Cinema

Greta e le favole vere, il film

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E’ stato presentato, alla 56ª edizione del Giffoni Film Festival, in anteprima fuori Concorso, Greta e le favole vere, il nuovo film diretto da Berardo Carboni, scritto dallo stesso Carboni insieme con Valeria Giasi e Fabio Di Ranno. Nel cast Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore. Un racconto pensato per i più giovani ma capace di parlare a tutti, che recupera il linguaggio diretto e senza filtri della favola per affrontare uno dei temi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra l’uomo e la natura. Il film, prodotto da Pegasus, uscirà  al cinema il 6. Al centro della storia c’è Greta interpretata dalla talentuosa Sara Ciocca, una bambina di dieci anni che guarda il mondo con occhi limpidi e determinati.

Ispirata dalle battaglie ambientaliste di Greta Thunberg,

Il cast unisce volti molto amati dal pubblico come Raoul Bova, Donatella Finocchiaro e Sabrina Impacciatore, insieme a Darko Peric, Federico Cesari e Demetra Bellina,

 Il regista

Carboni costruisce il film come una vera favola contemporanea, senza nascondere la sua ambizione. «Greta e le favole vere è una favola su argomenti di massima urgenza e attualità», racconta il regista, «con l’idea di offrire soprattutto ai più giovani uno sguardo sul mondo che possa contribuire alla formazione della loro coscienza». In un’epoca in cui spesso prevale il relativismo e ogni visione forte viene guardata con sospetto, il film sceglie una strada chiara: provare a immaginare un’alternativa. «Oggi il compito del cinema non è solo mostrare la realtà, ma contribuire a inventarne una nuova», prosegue Carboni, «proporre ipotesi, non solo dubbi».

Il racconto

Greta e le favole vere è un racconto che va dritto al punto. Senza cinismo e senza sovrastrutture, rimette al centro valori semplici ma oggi quasi controcorrente: amicizia, responsabilità, coraggio. E lo fa con la chiarezza delle storie di una volta, quelle che non avevano paura di prendere posizione. Perché, come ricorda lo stesso Carboni, il rischio più grande oggi è restare a guardare. E certe favole servono proprio a questo: a ricordare che si può ancora scegliere da che parte stare.

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