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Cinema

Venice Production Bridge

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L’edizione 2025 del Venice Production Bridge (dal 28 agosto al 3 settembre 2025) si terrà durante l’82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. In continua evoluzione, il Venice Production Bridge si concentra sulla produzione e mette a disposizione dei produttori un’ampia gamma di servizi, progetti ed eventi di networking.

Il Venice Production Bridge permette infatti a tutti i produttori di incontrare finanziatori, coproduttori, fondi e istituzioni pubbliche e private, distributori, agenti di vendita, editori, broadcaster e piattaforme di streaming, società di VFX e post-produzione… in spazi e luoghi dedicati presso l’Hotel Excelsior, al 3° piano, al Lido di Venezia, e nell’Isola Immersiva di Venezia per tutte le attività immersive (Lazzaretto Vecchio).

Viene offerta l’intera catena di produzione ai produttori: dall’idea e I.P. [Book Adaptation Rights Market (BARM)] al completamento finanziario dei progetti [Venice Gap-Financing Market (VGFM) e Venice Immersive Market (VIM)], dalle proiezioni work-in-progress in cerca di supporto finanziario o in-kind [Final Cut in Venice (FCV)] alle vendite e la distribuzione (Market Screenings) oppure il broadcasting lineare e streaming [Meet the Streamers (MTS)]. Tutte queste attività, come le presentazioni, i panel e gli eventi di networking sono concepiti per aumentare gli scambi tra professionisti Europei e Internazionali.

Anche quest’anno, grazie ai VPB Focuses, il Venice Production Bridge dedicherà particolare attenzione a Regno Unito, Cile e Marocco. Il Focus on the United Kingdom è supportato da British Film Institute, il Focus on Chile è supportato da Ministerio de las Culturas, las Artes y el Patrimonio, Gobierno de Chile e il Focus on Morocco è supportato da Centre Cinématographique Marocain. Nell’ambito dei VPB Focuses, sono stati selezionati specifici progetti (lungometraggi e immersivi) al Venice Gap-Financing Market, editori e agenti letterari del Book Adaptation Rights Market, work-in-progress a Final Cut in Venice, piattaforme e broadcasters per Meet the Streamers. Inoltre verranno realizzati panel dedicati ed eventi di networking, ed è stata coinvolta un’ampia delegazione di professionisti (fondi pubblici, festival, produttori, esperti immersivi, istituzioni finanziarie private, sales agents e distributori…) provenienti da questi specifici paesi.

Il sito del Venice Production Bridge (www.veniceproductionbridge.org) è lo strumento online che fornisce ulteriori informazioni e materiali scaricabili riguardanti le attività del mercato, aggiornamenti in merito agli eventi del VPB e una selezione di registrazioni degli eventi svolti presso Spazio Incontri e Spazio Incontri Immersivo disponibili nel VPB Live Channel Archive.

Il Venice Production Bridge è cofinanziato da European Commission’s MEDIA Programme.

Confermando la sua unicità mondiale, il Venice Production Bridge proporrà i seguenti eventi:

    VENICE GAP-FINANCING MARKET

L’12ª edizione del Venice Gap-Financing Market (29 agosto 31 agosto 2025), organizzato nell’ambito del Venice Production Bridge, avrà luogo durante l’82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (27 agosto – 6 settembre 2025) della Biennale di Venezia. I progetti selezionati provenienti dall’ Europa e da tutto il mondo potranno completare il loro finanziamento attraverso incontri one-to-one con professionisti internazionali.

Sono stati inviati 330 progetti e la selezione riflette la grande diversità di background, storie e talenti, generi e budget dei progetti presentati.

Nel 2025 i VPB Focuses saranno Regno Unito sostenuto da British Film Institute, Cile sostenuto da Ministerio de las Culturas, las Artes y el Patrimonio, Gobierno de Chile e Marocco sostenuto da Centre Cinématographique Marocain.

La selezione si divide in:

  • 40 progetti di lungometraggi di finzione e documentari (inclusi 11 progetti VPB Focus)
  • 14 progetti Immersivi (inclusi 3 progetti VPB Focus)
  • 10 progetti Biennale College – Immersivi
  • 3 progetti Biennale College – Cinema

Durante le tre giornate del Venice Gap-Financing Market verranno presentati 67 progetti, provenienti da tutto il mondo, nelle ultime fasi di sviluppo e finanziamento.

Il Venice Gap-Financing Market organizzerà degli incontri tra i team (composti da produttore e regista) dei progetti e professionisti con potere decisionale (produttori, finanziatori privati e pubblici, banche, distributori, agenti di vendita, televisioni, streamers, piattaforme VOD, istituzioni, società di post-produzione…).

Tutti gli incontri si terranno presso le sedi del Venice Production Bridge (Hotel Excelsior e l’isola Venice Immersive) e saranno organizzati tramite il sito del Venice Production Bridge. 

Gli incontri con i team si terranno dal 29 agosto al 31 agosto dalle ore 09:30 alle ore 18:30, inoltre il Venice Production Bridge organizzerà il panel per la Presentazione dei 14 progetti immersivi del Venice Gap-Financing Market il Venerdì 29 agosto, ore 10.00 – 11.15 & ore 11.45 – 13.00 presso Isola del Lazzaretto Vecchio, Spazio Incontri Immersivo. La registrazione del panel sarà disponibile successivamente sul sito nella sezione VPB Channel Archive.

40 PROGETTI DI FILM E DOCUMENTARI SELEZIONATI

Film di finzione: 32 progetti (19 europei e 13 da tutto il mondo) che devono completare il pacchetto finanziario con quote minoritarie di co-produzione, e che hanno già il 70% dei finanziamenti assicurati.

Documentari: 8 progetti (5 europei e 3 da tutto il mondo) narrativi o creativi (che soddisfano le medesime condizioni dei film di finzione sopra citate).

In questa line-up sono inclusi i progetti dei VPB Focus 2025 Regno Unito, Cile e Marocco.

  1. 93 – ECHO FROM A COLLAPSE documentario (Danimarca, Isole Faroe, Islanda) di Andrias Høgenni, Tambo Film ApS
  2. A TOWN IN NOVA SCOTIA finzione (Regno Unito) di Babak Jalali, Paradise City – Focus on the United Kingdom
  3. A WHITE HOUSE finzione (Italia, Francia) di Francesco Romano, Amarena Film
  4. AFONSO’S SMILE finzione (Portogallo, Lussemburgo, Italia) di João Pedro Rodrigues, Terratreme Filmes, Joli Rideau Media, Frenesy Film
  5. AMAPOLA finzione (Ecuador, Brasile, Messico, Cile) di Ana Cristina Barragán, Trópico Cine, Botón Films
  6. ANIME TRASPARENTI (ECHOES OF LIGHT) finzione (Italia, Germania) di Luca Lucchesi, Alción
  7. ARRU finzione (Norvegia, Svezia, Finlandia) di Elle Sofe Sara, Stær Film
  8. ATHOS 2643 finzione (Germania) di David Wnendt, Seven Elephants GmbH, Constantin Film Produktion GmbH, Constantin Film Distribution GmbH
  9. CALL ME QUEEN finzione (Germania, Francia) di Emily Atef, Ringel Film GmbH
  10. CARO NANNI documentario (Spagna) di Pablo Maqueda, Viva Films
  11. CULEBRA CUT finzione (Panama, Francia, Cile) di Ana Elena Tejera, Mestizo Cinema&Fulgurance
  12. DISTANCES finzione (Austria, Germania, Francia) di Ulrich Seidl, Ulrich Seidl Filmproduktion, Coproduction Office
  13. DOG LEGS finzione (Cile, Colombia, Germania) di Matías Rojas Valencia, A Simple Vista, Rhayuela, Klinker films – Focus on Chile
  14. DRIFTING IMAGES documentario (Cile, Spagna) di Nicolás Tabilo, TABILOs – Focus on Chile
  15. EMERALD BUTTERFLY finzione (Paesi Bassi, Belgio, Singapore, Regno Unito) di Martin Koolhoven, N279 Entertainment
  16. FOROUGH: LET US BELIEVE IN THE BEGINNING OF THE COLD SEASON finzione (Regno Unito, Danimarca, Grecia, Francia) di Tina Gharavi, Bridge + Tunnel – Focus on the United Kingdom
  17. FOUR SEASONS IN JAVA finzione (Indonesia, Paesi Bassi, Norvegia, Francia, Germania, Singapore) di Kamila Andini, Forka Films
  18. HEIRLOOM animazione (India, Germania) di Upamanyu Bhattacharyya, Odd & Even, Otter Studio, POM POM Animation
  19. I’LL FORGET YOUR NAME finzione (Francia, Svizzera) di Yann Gonzalez, Pan Cinema
  20. IN THE BLACK FANTASTIC documentario (Regno Unito) di Julianknxx, Rememory – Focus on the United Kingdom
  21. LOVE STORY WITH A DANCING MAN finzione (Italia, Cile) di Cosimo Gomez, Tramp Limited
  22. MAGNETIZED finzione (Argentina) di Luis Ortega, El Despacho
  23. MAY YOU OUTLIVE US finzione (Belgio, Libano, Francia) di Isabelle Mecattaf, Rouge International
  24. MAYA BUTTERFLY finzione (Irlanda, Lussemburgo) di Edwina Casey, Hail Mary Pictures
  25. MY WAY finzione (Argentina, Italia) di Diego Lerman, Campo Cine
  26. ORSOQ – SEASONS OF SOLITUDE documentario (Groenlandia, Finlandia) di Inuk Silis Høegh, Ánorâk Film
  27. PEOPLE STILL DIE OF LOVE finzione (Cile, Messico) di Fernando Guzzoni, Oro Films
  28. REBELLION OF MEMORY documentario (Svizzera, Perú) di Joël Jent, Aaron Film GmbH, Amazona Producciones
  29. SAVE OUR SOULS finzione (Germania, Francia) di Jonas Steinacker, Lichtschloss Filmproduktion
  30. SERAFIMA finzione (Estonia, Lettonia) di Veiko Õunpuu, Nafta Films
  31. SOUND OF SILENCE finzione (Francia, Grecia, Regno Unito, Libano) di Joyce A. Nashawati, Pan Cinema
  32. TARFAYA finzione (Marocco, Francia) di Sofia Alaoui, Jiango Films, Srab Films – Focus on Morocco
  33. THE BLACK PEARL finzione (Marocco) di Ayoub Qanir, Hypothèse – Focus on Morocco
  34. THE MAMMOTHS THAT ESCAPED THE KINGDOM OF ERLIK KHAN documentario (Portogallo, Danimarca, Regno Unito, Macedonia del Nord) di Tamara Koteveska, Alecrim Vagabundo – Focus on the United Kingdom
  35. THE MISSING CAMEL documentario (Marocco, Senegal, Mali) di Cheihk N’Diaye, Abel Aflam, Astou Productions, Ds Productions – Focus on Morocco
  36. THE OUTSIDE finzione (Spagna) di Víctor Moreno, KV Films
  37. TO DIE ON YOUR FEET finzione (Cile, Spagna, Lussemburgo, Uruguay) di María Paz González, Quijote Films – Focus on Chile
  38. TORN HEART finzione (Brasile, Portogallo, Germania) di Helvécio Marins, Canabrava, Casa na Árvore
  39. WILD HORSE IN THE ROTTEN WEST finzione (Regno Unito, Bulgaria, Francia) di Mina Mileva e Vesela Kazakova, MK38 – Focus on the United Kingdom
  40. WILD WILD EAST finzione (Polonia, Israele) di Jan Holoubek, TPB POL Sp. z.o.o.

 

14 PROGETTI IMMERSIVI

14 progetti Immersivi (11 europei e 3 da tutto il mondo), che includono film di finzione, documentari, film animati e altre esperienze di installazioni interattive. Tutti i progetti hanno il 30% del proprio budget garantito.

In questa line-up sono inclusi i progetti dei VPB Focus 2025 Regno Unito

  1. AFTER BEING SHATTERED INTO DUST (Taiwan) di Singing Chen, The Walkers Films
  2. BETA AQUARII (Francia) di François Vautier, Da Prod
  3. CARVED IN TIME (Canada, Francia) di Randall Okita, PHI Studio
  4. CHRONICA (Francia) di Yann Deval e Barbara Mydlak, Dark Euphoria
  5. DREAM OF BELONGING (Regno Unito, Israele) di Emi Sfard e Irena Bauman, That’s How the Light Gets In – Focus on the United Kingdom
  6. FEAR CITY PARADISE (Regno Unito) di Darren Emerson, East City Films –
    Focus on the United Kingdom
  7. IMPROV MUSIC COLLECTIVE DNA? AND? – A VR Music Improvisation Experience (Paesi Bassi, Norvegia, Francia) di Corine Meijers e Mark Meeuwenoord, Studio Biarritz
  8. LADY LAZARUS (Paesi Bassi) di Willemiek Kluijfhout, Nienke Huitenga Broeren, Studio ZZZAP
  9. MELODIES OF RESILIENCE (Repubblica Ceca, Germania) di Ondřej Moravec, Helium Film
  10. O (Francia, Paesi Bassi) di Adriaan Lokman, Lucid Realities
  11. POETICS OF SOIL : THE WOOD WIDE WEB (Regno Unito, Taiwan) di Ersin Han Ersin, Marshmallow Laser Feast – Focus on the United Kingdom
  12. THE AMAZON GOLD (Francia, Taiwan) di Pierre-Alain Giraud, Novaya
  13. THE FOOTAGE (Stati Uniti, Francia) di Ethan Shaftel, easyAction, Atlas V, France Télévisions
  14. THE OPPOSITE OF BEING (Paesi Bassi, Belgio) di Celine Daemen, Studio Nergens

 

10 PROGETTI BIENNALE COLLEGE – PROGETTI IMMERSIVI

10 progetti sviluppati durante il workshop di Biennale College Cinema Immersive, 9. edizione, che si trovano in diverse fasi di sviluppo, dalla pre-produzione alla post-produzione.

 

  1. ALCHEMICAL RECLAMATION (Italia) di Sara Bonaventura, Adiacenze
  2. BEYOND THE WINDOW (Cina) di Daming Zhang, FELTTIME
  3. CHANNELERS (Polonia) di Jakub Wróblewski, Monster Mind Studio
  4. CHURCH OF GLASS (Paesi Bassi) di Matthijs Vuijk, Mateo Vega
  5. GUT INSTINCT (Regno Unito, Francia) di Adam Lieber, Shtik
  6. OWL HOUSE (Sudafrica) di Jason Mollink, SodaWorld
  7. PERSONA: BECOMING ME (Regno Unito) di Felicity Chen, Neon Fiction
  8. THE SOUND OF ONE EYE CLOSING (Canada) di Logan Wilkinson, Asad Aftab
  9. WE DO NOT BELIEVE IN A GOD WHO CANNOT DANCE (Danimarca) di Gombo, Khora
  10. WHAT THE FOX (Germania) di Sina Ataeian Dena, JYOTI Film

3 PROGETTI BIENNALE COLLEGE CINEMA

3 progetti sviluppati durante il primo workshop della 13ª edizione di Biennale College Cinema, e che hanno raggiunto diverse fasi di sviluppo e pre-produzione.

  1. ORANGE PEEL (Italia) di Anita Rivaroli, Cattive Produzioni
  2. SAVING THE DAY (Francia, Turchia) di Serhat Karaaslan, Tiresias Films
  3. SUMMER 1999 (Vietnam) di Hang Luong Nguyen, Kalei Films

Il Book of Projects, contenente informazioni dettagliate su ciascun progetto, è pubblicato online sul sito nella sezione VPB Brochures Downloads.

Professionisti dell’industria cinematografica accreditati per il Venice Production Bridge potranno richiedere incontri one-to-one con i team dei progetti attraverso l’area dedicata al Venice Gap-Financing Market nel sito del Venice Production Bridge (veniceproductionbridge.org).

BOOK ADAPTATION RIGHTS MARKET

La decima edizione del Book Adaptation Rights Market (29 agosto – 31 agosto 2025) del Venice Production Bridge si svolgerà all’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, nell’ambito dell’82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (27 agosto – 6 settembre 2025) della Biennale di Venezia.

A seguito del bando indetto il 14 gennaio, sono state selezionate per il Book Adaptation Rights Market 30 case editrici e agenzie letterarie internazionali più 4 per i VPB Focuses (2 per il Focus on the United Kingdom sostenuto da British Film Institute, 1 per il Focus on Chile sostenuto da Ministerio de las Culturas, les Artes y el Patrimonio, Gobierno de Chile, e 1 per il Focus on Morocco sostenuto da Centre Cinématographique Marocain.).

Il Venice Production Bridge metterà a disposizione delle case editrici e agenzie selezionate un’area dedicata per incontrare, attraverso incontri one-to-one, i produttori presenti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Gli incontri daranno l’opportunità di sviluppare relazioni durevoli e di concludere accordi relativi all’adattamento cinematografico di romanzi, drammi, letteratura per bambini, racconti brevi, fumetti, graphic novel, saggi, biografie. 

Il Book Adaptation Rights Market, a differenza delle altre iniziative dedicate all’editoria nell’ambito dei festival cinematografici, consentirà alle case editrici invitate di portare la totalità del loro catalogo per la trasformazione dei testi in sceneggiature cinematografiche, e non un solo libro o volume.

Gli incontri si svolgeranno dal 29 agosto al 31 agosto dalle ore 09:30 alle ore 18:30. Inoltre, Sabato 30 agosto ore 15:00 – 16:00 presso l’Hotel Excelsior, Spazio Incontri, il Venice Production Bridge organizzerà il panel When Adaptation Meets Screenwriting: Collaborating to Bring Stories to Screen

Una brochure contenente tutti gli editori e gli agenti letterari e i loro nuovi titoli, nonché il loro catalogo, è stata inviata a tutti i professionisti accreditati.

Il Focus VPB 2025 sarà dedicato a Regno Unito, Cile e Marocco.

I 34 editori e agenti letterari selezionati per questa edizione del Book Adaptation Rights Market sono:

–          ALT autores Editorial (Spagna)

–          Andrew Nurnberg Associates (Regno Unito) – Focus on the United Kingdom

–          Astier-Pécher Literary Agency (Francia)

–          Banke, Goumen & Smirnova Literary Agency (Svezia / Cipro) 

–          BAO Publishing srl (Italia)

–          Blue Ocean Press (Stati Uniti d’America)

–          Carlsen Verlag GmbH (Germania)

–          Catrina Wessels Rights Management (Sud Africa)

–          Éditions HSN / Humanoids / Boite à Bulles (Francia / Stati Uniti d’America)

–          Editorial Anagrama S.A.U (Spagna)

–          Giulio Einaudi Editore (Italia)

–          Giunti Editore/Bompiani (Italia)

–          Grandi & Associati (Italia)

–          Gruppo editoriale Mauri Spagnol (GeMS) (Italia)

–          Gruppo Feltrinelli (Italia)

          Gyldendal Group Agency (Danimarca)

–          Hanser Literaturverlage (Germania)

–          Jacaranda Books (Regno Unito) – Focus on the United Kingdom

–          Kein & Aber (Svizzera)

–          La Corte Editore (Italia)

–          Madrigall (Francia)

–          MalaTesta Literary Agency (Italia)

–          Milflores Publishing (Filippine)

–          Mondadori Business Unit Ragazzi / Sperling & Kupfer / Piemme (Italia)

–          Mondadori Libri SpA (Italia)

–          Otago Literary Agency (Italia)

–          Outsiders Storytelling & Beyond (Marocco) – Focus on Morocco

–          Rowohlt Verlag GmbH (Germania)

          S. Fischer Verlag GmbH (Germania)

–          Silvia Meucci Agency Group (Italia – Malta)

–          Singel Publishers (Paesi Bassi)

–          Susanna Lea Associates (Francia / Regno Unito / Stati Uniti d’America)

–          Trayecto comunicaciones (Cile) – Focus on Chile

–          Zeitgeist Agency (Belgio)

 

Fin dalla sua prima edizione il Book Adaptation Rights Market ha riscosso grande successo, comprovato dalla richiesta degli stessi editori che vi hanno partecipato di tornare anche alle edizioni successive, così come dal rinnovato interesse da parte dei produttori che cercano proprietà intellettuali (I.P.) originali.

La nuova brochure contenente i dettagli degli editori invitati al BOOK ADAPTATION RIGHTS MARKET è consultabile nella sezione ‘VPB Brochures Downloads’ del sito del Venice Production Bridge.

Professionisti dell’industria cinematografica accreditati per il Venice Production Bridge potranno richiedere incontri one-to-one con gli editori selezionati attraverso l’area dedicata al Book Adaptation Rights Market nel sito del Venice Production Bridge (veniceproductionbridge.org).

FINAL CUT IN VENICE

Sono stati selezionati gli otto film che parteciperanno alla 13a edizione di Final Cut in Venice, il programma industry che dal 2013 sostiene la post-produzione di film provenienti dai paesi africani e da sei paesi del Medio Oriente: Iraq, Giordania, Libano, Palestina, Siria e Yemen nell’ambito del Venice Production Bridge della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (27 agosto – 6 settembre 2025) della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Il programma si propone di offrire l’opportunità di presentare film, ancora in fase di produzione, a professionisti dell’ambito cinematografico al fine di facilitarne la post-produzione e promuoverne l’accesso al mercato.

Il programma consiste in tre giornate di lavoro (dal 31 agosto al 2 settembre 2025) al Lido di Venezia durante il Venice Production Bridge e nell’ambito della 82. Mostra del Cinema, in cui le copie lavoro degli otto film selezionati verranno proposte a produttori, acquirenti, distributori, società di produzione e programmatori di festival.

 Due progetti tra quelli selezionati rientrano nell’ambito dei VPB Focus on the United Kingdom e Focus on Morocco.

Gli otto film in post-produzione selezionati sono:

FILM DI FINZIONE:

  • HOUSE OF THE WIND (LA MAISON DU VENT) di Auguste Kouemo Yanghu (Camerun, Benin, Francia, Belgio)
  • MY SEMBA (MEU SEMBA) di Hugo Salvaterra (Angola)
  • STANDING AT THE RUINS (AL WOQOOF ALA EL ATLAL) di Saeed Taji Farouky (Egitto, Regno Unito) – Focus on the United Kingdom
  • THE STATION (AL MAHATTAH) di Sara Ishaq (Yemen, Giordania, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Qatar)
  • YESTERDAY THE EYE DIDN’T SLEEP di Rakan Mayasi (Belgio, Libano, Palestina)

 

DOCUMENTARI:

  • LEGACY (SOLEIL, LUNE, ÉTOILES) di Mamadou Dia (Senegal, Francia)
  • PROGETTO SENZA TITOLO DALLO YEMEN di Mariam Al-Dhubhani (Yemen, Qatar, Norvegia, Francia)
  • OUT OF SCHOOL (LA COUR DES GRANDS) di Hind Bensari (Marocco, Danimarca) – Focus on Morocco

 

Il programma si concluderà con l’attribuzione di premi in servizi (kind) o denaro (cash), finalizzati al sostegno economico dei film nella fase di post-produzione.

 

Per il nono anno, La Biennale di Venezia offrirà un premio del valore di € 5.000 al miglior film in post-produzione. Il Premio La Biennale di Venezia sarà attribuito da una giuria composta da tre membri indicati dal Direttore della Mostra. Gli altri premi offerti dai supporter saranno invece attribuiti a insindacabile giudizio del Direttore della Mostra, coadiuvato dagli stessi e dai responsabili delle istituzioni coinvolte.

 

I premi sono:

–  € 15.000 per colour correction di un lungometraggio offerti da Laser Film (Roma) fino a 50 ore di lavoro (tecnico compreso);

– € 15.000 offerti da Studio A Fabrica (Ajaccio) per il missaggio sonoro di un lungometraggio (fino a 12 giorni di lavoro, tecnico del missaggio escluso);

Oticons offrirà servizi personalizzati di musica per film a uno dei progetti selezionati, sotto forma di consulenza musicale e/o supervisione musicale e/o produzione di una colonna sonora originale da parte di uno dei compositori cinematografici rappresentati. Questi servizi, del valore fino a €10.000, includeranno tutti i processi rilevanti, come spotting session, composizione, mock-up e produzione finale (per la colonna sonora originale), oppure supporto esperto nella supervisione e nella concessione di licenze musicali (se applicabile);

– per un lungometraggio fiction un MG di minimo $10.000 o per un lungometraggio documentario un MG di minimo $3.000 in marketing, pubblicità e distribuzione nel mondo arabo e internazionale offerti da MAD Solutions per un progetto arabo (con l’eccezione dei progetti già a carico di MAD Solutions);

Titra Film (Parigi) offrirà fino a € 5.000 per il colour-grading; fino a € 3.000 per la produzione di un master DCP, creazione file i-Tunes, Google o Netflix; fino a € 2.000 per sottotitolaggio francese e inglese (traduzione non inclusa);

– fino a € 10.000 per il missaggio sonoro di un lungometraggio (fino a 7 giorni di lavoro, sala e tecnico inclusi) offerti da 196-MEDIA (Roma);

– fino a € 10.000 per la realizzazione di effetti digitali visivi “2D Comp” offerti da M74 srl (Roma)

Mnemonica offrirà la sua piattaforma cloud per archiviare, conservare, condividere e distribuire in sicurezza il film vincitore, compresi tutti i suoi asset digitali, per un valore di € 10.000;

– fino a € 7.500 per la creazione di un master DCP con sottotitoli in italiano o in inglese, messi a disposizione da Sub-Ti Ltd (Londra);

– fino a € 7.500 per una versione accessibile ai disabili sensoriali, ovvero sottotitoli per i sordi e audio descrizione per i ciechi e ipovedenti, inclusi gli audio sottotitoli in voiceover, in italiano o in inglese (saranno forniti i sottotitoli e la traccia audio descritta per l’inserimento in DCP), offerta da Sub-Ti Access Srl (Torino);

–  € 5.000 offerti da Red Sea Fund (Red Sea Film Foundation);

– € 5.000 per l’acquisizione in favore di Rai Cinema di un diritto di prelazione ai fini dell’eventuale concessione dei diritti di utilizzazione e sfruttamento economico in sede televisiva di tale opera nel territorio italiano con l’obbligo di menzionare “in collaborazione con Rai Cinema S.p.a.” nei crediti;

– $ 5.000 per un progetto arabo e un invito a partecipare alla piattaforma industry CineGouna offerti da El Gouna Film Festival

– € 5.000 in rimborsi per servizi di post-produzione realizzati da società con sede in un paese UE o OEACP (a eccezione del Sudafrica) offerti da Organisation Internationale de la Francophonie (OIF)/ACP/EU a un lungometraggio realizzato da un regista proveniente da uno dei paesi ACP e prodotto o co-prodotto da una società con sede in un paese ACP;

– Premio “Coup de cœur de la Cinémathèque Afrique”, offerto dalla Cinémathèque Afrique dell’Institut Français (Parigi). Il premio consiste nell’acquisizione dei diritti di diffusione non commerciale e non esclusiva per la durata di 7 anni per un valore tra € 4.000 e € 6.000 a seconda del genere, della durata del film e del numero dei territori disponibili;

 – partecipazione ai costi di realizzazione di un DCP (€ 2.500), offerti dal Festival International du Film d’Amiens;

– partecipazione ai costi di realizzazione di un DCP (€ 2.500), offerti dal Festival International du Film de Fribourg.

 

Per il quarto anno consecutivo il programma FCV beneficerà del supporto aggiuntivo del Red Sea Film Foundation.

 

I primi due giorni del workshop (31 agosto e 1 settembre) saranno dedicati alle proiezioni dei film, mentre una speciale sessione di incontri one-to-one verrà organizzata tra i progetti selezionati e i professionisti il 2 settembre dalle ore 09:30 alle ore 16:30. Inoltre, il 2 settembre alle ore 17:00 si svolgerà la premiazione di Final Cut presso Spazio Incontri (Hotel Excelsior).

 

La nuova brochure contenente i dettagli dei progetti selezionati per questa edizione di FINAL CUT IN VENICE sarà consultabile nella sezione ‘VPB Programme 2025/ Downloads’ del sito del Venice Production Bridge.

 

Professionisti dell’industria cinematografica accreditati per il Venice Production Bridge potranno richiedere incontri one-to-one con i team dei progetti selezionati attraverso l’area dedicata a Final Cut in Venice nel sito del Venice Production Bridge (veniceproductionbridge.org).

 

 

MEET THE STREAMERS

 

Le piattaforme VOD/SVOD europee ed extraeuropee e le aziende che parteciperanno a Meet the Streamers potranno proporre i loro servizi ai distributori internazionali accreditati (titolari di pass Gold o Trade), ai produttori, editori e professionisti del settore audiovisivo.

 

Gli incontri per Meet The Streamers si svolgeranno il 31 agosto dalle ore 09:30 alle ore 18:30 e l’1 settembre dalle ore 11:30 alle ore 18:30. Inoltre Lunedì 1 settembre, dalle ore 10:00 alle ore 11:00, presso Hotel Excelsior, Spazio Incontri, il Venice Production Bridge organizzerà il panel Platforms & Producers: Building Bridges Toward New Models and Synergies.

 

Gli streamers confermati a oggi per questa edizione di Meet the Streamers sono:

 

  1. BFI PLAYER (BRITISH FILM INSTITUTE) (Regno Unito)
  2. CINÉ + OCS (CANAL PLUS GROUP) (Francia)
  3. FILM MOVEMENT PLUS (Stati Uniti d’America)
  4. HBO MAX (Europa meridionale)
  5. TV+ (Bulgaria)
  6. WESHORT (Italia)

 

Professionisti dell’industria cinematografica accreditati al Venice Production Bridge potranno richiedere incontri one-to-one con le piattaforme selezionate attraverso l’area dedicata a Meet the Streamers nel sito del Venice Production Bridge (veniceproductionbridge.org).

 

 

VENICE IMMERSIVE MARKET

 

Per il quarto anno, durante la 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, il Venice Immersive Market riunisce tutte le attività immersive presso l’isola del Lazzaretto Vecchio (Venice Immersive Island). Queste attività prevedono la presentazione attraverso installazioni e stand-up dei progetti immersivi selezionati in concorso; la presentazione dei progetti immersivi del Venice Gap-Financing Market e di Biennale College Cinema Immersive; presentazioni dedicate a temi immersivi; presentazioni speciali dedicate ai talenti selezionati nell’ambito della competizione Venice Immersive; un’area espositiva per istituzioni, fondi pubblici e privati che sponsorizzano progetti VR/XR/AR,  produttori,  e società di produzione, distribuzione, vendita, effetti speciali e post-produzione specializzate in contenuti immersivi.

 

 

SITO DEL VPB

 

Come di consueto, gli accreditati Industry potranno usufruire del sito del Venice Production Bridge (www.veniceproductionbridge.org), lo strumento online permette di stare sempre al passo con gli eventi che si svolgono durante le giornate del Venice Production Bridge: scoprire le novità, i progetti, il VPB Live Channel e consultare il programma VPB e le location della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Se si è in possesso di un Accredito Industry Gold o Trade si può accedere alle aree riservate dove è possibile prenotare incontri con i produttori, registi, editori, piattaforme e società presenti al Venice Gap-Financing Market, Final Cut in Venice, Book Adaptation Rights Market e Meet the Streamers, consultare online la Guida Industry contenente tutti i delegati Industry Gold e Trade presenti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, e i VPB Market Screening.

SERVIZI

Infine, il Venice Production Bridge continuerà ad offrire molti servizi al 3° piano dell’Hotel Excelsior e nella Venice Immersive Island (Lazzaretto Vecchio) quali i VPB Market Screenings, l’Industry Gold Club, destinato all’attività di networking tra i partecipanti e un’area espositiva. Una selezione di panel internazionali che si terranno presso lo Spazio Incontri all’Hotel Excelsior e lo Spazio Incontri Immersivo all’Isola del Lazzaretto Vecchio sarà disponibile nel sito alla sezione VPB Channel Archive.

Tutti i dettagli sui servizi disponibili si possono trovare nella brochure VPB Booklet e nella sezione del sito del Venice Production Bridge dedicata agli Industry Services.

 
   

 

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Cinema

Sorry Baby di Eva Victor 

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Forse, più che superare, la cosa più difficile quando si vive un trauma è riuscire a visualizzarlo, separarsi dal proprio io e guardare dall’esterno ciò che ci tormenta. Un’ottima spiegazione al perché nel cinema o nella televisione spesso si sbagli tono – o forse sarebbe meglio dire tatto – nel rappresentare cosa significa vivere con un trauma (o più di uno) dentro di sé. Talvolta si indugia nel mostrarne la portata catartica e distruttiva che ha nelle nostre vite, che spazza e sbaraglia tutto ciò che abbiamo, sia dal nostro punto di vista che quello dello spettatore.

La rappresentazione del trauma

Con questo voglio dire che a volte il trauma viene rappresentato in maniera non solo troppo esplicita, ma anche didascalica, invece di tentare (non è facile, sia chiaro) di osservare, in maniera più cauta ma non per questo meno profondo, tutte le sfumature di un trambusto emotivo che nella realtà non si materializza mai in maniera così segmentata, poiché i nostri umori sono estremamente mutevoli, unici l’uno dall’altro a seconda di diversissimi fattori che riguardano il nostro vissuto, carattere, crescita ecc.

La storia di Agnes

A tentare una strada più realisticamente umana è Sorry Baby, lungometraggio scritto, diretto e interpretato dall’esordiente Eva Victor, che sotto l’egida di A24 realizza un dramma di rara delicatezza, che riesce a rappresentare in maniera onesta cosa significa vivere un trauma attraverso la storia di Agnes, una giovane professoressa di lettere in un’università del New England che vive da anni “bloccata” da un evento che l’ha profondamente scossa quando ancora era una studentessa nella stessa università.

La narrazione è suddivisa in dei segmenti corrispondenti agli anni prima, durante e dopo l’evento scatenante, ciascuno di essi indicante una diversa fase dell’esplorazione di questo trauma, che Victor costruisce senza mai scadere in pietismi o lacrime facili, anzi, né esalta la brusca brutalità nel mondo in cui tale avvenimento intercorre annientandoci come persone, in cui il trauma diventa quindi una malevola forza invisibile, onnipresente ma che preme in attimi ben specifici.

Eva Victor Regista

Victor

Victor non drammatizza mai gli accadimenti perché non ne ha bisogno, bensì fa leva su una realtà che lascia beffardamente inermi, di fronte all’impossibilità di avere giustizia (su cui la Victor lascia anche un interrogativo di base educativa, sottile ma importante soprattutto nella nostra attualità) e all’inadeguatezza delle istituzioni nel gestire casi come quello di Agnes. Una realtà che più che commuovere lascia sbigottito lo spettatore, mettendoci quasi a disagio nel come ci immerge dentro la ferita di Agnes.

Attraverso una regia fatta di inquadrature fisse e silenzi assordanti, Sorry Baby riesce a farci provare quanto Agnes sia sommessa, isolata, ed è qui che rientra in gioco la questione del tatto: si può scendere in profondità anche con la delicatezza, senza incedere in momenti triggeranti o in spettacolarizzazioni. È come attraversare un tunnel di vetro, al di fuori del quale vedi tutto: non puoi toccare ma puoi sentire, e ciò è molto più impattante di quanto si possa pensare.

Un trauma dormiente

Il film non offre consolazioni né tantomeno soluzioni precise, non ci protegge, ma lascia spaesati, incompleti, come Agnes, che non vive necessariamente male gli anni successivi a quell’evento, ma semplicemente perché il trauma è dormiente, lavora sottobanco nella nostra quotidianità per poi ricomparire furente quando meno ce lo aspettiamo. Un elemento narrativo che si discosta dalle strutture segmentate o schematiche che citavo precedentemente.

Cos’è quindi che ci restituisce l’opera di Victor? Niente di “concreto”, apparentemente, ma anche se fosse, il film non è dovuto a darci una risposta precisa, o doverne sapere una, perché i film sono rappresentazioni, e non tutti hanno delle risposte. Ma in realtà è proprio su questa incertezza che si basa la risposta fondamentale di Sorry, Baby: le cose brutte, semplicemente, accadono, e accadranno nella vita di tutti noi essere umani, e spesso non possiamo sfuggirci.

Un dolore che non sparisce del tutto

Ciò include anche che un trauma possa convivere con noi per sempre, e l’unica cosa che possiamo fare per il nostro bene è imparare a conviverci, consapevoli che possiamo comunque vivere felicemente nonostante ciò che abbiamo passato, anche se il nostro dolore potrebbe non sparire mai del tutto e tornare a colpirci ancora e ancora. Questa lettura non è solamente coerente col resto del film, ma estremamente onesta da un punto di vista umano.

Tornare a vivere non significa necessariamente rinascere, riemergere dalle ceneri in una gloria come nelle grandi storie, ma può voler dire anche solamente consapevolizzare ciò che abbiamo passato, come ci colpisce, e ritornare alla normalità. Per l’ennesima volta SorryBaby diverge dalle narrazioni più assolute, alle fasi cicliche del dolore che si sciorinano come se fosse una fiaba proppiana, ma enfatizza la complessità del vissuto di tutti noi e trova un sentiere personale eppure universalmente riconoscibile.

Naomi Ackie

Oltre alla bravissima Victor, capace di dare a Agnes un’interpretazione impeccabile, trattenuta, dipingendo perfettamente l’alone plumbeo che gravita su di lei e anche i modi in cui di tenta di stemperare la sua condizione in maniera autoironica, un’altra prova splendida la dà Naomi Ackie nel ruolo di Lydie, ex coinquilina e migliore amica di Agnes, una vera e propria protettrice, mai giudicante, silenziosa nell’ascoltare e nel mostrare apprensione verso l’amica, anche quando quest’ultima tenta di nascondere la propria fragilità.

 

John Caroll Lynch

Infine, una menzione importantissima va fatta per la breve parte di John Caroll Lynch, che rappresenta uno snodo fondamentale nel percorso di elaborazione di Agnes nonostante sia un incontro pressoché fugace, ma di estrema importanza narrativa e che proprio per questo ha bisogno di un character actor come Lynch, uno degli interpreti più capaci a gestire questi ruoli secondari ma tutt’altro che superficiali, anzi, pieni di sfumature atte a renderne imprescindibile la presenza.

Sorry, Baby è un esordio di rara profesionalità,    capace di tessere una storia che oscilla perfettamente tra drammaticità e normale quotidianità, rappresentando gli attimi più bui della nostra vita in maniera reale, mai forzata, sfruttando la profondità delle emozioni umane che tutti noi sappiamo provare, ma che pochi hanno la capacità di ricostruire.

Giovanni La Gattuta

 

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Cinema

Di chi sono i nostri giorni?

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Il potere ha diverse facce e qui viene raccontato in maniera buona…

Quanti sono i presidenti a cui si è ispirato Paolo Sorrentino nel  film? C’è il Presidente Mattarella con gli applausi alla Scala di Milano,  Cossiga con la sua ironia, Leone con il suo tatto giuridico, Napolitano con le sue trovate. Ci sono molti presidenti in nuovo personaggio che richiama qualche volta De Mita non salì mai al Quirinale. Il film pone una domanda sulle responsabilità da assumere nella nostra vita. E’ di ispirazione fantastica. Il presidente della Repubblica Mariano De Santis si trova quasi alla fine del suo mandato e deve prendere delle decisioni importanti. Queste decisioni si scontrano con il bilancio esistenziale e i fallimenti della sua vita.

In attesa della grazia

Due persone con un caso complicato attendono la grazia per l’omicidio dei loro coniugi. Isa Rocca sostiene di aver praticato l’eutanasia contro un marito violento, mentre un professore ha ucciso la moglie che non ci stava più con la testa e  da quel momento si è rifiutato di avere i contatti con il mondo. Per il professore la grazia è stata chiesta dagli studenti. Il cavallo del presidente rappresenta anch’esso una metafora e il dubbio atroce della vita stessa,  anche se sta morendo il presidente si rifiuta di farlo abbattere. Questa scena si presta a diverse interpretazioni.  

Servillo – Sorrentino

Lo stile “Sorrentino”

I film di Paolo Sorrentino vanno visti  poiché aprono dibattiti e danno molti spunti di riflessione. Nella Grazia la critica ha scritto in maniera unanime che qui si racchiude la migliore interpretazione di Tony Servillo che al suo settimo film con Sorrentino, ha vinto la coppa Volpi al Festival del Cinema di Venezia.

Va detto, che gli attori sono stati straordinari nell’interpretazione dei personaggi: Anna Ferzetti nella parte di Dorotea la figlia del Presidente della Repubblica profonda conoscitrice delle leggi e dei cavilli giuridici, Massimo Venturiello nella parte del ministro della giustizia compagno d’infanzia del presidente, acuto osservatore della vita politica, Milvia Marigliano nella stupenda parte di Cocò Valori personaggio intellettuale ribelle che vuole incendiare i musei.

Elogio alla fragilità

Il film è un elogio alla fragilità raccontata con lo stile barocco, con la grazia  intesa come stato esistenziale e come istanza giuridica. Ci sono momenti  in cui il film risulta pesante e ripetitivo, soprattutto nel cruccio del tradimento della moglie avvenuto 40 anni prima. La fotografia di Daria D’Antonio risulta molto efficace, qualcuno ha scritto  che ha colori molto belli e si ispira a Caravaggio,  prende lo spettatore e lo fa viaggiare nel tempo creando suggestivi e indimenticabili stati d’animo. Affascinante l’idea di mettere il Presidente della Repubblica con gli altri cittadini in una sala  d’aspetto del carcere. Molto toccante è il dialogo con il professore, cosa inusuale per un Presidente della Repubblica. Risulta struggente  il dialogo  di Dorotea, la figlia del Presidente con Isa Rocca che mette in crisi la sua vita che secondo Isa non ha mai amato nessuno e  ha dedicato la sua vita solo alle carte e al  diritto degli altri…  

Le musiche 

Pur essendo composte da un mix di artisti contemporanei qualche volta  risultano eccessive e non danno respiro soprattutto all’inizio del film  quando viene spiegato agli spettatori  il ruolo del Presidente della Repubblica e le sue funzioni. Di chi sono i giorni nostri se non troviamo il coraggio di prendere una decisione, questa è forse la fragilità del dubbio? Il papa risulta ironico ed  espressivo, colpisce che si muova con la motocicletta. Il film invita a riflettere chi si trova nei posti apicali di responsabilità, ci sono molte suggestioni legati alla politica che è spesso lontana dai problemi della gente. Il film  esplora la morale, la religione e crea un’atmosfera contemplativa. Da vedere!

Nota:

Durante la proiezione che ho visto il 15 gennaio a  Palermo,  ho notato una massiccia presenza di avvocati, giuristi, magistrati e diverse signore della bella società palermitana che hanno apprezzato molto il film.

Maurizio Piscopo

  

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Cinema

Primavera, quando il cinema diventa un sogno

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In Italia ogni anno escono centinaia di film. Alcuni passano quasi inosservati e non lasciano  traccia,  altri finiranno a riempire le grigie serate degli italiani davanti alla Tv di cento pollici, emblema di finto benessere e  tanta solitudine. Amo il cinema alla follia.  Da giovane ho vissuto a Parigi dove il cinema resta un mito e si continua far la fila per assistere ad una proiezione. A Palermo, l’ultimo giorno dell’anno ho voluto trascorrerlo al cinema Tiffany scegliendo un film  per sognare e dimenticare le meschinità della vita.

Primavera di Damiano Michieletto

Ho scelto Primavera di Damiano Michieletto che fa parte dei film a cui sono molto legato: Il cammino della speranza di Pietro Germi, Il Gattopardo di Luchino Visconti, Amarcord di Federico Fellini, L’uomo delle stelle di Giuseppe Tornatore, Napoli New York di Gabriele Salvatores, Hugo Cabret di Martin Scorsese. Primavera è  un film colto, ben pensato, con costumi bellissimi, ben diretto con la fotografia di Daria D’Amico, con delle  musiche mozzafiato.

La storia

E’ una storia che  mi ha commosso, un vero capolavoro. La mia stessa sensazione l’ha vissuta il pubblico in sala che ha tributato un lunghissimo applauso, qualcuno piangeva e parlava a voce alta per farlo sentire a tutti come si fa a Palermo, “Bravissimi, gli attori, grande il regista, musiche straordinarie, soldi spesi benissimo!”. La signora seduta accanto mi ha confidato che lo farà vedere alle sue nipoti, una suona il violino al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo e lo rivedrà una seconda volta, cosa che non ha mai fatto nella sua vita. Siamo rimasti seduti, con un groppo in gola, nessuno si è alzato fino a quanto sono scorsi tutti i titoli di coda e non si sono accese le luci della sala. Una fila è rimasta per rivedere il film! Primavera è il racconto dell’anno da vedere con le persone del cuore.

La critica

La critica ha scritto che è un solido racconto sulla musica come e emancipazione e salvezza,  sono d’accordo. Il film ha raffinati, rimandi letterari, (lo spunto narrativo è il romanzo di Tiziano Scarpa Stabat Mater, Einaudi Editore 2008, premio Strega nel 2009) ed è ambientato nella Venezia del 1716,  all’interno dell’Ospedale della Pietà. Qui vivono diverse ragazze abbandonate in fasce dalle proprie madri, tutte in attesa che un matrimonio possa riconsegnarle alla società esterna. Le ospiti più dotate  musicalmente compongono una piccola orchestra, che si esibisce durante ogni messa nascosta da una grata.

Le musiciste

Tra le musiciste spicca Cecilia (Tecla Insolia), promessa sposa ad un uomo, ma ancora in attesa di essere “salvata” dall’ignota madre, scoprirà quanto la musica sia davvero importante per lei grazie all’incontro con il nuovo sacerdote Antonio Vivaldi (Michele Riondino attore straordinario), chiamato a dirigere le musiciste. Il film d’esordio del regista teatrale Damiano Michieletto ha una sua speciale originalità, una grande sicurezza nel dirigere gli attori  con una regia partecipe, asciutta, coinvolgente e sensibile, che non cede  mai  a patemi né a manierismi. Primavera mette in scena Vivaldi, maestro in un orfanotrofio, puntando però grande attenzione sulla sua allieva prediletta. Ne emerge un ritratto femminile vivido e universale, reso magnificamente da Tecla Insolia, nonché un originale rapporto maestro/allieva,  che parla di riscatto, di bellezza alla ricerca del  proprio posto nel mondo…

Al regista Damiano Michieletto Damiano ho voluto porre due domande…

Quando è nata l’idea di realizzare questo film  che lascerà un segno indelebile nella storia del Cinema?

E’ nata circa 5 anni fa quando dopo aver letto il romanzo “Stabat Mater” ho pensato che potesse essere un buon tema per un film. Desideravo fare un film in cui la musica fosse un elemento narrativo importante e questo incontro tra Vivaldi e Cecilia mi ha dato l’opportunità per realizzare questa visione assieme alla sceneggiatrice Ludovica Rampoldi. 

-Onestamente si aspettava il successo  internazionale che  sta riscuotendo il film  da lei diretto, curato in ogni dettaglio, costumi, fotografia, interpretazione degli attori e  musiche mozzafiato?

No,  non me lo aspettavo anche perché è il mio primo film. Ho avuto a disposizione un team fantastico composto da professionisti di altissima qualità come Daria D’Antonio, Walter Fasano, Fabio Capogrosso, Maria Rita Barbero. 
Mi fa piacere che il film sia stato venduto in molti paesi: è un’ottima cosa per il cinema italiano.

Qualcosa sulle musiche originali del film…

Sono state composte da Fabio Massimo Capogrosso che ha lavorato fianco a fianco con il regista per integrare sonorità classiche e contemporanee, mentre l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice di Venezia, diretti da Carlo Boccadoro, hanno eseguito i brani, affiancati dai Solisti Aquilani. Al film non manca il  ritmo,  la suspense e l’intensità crescente: si tratta di un’opera colta e raffinata, che racconta della musica del Settecento veneziano, degli ospedali di carità per orfani (nella fattispecie quello della Pietà a Venezia, sede, al tempo, di una rinomata orchestra), di Antonio Vivaldi e della composizione della sua musica, di amore desiderio energia vita e poi si parla di denaro e di classi sociali, in modo semplice e “popolare”, raggiungendo lo spettatore, e immergendolo nel clima di quel periodo.

La fotografia

Nella fotografia di Daria D’Amico appare una Venezia malinconica che rifugge dalla cartolina, la Serenissima  viene descritta  con  toni freddi per rendere, anche visivamente, un contesto sociale duro, in cui la vita delle ragazze come Cecilia dipendeva da fattori fortuiti (una madre che tornava a prenderle dopo averle abbandonate infanti, un nobile che decideva di sposare proprio loro portandole fuori dall’istituto o, come nel caso di Cecilia, una priora comprensiva e alfine complice) ma soprattutto dal denaro, da quanto potevano valere; cioè, in questo caso, da quanto erano brave con il violino. Forse la cosa che rimane più impressa del film, oltre alla musica sublime e al rapporto così ben delineato tra i due protagonisti, è il peso delle gerarchie sociali e soprattutto del denaro, perché è su di esso che si modula la vita dell’istituto, che cerca di primeggiare nella musica per avere fondi dal patriziato locale, oltre che per compiacere (allo stesso scopo) i sovrani del tempo (il Doge dopo la vittoria a Corfù, il re di Danimarca in visita a Venezia in un altro momento del film). Una nota di lode alla sceneggiatura di Ludovica Rampoldi,  che riesce a cogliere i sentimenti del tempo, la poesia della musica e le sofferenze delle ragazze  che riescono a riscattarsi con l’arte. Tecla Insolia è come al solito bravissima; Vivaldi è interpretato da un Michele Riondino che caratterizza il suo personaggio, tra sete di vita piena, che manifesta nella musica che compone, e la fatica provocata dalla malattia che mina il suo fisico; Andrea Pennacchi e Fabrizia Sacchi offrono corpo e anima al governatore dell’orfanotrofio e alla sua priora, colei che segue da vicino le ragazze; e i camei di Valentina Bellè e Stefano Accorsi arricchiscono profondamente il film. Sono certo, che Primavera riceverà molti premi internazionali e sarà accolto con entusiasmo dal pubblico di tutto il mondo, che è molto legato alla musica e alle bellezze italiane.   

Biografia

Damiano Michieletto ( Venezia 1975) è un regista teatrale e cinematografico italiano, noto per le sue innovative regie d’opera lirica e le produzioni di prosa, che ha portato nei più grandi teatri internazionali, debuttando alla Scala di Milano e lavorando  per il Salzsburg Festival, la Royal Opera House di Londra e il Teatro dell’Opera di Roma. Formatosi alla scuola di Paolo Grassi e di Milano e laureato all’Università di Venezia, ha anche diretto programmi Tv.

Per le foto di scena si ringraziano i fotografi Andrea Pirrello e Kimberley Ross.

 

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