In Evidenza

Coronavirus, la mappa del contagio in Italia

Published

on

POSITIVI               DECEDUTI                   GUARITI
322                           11                                  1

È il 29 gennaio quando una coppia di turisti cinesi in vacanza in Italia si sente male a Roma. I due vengono ricoverati all’Istituto Spallanzani di Roma, centro di riferimento per le Malattie Infettive.

I due cinesi risultano positivi al coronavirus e dopo alcuni giorni sono trasferiti in terapia intensiva per grave insufficienza respiratoria.

Ecco che compare, per la prima volta, il coronavirus in Italia. C’è preoccupazione, sgomento, confusione, inesattezze dette qua e là da politici, istituzioni, dagli stessi professionisti della salute ma nessun altro delle persone venute a contatto con la coppia cinese risulta positiva.

Un paio di settimane dopo però, il 20 febbraio, il Covid-19 entra con prepotenza nel Nord Italia: viene segnalato il primo caso di positività autoctona: si tratta di un 38enne originario di Castiglione d’Adda, residente a Codogno (Lodi) e ricoverato in terapia intensiva.

Nel giro di poche ore si aggiungono altri casi in Veneto, in provincia di Padova, dove è nato il secondo focolaio. In poche ore il virus si diffonde prima in Lombardia e Veneto e poi in altre Regioni.

Ieri, 24 Febbraio, il Coronavirus ha oltrepassato lo stretto di Messina ed è giunto nel capoluogo siciliano: sono una coppia di turisti bergamaschi, arrivati in Sicilia circa dieci giorni fa.

In questo preciso momento è necessario, seppur difficile, mantenere la calma e rispettare il più possibile le dieci norme anti-coronavirus istituite dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute.

Da come igienizzare le superfici all’evitare di toccare gli occhi con le mani, dieci raccomandazioni per prevenire l’epidemia di Covid-19. Realizzato con l’adesione degli ordini professionali medici e delle principali società scientifiche e associazioni professionali, oltre che della Conferenza Stato Regioni, il manifesto è pubblicato sul sito di ministero e Iss, a disposizione di chiunque voglia diffonderlo via social o sotto forma di poster o pieghevole. Questi i dieci messaggi chiave:

1 Lavati spesso le mani.

2 Evita il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.

3 Non toccarti occhi, naso e bocca con le mani.

4 Copri bocca e naso se starnutisci o tossisci.

5 Non prendere farmaci antivirali né antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.

6 Pulisci le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.

7 Usa la mascherina solo se sospetti di essere malato o assisti persone malate.

8 I prodotti Made in China e i pacchi ricevuti dalla Cina non sono pericolosi.

9 Contatta il Numero Verde 1500 se hai febbre o tosse e sei tornato dalla Cina da meno di 14 giorni.

10 Gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus.

 

Questi sono, invece, i numeri verdi istituiti dalle Regioni italiane per rispondere alle richieste di informazioni sul coronavirus e sulle misure urgenti per il contenimento del contagio:

PIEMONTE: 800333444

VALLE D’AOSTA: 800122121

LOMBARDIA: 800894545

ALTO ADIGE: 800751751

VENETO: 800462340

FRIULI-VENEZIA GIULIA: 800500300

TOSCANA: 800556060

UMBRIA: 800636363

MARCHE: 800936677

EMILIA ROMAGNA: 800033033

CAMPANIA: 800909699

SICILIA: 800458787

A questi si aggiungono il numero unico nazionale 1500 del Ministero della Salute e il 112 per la segnalazione dei casi.

Click to comment

In Tendenza

Exit mobile version