Hand in cap (Dott.M.Milazzo)

Permesso… posso passeggiare? Barriere e cultura

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Il Centro Polifunzionale del Comune di Enna è uno degli ambienti che più si presta per manifestazioni di varia natura. Poche volte, come per l’occasione del 21 giugno scorso, è stato sede di un incontro così importante.

La sezione di Enna dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla vi ha organizzato una tavola rotonda, primo appuntamento di una due giorni dal titolo “Supera le barriere e raggiungici”, per dire un fermo “no” alle barriere architettoniche e culturali.

Padroni di casa le persone dell’AISM, sulla loro sedia, strumento del loro quotidiano vivere, con le loro storie, gravi come grave può essere ancora oggi la diagnosi di Sclerosi multipla, e con la necessità non solo di rivendicare diritti essenziali ma anche di condivisione. Accanto a loro, nell’organizzazione dell’evento, associazioni ennesi che operano nel mondo della disabilità.

Alla tavola rotonda erano seduti la Vicepresidente nazionale dr.ssa Maria Grazia Anzalone e il Presidente della Sezione Provinciale sig. Luca Sanfilippo, dell’AISM, l’Assessore alle politiche sociali Paolo Gargaglione, l’Assessore alla viabilità avv. Biagio Scillia, il Direttore generale dell’ASP dott. Emanuele Cassarà, chi scrive e la giornalista Manuela Acqua. Numerosi e attenti i presenti.

“Ai tavoli della concertazione dovrebbero sedere non i presidenti delle Associazioni, ma i malati sulle sedie a rotelle. Le loro soluzioni sarebbero le migliori e le più veloci”, stigmatizza la dr.ssa Anzalone, che nel suo intervento ha anche fatto riferimento alla carta dei diritti della Persona con Sclerosi multipla, che suggerisco di leggere e sottoscrivere (https://www.aism.it/cartadiritti.aspx).

Gli interventi degli Assessori hanno avuto doppio tenore: azione concreta e concertazione. L’Assessore Gargaglione ha riferito del finanziamento regionale di un progetto, valore seicentomila euro, per l’abbattimento delle barriere del Palazzo Chiaramonte, e l’avv. Scillia della proposta di dotare gli stalli riservati alle persone con disabilità di un sistema di allarme che si allerta se chi lo occupa non è autorizzato. D’altra parte l’istituzione della Consulta per la disabilità, il progetto “Città educativa” sull’esempio di Don Ciotti, il diritto al “Bilancio partecipato”, la riconcertazione per l’applicazione della legge n. 328 del 2000, sono stati da essi proposti come strumenti per dialogare e progettare con le Associazioni, riconoscendone il ruolo istituzionale. Tutti hanno ammesso che molto ci sia da fare e che l’Amministrazione deva mostrarsi più attenta, non trincerandosi dietro l’aspetto economico. “Gli investimenti si fanno in base alle scelte” ha detto Gargaglione.

Ma ciò che ha più scosso le coscienze sono state le testimonianze di due ammalati di Sclerosi. Franco Bari, dipendente dell’Istituto Autonomo Case Popolari: “Ogni mattino esco da casa ed è come se andassi in guerra. Se poi penso ai viaggi a Catania per ritirare il mio farmaco…”. Giovanni Callerame, dottore commercialista: “Persino i locali dell’INPS non sono accessibili a chi cammina sulla sedia a rotelle”. Sono brevi passaggi delle loro storie, pronunciate con fermezza e tanto garbo, a evidenziare, qualora servisse, la drammatica autorevolezza dei loro racconti, che vorremmo narrare successivamente.

Il prossimo appuntamento sarà giorno 27 giugno: una passeggiata culturale per le vie del centro storico, con visita guidata al Santuario di San Giuseppe, l’unica chiesa di Enna totalmente priva di barriere architettoniche, che vedrà molti partecipanti sulle loro sedie a rotelle e per il cui svolgimento non è stata chiesta nessuna autorizzazione: bisogna essere autorizzati per passeggiare per le vie della propria città?

Le premesse perché qualcosa cambi ci sono tutte e i toni, pacati e costruttivi, usati da chi è intervenuto ne danno conferma.

Se poi si iniziasse con l’abbattimento delle barriere architettoniche del Centro polifunzionale, sarebbe un primo segnale da parte dell’Amministrazione comunale. E se qualcuno obiettasse sulla ridotta consistenza dell’ostacolo, vigerebbe il principio del tutto o nulla: la cultura, così come le barriere, o ci sono o mancano. Le mezze misure non sono contemplate.

 

Marco Milazzo ass.vita21enna@gmail.com

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