Editoriali

Allarme dermografico! L’appello disperato del papa

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Un importante evento ha caratterizzato la settimana che si è conclusa; si sono svolti infatti gli Stati Generali della Natalità. Inverno demografico”, “culle vuote”: tante definizioni e poca concretezza, fino ad ora, intorno a un tema da cui passa il futuro del Paese. Questo quanto hanno strillato sulla pagina internet; “il declino demografico avviatosi dal 2015 è stato accentuato dagli effetti dell’epidemia Covid-19. Il nuovo record di poche nascite (392.598 nascite nel 2022) e l’elevato numero di decessi (più di 700mila), mai sperimentati dal secondo dopoguerra, aggravano la dinamica naturale negativa che caratterizza il nostro Paese”. Non si è voluto perdere questo importante evento papa Francesco che ha esordito dicendo: “Oggi mettere al mondo dei figli viene percepito come un’impresa a carico delle famiglie. E questo, purtroppo, condiziona la mentalità delle giovani generazioni, che crescono nell’incertezza, se non nella disillusione e nella paura. Vivono un clima sociale in cui metter su famiglia si sta trasformando in uno sforzo titanico, anziché essere un valore condiviso che tutti riconoscono e sostengono. Con la conseguenza che solo i più ricchi possono permettersi, grazie alle loro risorse, maggiore libertà nello scegliere che forma dare alle proprie vite. E questo è ingiusto, oltre che umiliante”.  E ha continuato: “…un figlio non è solo un affare di famiglia, un fatto privato, ma un investimento per il Bene Comune. Un figlio è di tutti e per tutti”. Con un discorso forte è incisivo, rivolgendosi al premier Giorgia Meloni, il santo padre ha detto che “è necessario alimentare la speranza, perché la sfida della natalità, centrale per il futuro dell’Italia e dell’Europa, è questione di speranza. Il pontefice ha evidenziato la difficoltà a trovare un lavoro stabile, la difficoltà a mantenerlo, le case dal costo proibitivo, gli affitti alle stelle e i salari insufficienti, Sono problemi reali che interpellano la politica, perché è sotto gli occhi di tutti che il mercato libero, senza gli indispensabili correttivi, diventa selvaggio e produce situazioni e disuguaglianze sempre più gravi. Guardare oltre il qui e ora. L’Italia torni ad avere speranza nel futuro. Per i giovani il domani è una montagna da scalare, in un contesto di incertezze e fragilità. Molti hanno voluto leggere nelle parole del santo padre il riferimento alla protesta partita a Milano da una studentessa che ha piantato una tenda da campeggio fuori l’università contro il caro affitti. La politica sembra continuare a rimanere sorda alle urla dei giovani!

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