Cinema

Il potere della stampa di Frank Capra

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Frank Capra

Uno dei più importanti attori di inizio secolo Edward Arnold, disse a proposito di questo film: “Ecco cosa sarebbe diventata la stampa; Capra lo vedeva chiaramente già negli anni venti”. Ed è proprio vero che questo straordinario regista, all’anagrafe nato a Bisacquino, piccolo comune di quasi 5.000 abitanti, posto all’estremo lembo meridionale della città metropolitana di Palermo, subì il fascino del suo paese d’origine. Francesco Rosario Capra nato nel 1897, è ancora oggi considerato fra i più grandi cineasti di Hollywood; nel periodo storico in cui nasceva il cinema in America, divenne famoso anche e soprattutto per essersi dedicato al mondo della stampa e dei giornalisti. Tra il 1935 e il 1960 ottenne oltre 14 importanti riconoscimenti, di cui 8 Oscar. Capra scrive e produce questo prim o film muto per poi ritornare sul tema sei anni dopo con il film: “Accadde una notte”. Il potere della stampa è un gioiello in termini di scrittura e di sequenza filmica; Quasi un’ora di immagini ingiallite, con un’apertura sui titoli musicata dalla The Metropolitan Philarmonica Orchestra, con l’overture  del Barbiere di Siviglia. La pellicola si apre con l’immagine del direttore di un giornale, immerso fra le carte, che urla al telefono; il sonoro non esisteva nel 1928, ma la meraviglia è proprio l’orchestra che  accompagna ogni gesto e azione. Il potere della stampa narra la storia  di Clem Rogers un reporter alla ricerca spasmodica del suo primo grande scoop. Dopo una serie di disavventure rimane coinvolto in una notizia che vede al centro di una indagine per omicidio la sua fidanzata, Jane Atwill, figlia del candidato sindaco. Il giornalista, convinto della sua innocenza, inizia a cercare prove che possano scagionarla, da lì forse la prima indagine giornalistica raccontata sul grande schermo

 

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