In Evidenza
Il turismo si arrende al Covid. Federalberghi Palermo
Federalberghi: “Chiudiamo e diamo chiavi al Comune”
Un momento molto triste che porta a richiudere la maggioranza delle nostre strutture alberghiere associate”. Il presidente di Federalberghi Palermo, Nicola Farruggio, non nasconde l’amarezza per le restrizioni imposte dagli ultimi Dpcm e che hanno indotto il comparto ricettivo cittadino a prendere questa sofferta ma inevitabile decisione.
“Non si sono purtroppo concretizzate le condizioni per sostenere l’operatività delle strutture. Le ultime cancellazioni e la quasi totale assenza di prenotazioni rendono inevitabili di fatto queste scelte – continua Farruggio – il Governo nazionale ma anche le istituzioni regionali e locali non hanno in alcun modo valutato adeguatamente la crisi in cui è sprofondato il nostro settore sin dal mese di febbraio, e la parentesi relativa a poco più di qualche settimana estiva, ha rappresentato il nulla rispetto a un calo complessivo del 80% dei fatturati. Insignificanti e spesso mortificanti le misure che abbiamo dovuto condividere in modo generalizzato con altri settori e i vari appelli che abbiamo più volte rivolto sono stati raramente presi in considerazione. Abbiamo cercato, in ogni modo, di sostenere e incentivare la domanda verso la nostra destinazione anche con offerte importanti”.
Fonte: https://www.palermotoday.it/economia/coronavirus-turismo-federalberghi-chiusura-hotel.html
Cinema
Bud, Terence e l’aritmetica di un mito
Con “Non c’è 2 senza 4” Carmelo Franco racconta la coppia più amata del cinema italiano, e tutto quello che le è cresciuto intorno
Si può scrivere un saggio serio su Bud Spencer e Terence Hill senza tradirne la leggerezza? Carmelo Franco ci riesce con Non c’è 2 senza 4. Bud Spencer, Terence Hill e gli altri (Antipodes, 2026). Il libro si avvale della prefazione di Valentino Picone, che di coppie comiche se ne intende, e della postfazione di Paolo Di Fresco, avvocato e cinefilo come lui, con cui ha firmato altri due saggi: un testo affettuoso e autobiografico, che parte da un pomeriggio del 1985 al cinema Fiamma di Palermo, accanto al padre.
Il racconto
Il racconto inizia dalla fine: Botte di Natale (1994), l’ultimo film girato insieme, un tentativo tardivo di riportare in scena Trinità e Bambino, con nomi cambiati per ragioni di diritti: un insuccesso che segnò la fine di un’epoca. Da lì Franco torna indietro. Mario Girotti e Carlo Pedersoli lavorano sullo stesso set in Annibale (1959), senza mai incrociarsi in scena. Si ritrovano quasi per caso in Dio perdona… io no! di Giuseppe Colizzi e assumono i nomi d’arte con i quali sono da tutti ricordati. Infine arrivano a Enzo Barboni, che con Lo chiamavano Trinità chiude lo spaghetti western nella farsa e li porta per sempre nell’immaginario collettivo. Poi i generi cambiano, dal poliziesco alla commedia d’avventura, ma la coppia resta sempre uguale a se stessa.
La formula efficace
La tesi centrale è convincente. Totò, il comico di riferimento per tutti i colleghi a venire, assorbiva chiunque gli stesse accanto. Bud e Terence inaugurano invece una sorta di “democrazia attoriale”, una stella binaria in cui nessuno dei due fa da spalla all’altro. La formula diventa così solida da superare registi e generi: i film della coppia finiscono per fare genere a sé, e la squadra che vince non è il binomio attore-regista ma la coppia stessa, mentre dietro la macchina da presa gli autori si alternano.
Gli altri
La parte più originale del libro sta però nel suo sottotitolo: gli altri. Franco ricostruisce con gusto cinefilo la stagione dei “cloni”. Per cinque film, tra il 1974 e il 1976, Michael Coby (al secolo Antonio Cantafora) e l’americano Paul L. Smith rifanno la coppia originale. Hanno gli stessi doppiatori, Pino Locchi e Glauco Onorato, e le stesse musiche degli Oliver Onions, fino al dittico di Simone e Matteo. Da qui nasce anche il titolo del saggio. Accanto ai cloni ci sono la parodia di Franco e Ciccio, i “sequel apocrifi”, il remake di …Altrimenti ci arrabbiamo! del 2022 e un fan film come Django Undisputed. Qui si vede la formazione giuridica dell’autore: le pagine sul riciclo delle formule di successo, sospeso tra la unfair competition invocata dalle major americane e la più elastica disciplina italiana sul diritto d’autore, sono tra le più interessanti del volume.
I libri dell’autore
La produzione saggistica di Franco segue due strade parallele. Da un lato c’è una ricerca che incrocia cinema, crimine e giustizia, e in cui pesa la sua esperienza di penalista: Il cinema di mafia (2009) e Il cinema fuorilegge (2025), entrambi firmati con Di Fresco, e Giovanni Falcone al cinema (2022). Dall’altro c’è lo sguardo sul cinema popolare, a cui appartiene questo libro. Qui il volume si pone idealmente in linea di continuità con A scuola da Dino Risi. Il sorpasso e i suoi epigoni con cui condivide il metodo: un film o una coppia diventano la matrice da cui far discendere gli epigoni, e i generi sono letti come specchio del Paese. Tra i due libri corre anche un filo sottile: il giovanissimo Mario Girotti aveva esordito proprio con Risi, in Vacanze col gangster (1952), dieci anni prima de Il sorpasso. Fa invece storia a sé Ciak si gioca (2026), dedicato all’epica sportiva.
Logos
Il volume è stato presentato a Palermo nell’ambito di Logos – Parole dal Mediterraneo, a Villa Filippina. Accanto all’autore c’era Valentino Picone, che ha ripercorso le traiettorie delle grandi coppie comiche; a moderare l’incontro, Pippo Gigliorosso.
Resta, alla fine, la conclusione cui arriva lo stesso Franco: l’icona Bud & Terence non si può replicare. «La si può solo amare, citare, ricalcare».
In Evidenza
Enna capitale europea delle confraternite
Dall 2 al 7 ottobre il VII Forum Paneuropeo
Oltre duemila confratelli da dieci Paesi europei, cardinali, vescovi, l’attrice Claudia Koll e, se il set glielo consentirà, Antonio Banderas, lui stesso confratello a Malaga. Dal 2 al 7 ottobre Enna diventa la capitale europea delle confraternite con il VII Forum Paneuropeo, per la prima volta in Italia dopo l’edizione di Città del Vaticano. Tra gli ospiti il cardinale Angelo Bagnasco, il cardinale Enrico Feroci. Il programma è stato presentato ieri a Palermo, nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, sede dell’Assemblea regionale siciliana.
Nato nel 2019 dall’appello del cardinale Bagnasco all’Europa perché ritrovi le proprie radici, il Forum ha toccato negli anni Lugano, Malaga, Mafra in Portogallo, Nizza e Roma. Il curatore scientifico è Salvatore Martinez. «Noto una cosa che è bellissima per la nostra terra: l’unione – ha spiegato l’ingegnere Giovanni Zodda, presidente del Collegio dei rettori delle confraternite ennesi – Uno degli scopi delle confraternite è unire, condividere. Il fatto di vedere che le altre realtà politiche convergono su questo progetto ci riempie di gioia». Zodda ha rivolto un ringraziamento all’amministrazione comunale «per essersi spesa dal primo momento».
Il programma
Il programma si apre il 2 ottobre con la mostra “Habitus Fidei”di abiti sacri nelle sale dell’ex Banca d’Italia, incentrata sulla Confraternita di San Michele di Cerami, fondata nel 1070 e considerata la più antica al mondo ancora esistente. L’apertura ufficiale è affidata alla coroncina di Maria Santissima della Visitazione nella Cappella dei Marmi. Il 3 ottobre è dedicato ai giovani, con lo Young Forum nella chiesa di San Francesco d’Assisi, e al convegno “Maria madre delle confraternite”. Il 4 ottobre la grande processione dall’Eremo di Montesalvo al Duomo riunirà le confraternite siciliane e le delegazioni di Malta, Malaga, Siviglia, Portogallo, Svizzera e Città del Vaticano. Seguono i panel su carità e solidarietà, sul rapporto tra confraternite e ambiente con gli studenti all’Università Kore e sui carismi femminili. Il 6 ottobre, in Duomo, il Teatro Stabile di Catania proporrà un concerto con musiche di Hans Zimmer ed Ennio Morricone. Chiude il 7 ottobre il World Rosary Day, in diretta su Tv2000 e Play2000, seguito dalla messa in Duomo celebrata dal cardinale Angelo De Donatis.
«Questo patrimonio immateriale ci suggerisce un indirizzo politico amministrativo particolare – ha detto l’assessore Lillo Maria Colaleo e all’Azione amministrativa, che ha portato i saluti del sindaco Vladimiro Crisafulli e della Giunta – Come istituzioni politiche abbiamo l’obbligo morale di dare dignità e valore forte a tutto questo, perché non abbiamo nulla da invidiare. Dobbiamo avere più coraggio, più orgoglio, più consapevolezza di quello che siamo. E la politica deve essere in grado di dare un messaggio molto forte: dobbiamo essere al loro fianco nel momento in cui le nostre confraternite saranno il volto del nostro territorio dinanzi a tutta l’Europa».
16 confraternite
L’assessora alla Cultura Katia Randazzo ha ricordato che le 16 confraternite ennesi coinvolgono 2.500 persone e ha rivolto un appello alla Regione: «Il Forum può rappresentare un’occasione per rafforzare il dialogo tra la Regione, le istituzioni locali, le diocesi, le confraternite, per costruire una rete più solida. Alla Regione chiediamo di accompagnare questo percorso con attenzione, sensibilità e lungimiranza».
Sul fronte dell’accoglienza, l’assessora al Turismo Marilisa Milano ha illustrato le iniziative messe in campo con gli operatori: sconti delle strutture ricettive per chi prenota direttamente, la riapertura del Museo del Mito e un menu turistico come progetto pilota. «È l’unico appuntamento su tutta la nazione che, dopo Città del Vaticano, vede la Sicilia protagonista – ha affermato – Significa elevare Enna ad un’accoglienza internazionale, significa farsi trovare pronti, e non solo per il Forum».
Valore umano
«Le confraternite rappresentano il valore umano, sociale e religioso – ha detto la vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri – Danno un segnale di serenità e io penso che proprio in questo periodo le nostre comunità abbiano bisogno di segnali positivi, per coinvolgere i giovani. Chi fa parte di una confraternita entra a far parte di una famiglia, diventa anche un aiuto sociale». Queste giornate, ha aggiunto, saranno un orgoglio «non solo per Enna, ma per tutta la Sicilia».
Il deputato regionale Fabio Venezia ha sottolineato che le confraternite «ancora oggi rappresentano il cuore pulsante non solo del tessuto religioso, ma anche del tessuto sociale delle comunità». Ha poi ricordato la presenza in sala del collega Dario Safina, «che ha proposto insieme al gruppo parlamentare una norma per la valorizzazione: l’abbiamo riproposta per i riti della Settimana Santa in Sicilia». E ha concluso: «Abbiamo il dovere ancora oggi di preservare queste istituzioni religiose e di riattualizzarle rispetto alle sfide del futuro».
Cinema
Ketticè, il film di Giovanni Tortorici
Dopo il debutto nella sua opera prima Diciannove, il giovane regista palermitano Giovanni Tortorici, coin Ketticè è stato molto apprezzato al festival di Locarno e da pochi giorni il film nelle sale dell’Isola dal 27 agosto, con Monica Bellucci che ha conquistato il Pardo per la miglior interpretazione.
Ketticè è prodotto da Luca Guadagnino, con il contributo della Sicilia film Commission. Il regista e sceneggiatore prosegue l’esplorazione del mondo giovanile esplorando la ricerca di sé, il distacco e il desiderio di libertà tipici dell’adolescenza.
Il film è ambientato nella Palermo del 2012.
Ci faremo raccontare la scelta e l’interpretazione dei protagonisti per protagonisti i giovani Salvatore Gallina e Rachele Testagrossa, anche loro palermitani
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