Teatro
Al Massimo la commedia brillante “Non mi hai più detto ti amo”
Una coppia inossidabile sulla scena quella di Lorella Cuccarini e Giampiero Ingrassia, in questi giorni al Teatro Al Massimo di Palermo, diretto da Aldo Morgante. Tutto esaurito, con una campagna abbonamenti che inizia già un anno prima per un cartellone che si rinnova e si arricchisce in termini qualitativi. “Non mi hai più detto ti amo” è il titolo di questa commedia brillante che ruota attorno alla famiglia in continua evoluzione e crisi, con le sue inevitabili trasformazioni. Gli spettatori spesso si emozionano e alternano ilarità e riflessione seguendo un testo scritto da Gabriele Pignotta, legato bene, in un repentino cambio di scene davvero efficace.” In “Non mi hai più detto ti amo” c’è Giulio (Giampiero Ingrassia) medico ossessionato da un paziente psicotico, un divertente Fabrizio Corucci, apprezzato con Ingrassia nel Frankenstein Junior della Compagnia della Rancia; Serena (Lorella Cuccarini) e i due figli ventenni, Tiziana e Matteo, alias Raffaella Camarda e Francesco Maria Conti. In questa famiglia tutto si trasforma a causa di un cambiamento importante che riguarda la salute della madre da qui la scelta di prendersi un periodo di distacco. Inevitabile la crisi dei due figli che vanno incontro ad una crisi profonda, esattamente come i loro genitori; ma quando tutto sembra portare verso l’inevitabile separazione ci sarà uno scatto interiore in ognuno di loro tale da ricomporre il nucleo familiare originario. Giampiero Ingrassia, figlio del grance Ciccio, indimenticabile partner artistico di Franco Franchi, prima di ricevere la “Tessera Preziosa” del mosaico Palermo, dalle mani del sindaco Leoluca Orlando nel foyer del Teatro Al Massimo, su iniziativa del cultore della coppia Franchi e Ingrassia, Giuseppe Li Causi, ha voluto evidenziare il personaggio di Giulio; entra in crisi perché come tanto uomini distratti non apprezza il lavoro della moglie a casa per la qualità e il benessere familiare. Tutto viene dato per scontato. “Dobbiamo imparare a prenderci più cura delle mogli, e riscoprirle” ha dichiarato l’attore che si sente nell’essenza palermitano e siciliano. Le musiche davvero belle sono di Giovanni Caccamo, le scene di Alessandro Chiti, i costumi di Silvia Frattolillo e il disegno luci di Umile Vainieri. In scena fino a domenica.




Nel foyer del teatro Al Massimo di Palermo per la consegna della Tessera preziosa del mosaico di Palermo. da sinistra Giuseppe Li Causi, Giampiero Ingrassia, Leoluca Orlando

Ivan Scinardo, Giuseppe Li Causi, Giampiero Ingrassia
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“L’Archimede moderno” di Mario Incudine
E’ un viaggio nelle sonorità più intime, con brani originali stupendi, scritti ed eseguiti dal vivo dal performante artista Mario Incudine, con il suo fido e immancabile musicista, il maestro Antonio Vasta. Restituiscono al pubblico del Teatro Biondo, in trasferta esterna, per la calura estiva, nello splendido scenario del chiostro S. Anna della Galleria d’arte moderna di Palermo, l’ultima produzione dal titolo: “Archimede, La solitudine di un genio”. I testi di Costanza DiQuattro, la regia di Alessio Pizzech, per uno spettacolo prodotto da: Centro Teatrale Bresciano, dal Teatro Stabile di Trieste, Teatro della Città, A.S.C. Production, in collaborazione con Teatro Donnafugata.
Un’ora di monologo, quello di Incudine, che incanta il pubblico, grazie alla straordinaria energia che emana dal palco, con una dizione perfetta, e una performance recitativa degna di un primo allievo di Strehler, segno evidente di una maturazione artistica, avvenuta negli ultimi anni, davvero importante. Le scene e i costumi di Andrea Stanisci impreziosiscono un contesto che catapulta lo spettatore in una sorta di “bottega dell’ingegno” dove spiccano le invenzioni di un uomo divenuto immortale.
Siamo nel 212 a.C., Siracusa è assediata dall’esercito romano. Nella notte, un giovane legionario, interpretato da Tommaso Garré, si introduce nella casa del matematico Archimede: è pronto a ucciderlo. Prima che il colpo venga inferto e il destino si compia, Archimede, con gli stracci addosso e la saggezza del genio incompreso, ripercorre la sua esistenza, muovendosi lento sulla scena, con un soliloquio che alterna fasi di gioia e dolore. Lo spettacolo diventa così momento di grande riflessione sulla solitudine di un “numero primo”, che ha dedicato l’intera sua vita alla scienza.
“La sua, ci racconta Incudine, è una lotta contro l’ignoranza di chi non comprende la grandezza delle sue scoperte, e lui stesso si trova a vivere una vita di grande solitudine, sospesa tra la genialità e la follia. Archimede non è solo un inventore, ma un simbolo della lotta tra il genio e la mediocrità, tra il desiderio di giustizia e l’ipocrisia del mondo”.
Gli fa eco il regista Alessio Pizzech nell’affermare che “il testo di Costanza DiQuattro è sorprendentemente attuale. In questo momento di odio e di guerra, di ricerca scientifica messa al servizio della distruzione di vite umane, le parole che Costanza affida ad Archimede risuonano come un monito, perché la bellezza, il pensiero che scaturisce dal sapere ed all’esperienza della conoscenza, siano i soli strumenti per dare forma ad un futuro possibile. In questo lavoro di teatro/ canzone sono felice di condurre Mario Incudine in quel bilico meraviglioso tra parola detta e parola cantata che dà forza a questo viaggio nell’interiorità più profonda di questo mito, di quel genio che è stato Archimede.Ne vogliamo così cogliere del protagonista tutte le suggestioni possibili, in un gioco di rimandi tra passato e presente, tra vita privata e la storia che ha attraversato l’esistenza del celebre matematico”.
La performance tocca momenti di lirismo puro, quando Incudine immerge i piedi in una tinozza d’acqua e scopre il principio che: “un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto pari al peso del volume di fluido spostato”. Una scoperta che lo portò al cospetto di re Gerone di Siracusa come colui che aveva scovato la truffa di un gioielliere sulla corona d’oro.
Si replica anche stasera, e ne vale assolutamente la pena
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Il Sindaco Pescatore
La storia di un eroe normale, Angelo Vassallo, il Sindaco Pescatore. Un uomo normale e straordinario in una regione malata e straordinaria come la Campania. Un uomo che ha sacrificato con la sua vita l’impegno di amministrare difendere e migliorare la sua terra e le sue persone. La sua opera di uomo semplice onesto e lungimirante attraverso l’inizio della sua carriera politica, i successi straordinari ottenuti sul campo del Cilento nell’ottica del Bene Comune, compresa l’operazione Dieta Mediterranea assunta grazie a lui a Patrimonio dell’Unesco, fino al suo tragico epilogo.
Sul palco Ettore Bassi, diretto da Enrico Maria Lamanna, in un’opera scritta da Edoardo Erba, tratta dal libro di Dario Vassallo.
promuove la partecipazione civica e la cultura del servizio pubblico offrendo l’ingresso gratuito allo spettacolo teatrale “Il Sindaco Pescatore” in programma a Palermo e Catania. Lo spettacolo, ispirato alla figura di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica assassinato per il suo impegno contro la criminalità e per la legalità, sarà rappresentato:
- al Teatro Biondo di Palermo il 28 maggio (ritiro biglietti omaggio dalle ore 19) e il 29 maggio (dalle ore 16.30)
- al Teatro Verga di Catania il 30 e 31 maggio (ritiro biglietti omaggio dalle ore 16.30)
Lo spettacolo si presenta come un monologo intenso e toccante, che invita in particolare le giovani generazioni a vedere la politica come servizio alla comunità, un messaggio più che mai attuale in un tempo di sfiducia nelle istituzioni.
Per questo motivo, l’ANCI Sicilia ha deciso di favorire l’accesso gratuito al pubblico, con particolare attenzione a studenti, insegnanti e cittadini interessati alla promozione della legalità, dell’etica pubblica e dell’impegno civile.
L’iniziativa rappresenta una rara occasione per coniugare teatro, memoria e cittadinanza attiva, e celebrare l’esempio di chi ha fatto della politica un atto d’amore per la propria terra.
Alla fine del monologo, prodotto da Michele Ido, realizzato con gli allievi della scuola Ditirammu diretta da Elisa Parrinello, un dibattito, moderato dal giornalista Roberto Greco, con il Presidente dell’Anci, Paolo Amenta, il Prediente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura, Giampiero Cannella
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