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Studente torna a Marsala, esce durante quarantena: postitivo

Enrico Alagna
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Trapani, la prima provincia Covid-free d’Italia, ripiomba nella paura. Fino a qualche giorno fa era la provincia a contagio zero; adesso apprendiamo che un giovane studente, tornato dal nord Italia e posto in regime di quarantena, non ha atteso l’esito del tampone che è poi risultato positivo.

Se ne è andato in giro: non ha resistito all’idea di incontrare la sua ragazza, ha visto amici, è entrato in diversi negozi: ha il coronavirus. Accade a Marsala.

Il giovane, che risiede in contrada Tabaccaro, è adesso indagato dalla Procura di Marsala, dopo che l’Azienda Sanitaria Provinciale lo ha denunciato. Quando si è accorto di essere positivo, è stato lui ad avvertire le persone con cui era entrato in contatto, generando del panico tra amici e conoscenti. Sarà stato troppo tardi? Lo scopriremo. Adesso si stanno cercando tutte le persone con cui è stato in contatto, per porle in regime di quarantena.

Mentre lui girava in città, faceva lo splendido con la sua ragazza, negli ospedali italiani ci si batteva contro questo nemico invisibile, si moriva nelle corsie. Genitori, mogli, mariti, figli che non hanno potuto dare un ultimo saluto ai propri cari. E lui, invece, ha messo in serio pericolo un’intera comunità, fottendosene dei rischi. Ecco in breve rappresentata l’ignoranza e la prepotenza dell’essere umano.

Il dramma della Fase 2 è che l’italiano medio disattende le regole, perché pensa che il pericolo sia passato. Non ha ancora capito che fase 2 è sinonimo di “fase della prudenza”. Il virus c’è ancora, forse si è affievolito, ma non è scomparso. È meno aggressivo, ma non meno insidioso. Il problema è che in questa brutta storia non esistono mezze misure. O c’è la strafottenza totale, oppure c’è il panico assoluto. O ci sono virologi che preconizzano scenari raccapriccianti, o ci sono esperti che minimizzano i danni. Coloro che avrebbero dovuto contribuire a diradare le nebbie, hanno alimentato lo tsunami di confusione che si è tradotto in un liberi tutti. Anche prima di conoscere l’esito del proprio tampone.

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