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Cinema

Rendez-Vous, la 16^ edizione

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Dal 7 al 15 aprile 2026 torna in Italia Rendez-Vous, un’iniziativa dell’Ambasciata di Francia in Italia/Institut français Italia, co-organizzata con Unifrance, dedicata alla nuova cinematografia d’oltralpe attraverso grandi autori, nuovi sguardi e interpreti di prestigio.

Giunta alla sua 16a edizione, la rassegna aprirà il 7 aprile a Roma, con proiezioni al Cinema Nuovo Sacher e al Centre Saint-Louis. Come gli anni scorsi saranno presentate sezioni speciali e ospiti in diverse città italiane, nelle sale partner del festival: Cinema Classico a Torino, Anteo Palazzo del Cinema a Milano, Cinema Modernissimo a Bologna, Spazio Alfieri a Firenze, CasaCinema a Napoli e Rouge et Noir a Palermo.

Quest’anno il manifesto ufficiale del festival è tratto dal film La femme plus riche du monde di Thierry Klifa, protagonista Isabelle Huppert.

La Huppert sarà l’ospite d’onore del festival e parteciperà all’apertura della 16a edizione di Rendez-Vous il 7 aprile al Cinema Nuovo Sacher di Roma. Sul grande schermo verrà proiettato il film di Klifa di cui è protagonista. In La femme plus riche du monde, presentato all’ultimo Festival di Cannes, l’attrice francese interpreta una potente ereditiera al centro di un ritratto affilato e ironico del potere e delle sue fragilità.

Oltre alla Huppert saranno presenti a Roma anche il regista Thierry Klifa e Marina Foïs, attrice franco-italiana tra le più amate del cinema francese. Il regista presenterà il film anche il 9 aprile al Modernissimo di Bologna. Il film uscirà nelle sale italiane il 16 aprile, distribuito da Europictures.

I titoli in cartellone a Rendez-Vous 2026 indagano la società attraverso tutti i generi del cinema: dal racconto autobiografico al thriller, dal dramma alla commedia, la capacità di emozionare non impedisce di svelare criticità e di porre domande.

Tra i film in rassegna c’è Dossier 137, un thriller morale ambientato nel cuore delle istituzioni francesi. E’ l’ultima creatura di Dominik Moll che, insieme alla protagonista Léa Drucker (premiata per questo film con il César come miglior attrice), incontrerà il pubblico il 9 aprile al Cinema Nuovo Sacher. Dossier 137 uscirà nelle sale italiane il 16 aprile distribuito da Teodora Film.

Tra gli ospiti dell’evento 2926 anche Elsa Zylberstein, protagonista di C’était mieux demain di Vinciane Millereau, che sarà proiettato a Roma, in chiusura del festival, sabato 11 aprile. Attrice tra le più eleganti e sensibili del cinema francese, vincitrice del César per Van Gogh di Maurice Pialat, Zylberstein interpreta qui una donna che si trova a reinventare la propria vita, in un racconto delicato alle seconde possibilità. Il film uscirà nelle sale italiane il 18 giugno, distribuito da Minerva.

Tra le novità di quest’anno, l’introduzione della Giuria Giovani, composta da studenti provenienti da cinque prestigiose università italiane, chiamati a confrontarsi sul cinema francese contemporaneo con un premio ad un’opera prima o seconda della selezione. 

Torna invece il tradizionale Prix Palatine, premio assegnato da una giuria di oltre 3000 giovanissimi liceali italiani, ad un film scelto e presentato in collaborazione con il festival. Il film selezionato quest’anno in collaborazione con Rendez-Vous è Partir un jour di Amélie Bonnin, che sarà proposto agli studenti attraverso proiezioni dedicate in tredici città italiane.

Confermata anche una sezione dedicata alle famiglie all’Institut français – Centre Saint-Louis. Tra le nuove collaborazioni del festival figura inoltre il partenariato con la Sapienza Università di Roma: alcuni studenti di cinema condurranno il Q&A dopo la proiezione di uno dei film del festival, moderando lo scambio tra regista e pubblico.

 

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Cinema

Cinema, il bilancio dei primi 6 mesi

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Il primo semestre del 2026 ha dimostrato che il cinema in sala è vivo, ma il pubblico non concede più fiducia preventiva: ogni film deve conquistarsela.

Il primo semestre del 2026 è stato, per il cinema, un periodo di crescita e consolidamento, caratterizzato da dinamismo e varietà. Da gennaio a oggi sono emersi segnali importanti sulla direzione che sta prendendo l’industria cinematografica, soprattutto in Europa. Dopo anni complessi si iniziano finalmente a registrare dati incoraggianti rispetto al recente passato, accompagnati da un progressivo ritorno del pubblico nelle sale. Il vero tema di questi primi sei mesi, però, è un altro: la crescente selettività degli spettatori.

Il pubblico

sembra aver cambiato atteggiamento, scegliendo con maggiore attenzione cosa vedere e premiando soprattutto quei film che possiedono una forte identità autoriale e un concept capace di incuriosire. Questo semestre è stato segnato da diversi titoli che hanno monopolizzato il dibattito per settimane e catalizzato l’interesse degli spettatori. Tra i film più popolari e discussi spicca sicuramente Project Hail Mary di Phil Lord e Christopher Miller, capace di rilanciare la fantascienza “high concept” e, allo stesso tempo, di mettere d’accordo critica e pubblico, diventando uno dei fenomeni cinematografici della primavera. Il film ha riportato al centro una fantascienza costruita sul racconto e sui personaggi, dimostrando che gli effetti speciali, da soli, non bastano.

Michael

Tra i titoli che hanno attirato maggiormente l’attenzione c’è anche Michael, il biopic dedicato a Michael Jackson e diretto da Antoine Fuqua. Attesissimo già prima dell’uscita, il film ha continuato a far parlare di sé grazie agli straordinari risultati ottenuti al botteghino, affermandosi come uno dei grandi eventi cinematografici dell’anno e andando ben oltre il pubblico dei fan dell’artista.

Obsession

Infine, merita una menzione Obsession, probabilmente la sorpresa più significativa dell’intero semestre. Diretto dal giovanissimo Curry Barker, questo horror originale, realizzato con un budget estremamente contenuto, è riuscito in poco tempo a trasformarsi in un fenomeno mondiale. Il suo successo dimostra come il pubblico continui a premiare le idee originali quando vengono sviluppate con convinzione.

La grazia

Sul fronte italiano spicca senza dubbio La grazia di Paolo Sorrentino, vero film-evento del semestre. Il regista ha nuovamente catalizzato l’attenzione della critica, alimentando un acceso confronto sul suo stile e sul significato dell’opera. Il film si è imposto come uno dei principali riferimenti del cinema italiano di questi primi sei mesi.

Cena di classe

Tra i titoli italiani che hanno trovato forza soprattutto grazie al passaparola va ricordato anche Cena di classe, diretto da Francesco Mandelli. I temi affrontati e il modo in cui racconta una generazione hanno contribuito a mantenerlo al centro del dibattito per diverse settimane. Infine, Le cose non dette di Gabriele Muccino ha attirato fin da subito l’attenzione per il suo sguardo sulle dinamiche familiari ed emotive, suscitando reazioni contrastanti tra critica e pubblico.

Nel complesso, da questo primo semestre emergono due tendenze piuttosto evidenti. La prima riguarda la rinnovata attenzione verso film capaci di distinguersi per identità e originalità, indipendentemente dal genere. Che si tratti di opere d’autore, horror, drammi o fantascienza, i titoli che hanno lasciato il segno sono quelli che hanno saputo offrire qualcosa di riconoscibile e personale. La seconda riguarda il ruolo dei festival, che continuano a orientare il dibattito culturale, mentre è il pubblico a decretare il vero successo commerciale di un film. Critica e botteghino sembrano dialogare più di quanto accadesse negli ultimi anni, pur continuando a seguire logiche non sempre coincidenti.

Cosa aspettarsi?

Cosa aspettarsi dal prossimo semestre? Molto dipenderà dalla capacità dell’industria di dare continuità ai segnali positivi emersi in questi primi sei mesi. La sfida non riguarda soltanto gli incassi, ma anche la capacità del cinema di continuare a sorprendere il pubblico. Se il primo semestre ha insegnato qualcosa, è che oggi gli spettatori premiano sempre di più la qualità percepita, l’originalità e il valore dell’esperienza in sala. Chi saprà intercettare queste aspettative avrà maggiori possibilità di trasformare un’uscita in un vero evento, indipendentemente dal budget o dalla forza del marchio. Ed è probabilmente questa la chiave di lettura più interessante, anche in vista della seconda metà del 2026.

Andrea Arnone

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Cinema

“Avemmaria”

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“Avemmaria” è il film d’esordio alla regia dell’attore napoletano Fortunato Cerlino. Uscito nei cinema italiani il 25 giugno, è tratto dal suo romanzo autobiografico Se vuoi vivere felice. Il film racconta con sguardo intimo e poetico la Napoli degli anni ’80 vista attraverso gli occhi di un bambino.

La storia

Felice vive in due stanze buie col padre Raffaele, che ha appena perso il lavoro, sua madre Antonietta, con pochi anni, troppi figli e un lutto da elaborare, nonna Filomena, una donna perennemente vestita di nero e soffocata dal rancore, tre fratelli e un quinto in arrivo. A Pianura, come in tutte le province del mondo, soprattutto quando sei povero, essere bambini o sognatori è uno stigma. Da quelle parti, “Chi è nato tondo nun pò murí quadrato”. Con queste premesse un ragazzino dell’età di Felice ha due destini possibili: essere sopraffatto dalle logiche della miseria e la violenza o avere fede nei suoi sogni

. Come afferma lo stesso regista: «Esiste un’uscita dall’inferno, ma quella porta la si può vedere solo ad occhi chiusi». Realistico e poetico, lontano da Gomorra, il film ci dice che il passato può essere illuminato e che il destino non è mai già scritto.

Nel 2018 scrive “Se vuoi vivere felice”, il suo primo romanzo edito da Einaudi

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Cinema

Il regista Edoardo De Angelis si racconta

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Ha tenuto una masterclass al Baaria film festival era uno degli ospiti più attesi, il regista Edoardo de Angelis, nel decennale della sua uscita, ha presentato a Villa Cattolica il suo film Indivisibili. Gli organizzatori del BAAFF hanno celebrato così, insieme al regista, uno dei film più significativi e premiati del cinema italiano contemporaneo, un’opera che conserva intatta la sua forza narrativa e la sua capacità di interrogare il pubblico sui temi dell’identità, dell’appartenenza e della libertà. Nell’intervista si parla anche del film Comandante con Pierfrancesco Favino che ha aperto in prima mondiale il festival di Venezia 2023

 

 

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