamenti, la distruzione della chiesa sono descritti con dovizia di particolari, come pure la presenza dei banditi Salvatore Giuliano e Alfio Barbera nei boschi di Milo e Fornazzo e poi ancora l’eruzione del 25 novembre

1950 che durò 372 giorni, fino al 2 dicembre 1951, accompagnano il lettore che viene coinvolto negli eventi che hanno segnato l’evoluzione del suggestivo borgo etneo.

Il volume, edito da Algra editore, che riporta una ricca bibliografia e un corredo di documentazioni fotografiche, pergamene e carte topografiche, è accompagnato da una nota dell’Autore, il quale consegna alle giovani generazioni il frutto delle accurate ricerche al fine di consolidare la “memoria del passato per affrontare, con minori incertezze e patemi d’animo il futuro”.

L’intera cittadinanza ha accolto con riconoscenza il lavoro del prof. Paolo Sessa, che è stato anche sindaco di Milo, in preparazione ai festeggiamenti del settantesimo delle prime elezioni comunali del 1956, che hanno segnato l’avvio dell’autonomia del comune di Milo.

Giuseppe Adernò

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Cultura

“La figlia di Don Fofò”, il romanzo

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Ironia, arte e riscatto, mix vincente del nuovo romanzo scritto a 4 mani   

E’ un atto d’amore verso tutte le donne il delicatissimo romanzo di 402 pagine, pubblicato da Navarra Editore,  che vede insieme un poliedrico maestro di scuola elementare in pensione e una regista della sede Rai, cimentarsi nel difficile compito di divertire pur affrontando il tema del peso delle convenzioni sociali e della ricerca di una identità perduta. Attraverso equivoci e situazioni divertenti gli autori firmano un vero e proprio inno alla libertà. Amo sfogliare i libri e sentire l’odore della carta, ma qui è l’inconscio che lavora in una percezione che profuma di zagara, di spartiti e di futuro. Un’opera decisamente fuori dagli schemi del suo tempo, che merita di essere letta, ascoltata e guardata.

Giuseppe Maurizio Piscopo

Un’opera corale e multimediale

Ciò che rende questo testo, un’operazione editoriale fuori dagli schemi, è la sua natura polifonica. Il romanzo non si limita a raccontare la musica, ma la contiene: il volume si avvale delle composizioni originali per mandolino del Maestro Piscopo e della prestigiosa prefazione del virtuoso Carlo Aonzo, oltre al contributo di musicisti di chiara fama che svelano i segreti di questo strumento troppo spesso stereotipato.

Ma l’esperienza sensoriale non si ferma alle note. L’universo visivo del libro è arricchito da ben 27 opere pittoriche realizzate dagli artisti internazionali del gruppo Calapanama, capaci di dare colore e forma alle suggestioni del testo.

Adelaide Costa

A impreziosire ulteriormente l’opera interviene lo sguardo intenso di Adelaide Costa, regista Rai, che cura con “precisione sartoriale” il racconto della moda: tra sfilate, scarpe d’alta moda e sogni parigini;  l’estetica del romanzo si fa così glamour e avanguardia, creando un contrasto affascinante con la polvere della provincia siciliana.

La storia

C’è un’immagine potente che resta impressa fin dalle prime pagine di questo singolare romanzo: una bambina che, tra le strade di un paese siciliano, si incanta ad ascoltare le melodie dei mandolini che risuonano dai saloni dei barbieri. Quella bambina è Catena, la figlia di Don Fofò, e quel suono non sarà solo un ricordo d’infanzia, ma il grimaldello con cui scardinerà un destino già scritto.

In un’epoca in cui il retaggio patriarcale vorrebbe per lei un futuro rassicurante e claustrofobico di moglie e madre, Catena sceglie la via della ribellione. E lo fa senza imbracciare armi, ma diventare un tutt’uno con il mandolino, trasformando la sua musica originale e anticonformista nel manifesto di una rivoluzione personale e collettiva.

Un viaggio (reale e dell’anima) oltre i confini di Zabara

L’opera si muove sul doppio binario del romanzo di formazione e del grand tour letterario. Tutto ha inizio a Zabara, un paese immaginario che racchiude in sé vizi e virtù della provincia profonda, ma l’orizzonte di Catena (e del lettore) si allarga rapidamente. Il viaggio di Don Fofò e della sua eccezionale figlia tocca le bellezze autentiche della Sicilia – da Sant’Angelo Muxaro a Palermo, passando per Aragona, Montedoro, Raffadali e il minuscolo borgo di Roccafiorita – per poi proiettarsi verso mete internazionali come Ginevra e Parigi.

Non si tratta, però, di un semplice itinerario turistico: ogni tappa è un “luogo dell’anima”, un pretesto per esplorare le particolarità di una terra ricca di contrasti, dove il dialetto vivo – tra battute in cantunera e storie di smanciamento – si intreccia alla modernità. Ogni capitolo, introdotto sapientemente da un proverbio siciliano, funge da bussola etica e culturale per una narrazione che fa riflettere profondamente.

 

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Cultura

Il folk studio e Vittorio Giampietro

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Puntata del 13/06/2026 andata in onda Rai Uno alle 17:55
Musica mia,  programma dedicato alla musica popolare; puntata dedicata al Folk Studio. Conducono Lorella Boccia e Marco Conidi. Con la partecipazione del musicista e compositore Vittorio Giampietro. Musica folk

Screenshot

 

 

 

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Cultura

80° anniversario dello Statuto siciliano

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Lo ricordano i Ragazzi Sindaci

E’ passata sotto silenzio la ricorrenza del 15 maggio 1946 che ricorda l’ottantesimo anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455,  firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946. Lo Statuto della Regionale Siciliana compie ottant’anni, una data da ricordare che un tempo era festa regionale.

I ragazzi sindaci di Catania hanno celebrato l’anniversario dell’approvazione del Regio Decreto Legislativo n.455, firmato dal Re Umberto II il 15 maggio 1946, che contiene lo Statuto della Regione Siciliana. in occasione della cerimonia di insediamento dei Consigli Comunali dei Ragazzi dell’Istituto “John Dewey” e dell’Istituto “Pestalozzi” presso l’aula consiliare della Città Metropolitana, al Palazzo Minoriti.

 Alla solenne cerimonia di giuramento è intervenuto il Presidente dell’Assemblea Regionale, Gaetano Galvagno, l’Avvocato Capo della Città Metropolitana, Elisa Caruso, il viceprefetto Laura Pergolizzi, i dirigenti scolastici, i docenti referenti per l’Educazione civica, e i genitori degli studenti eletti: sindaco, assessori, consiglieri.

La cerimonia, coordinata dal preside Giuseppe Adernò,  ha avuto inizio con l’inno d’Italia è stato introdotto  con solennità il testo della Costituzione e la bandiera d’Italia che, dopo la recita della formula del giuramento il sindaco eletto ha baciato come segno di condivisione dei valori e dei simboli della Repubblica.

Con grande emozione il sindaco uscente Matilde Capizzi ha relazionato l’attività svolta nel corso del suo mandato ed ha deposto la fascia tricolore indossata dal neosindaco eletto, Flavia Truglio.

Con vivace creatività il sindaco dei ragazzi ha presentato alcune proposte per una scuola sempre più bella e accogliente che consenta di star bene a scuola.

Il sindaco dei ragazzi dell’Istituto Pestalozzi, Mario Palermo, ha fatto riferimento al recente incendio della biblioteca della scuola, che ha fatto scattare un “incendio” di solidarietà e di amicizia da parte delle altre istituzioni scolastiche, nel dono dei libri e della cooperazione per il miglior bene di tutti gli studenti.

Oltre agli assessorati della cultura, dello sport, dell’economia, dell’ambiente inteso come “custodia del creato”, sono stati attivati gli assessorati alla solidarietà, all’amicizia, all’armonia, valori che aiutano a formare una coscienza civica ed una cittadinanza attiva e responsabile.

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In Tendenza