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Covid19: abbiamo superato il 1.000.000 di casi nel mondo

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Secondo il bollettino di oggi, giovedì 02 aprile, in Italia ci sono 83049 casi positivi da Coronavirus (+2477 rispetto a ieri), di cui 18278 guariti (+1431 rispetto a ieri) e 13915 deceduti (+ 760rispetto a ieri). Secondo l’ultimo bilancio, dei contagiati, 50.456 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (61%), 28.540 sono ricoverati e di questi 4.053 sono in terapia intensiva.

Si mantengono alti il numero di persone guarite, pari a 1431 e il numero dei deceduti pari a +760 rispetto a ieri.

Sono questi i numeri dell’ultimo bollettino delle ore 18.00 dell’emergenza Coronavirus nel nostro Paese reso noto, qualche minuto fa, dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli.

Le regioni più colpite sono la Lombardia, l’Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana. Il totale dei tamponi effettuati è di 581.232, con un aumento di quasi 40mila test rispetto ai dati di ieri.

 

Coronavirus in Italia, la mappa del contagio regione per regione

Lombardia: 46.065
Emilia Romagna: 15.333
Piemonte: 10.353
Veneto: 10.111
Toscana: 5.273
Marche: 4.098
Liguria: 3.782
Lazio: 3.433
Campania: 2.456
Puglia: 2.077
Trento: 2.003
Friuli VG: 1.799
Sicilia: 1.791
Abruzzo: 1.497
Bolzano: 1,479
Umbria: 1.128
Sardegna: 794
Calabria: 691
Valle D’Aosta: 668
Basilicata: 246
Molise: 165

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I numeri nel mondo

Ad oggi, nel mondo, vi sono 1.000.889 casi di covid 19, di cui 235.747 casi negli USA, 115.242 in italia, 110.238 in Spagna, 84.284 casi in Germania, in Cina il numero dei casi è pari a 81.589. Il totale delle persone decedute sono 51.371 di cui 13.915 solo in Italia, segue la Spagna con 10.096 persone decedute, 5.620 negli USA, 3.318 in Cina.

A Hong Kong scatta la seconda quarantena

Nella fase più grave dell’epidemia la città si è sigillata, poi ha richiamato al lavoro gli impiegati della city. Ma ora è costretta a nuovi provvedimenti: per due settimane chiusi bar e pub

Ritorno alla vita normale, vicini ai colleghi di scrivania e ai compagni di banco a scuola, immersi nel meraviglioso affollamento, tutti appiccicati come sardine sull’autobus o in metro. Potrebbe anche non essere proprio così la nostra vita dopo la pandemia. Potrebbe sconsigliarcela, una vita senza costanti precauzioni aggiuntive, l’ipotesi «seconda ondata» del coronavirus che sta allarmando l’Asia.

Osservando la strategia attuata da Pechino, Hong Kong, Tokyo, Singapore, Wuhan ci si rende conto che il contrasto dell’epidemia da Covid-19 avviene a Fasi. Quella più drastica è ormai nota in tutto il mondo come «lockdown», la chiusura generale, la quarantena collettiva per milioni di persone con le attività economiche sospese e i cittadini in casa. Ma quando la curva dei contagi finalmente si appiattisce, le autorità debbono continuare a imporre precauzioni che cambiano la socialità e il modo di muoversi della gente.

Ora che teme un’ondata di ritorno, contagi di nuovo importati e coronavirus rimesso in corsa, ha dichiarato una nuova stretta, non lockdown ma chiusura per due settimane della vita notturna, dai pub ai ristoranti, dagli uffici alle scuole. Le autorità hanno dichiarato che dal 19 marzo 573 casi di infezione sono stati importati dall’estero.

(Fonte: Protezione Civile)

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